Posts tagged Zaanse Schans

Ogni 4 anni

Sono un po’ fatalista e credo ai ‘segni’ che il destino (qualcuno lo chiama caso) mi invia. In effetti, ho personalmente allargato la questione ai vari aspetti della vita e ho alleggerito il tutto espandendolo alle situazioni che mi capitano.
Per esempio, 4 anni fa (e da quella volta li aspettiamo ancora.. a buon intenditore..), i miei amici Luca e Manu vennero a trovarci e trascorremmo con loro delle bellissime giornate, una delle quali nell’incantevole Zaanse Schans.
Proprio in quell’occasione, purtroppo, prima io e poi Ste ci prendemmo una di quelle influenze maestose, con febbre sopra ai 39°C, che ci stese letteralmente a letto per 2 giorni.
Quella finora era stata l’unica ‘malattia’ seria avuta in Olanda, quindi sani come pesci per i restanti 4 anni (controlli vari e denti a parte).
Ecco, finora, appunto. Perché Ste ha preso tanto di quel freddo giovedì scorso (in attesa di treni scoordinati che partivano da binari diversi), che venerdì ha iniziato a sentirsi male, fino a sfociare in una febbre da cavallo (più di 39°C!) il giorno successivo. Si è ripreso appena il 4° giorno ed è tornato subito al lavoro.
Io, che mi credevo abbastanza resistente, sono rimasta vittima della stessa identica cosa, con le stesse conseguenze e tempistiche.
Fossero questi i mali della vita e con questa periodicità, metterei comunque la firma!
Come si diceva all’inizio di questo blog, la nostra qualità della vita è decisamente migliorata da quando siamo in Olanda, un po’ per il Paese e un po’ per come noi abbiamo deciso di viverlo: usufruiamo dei servizi pubblici e ci siamo tolti il peso (e i costi) dell’automobile, facciamo più movimento a piedi e in bici e mangiamo quasi sempre quello che cuciniamo a casa, quindi poche schifezze.
Abbiamo una vita più semplice e gestibile di quella che avevamo in Italia e lo stato di avanzata tecnologia olandese rende ancora più veloci cose che altrimenti richiederebbero molto più tempo.

Il trasloco deve essere contagioso, anche senza saperlo.
Poco dopo aver faticosamente ultimato il nostro interminabile trasloco, venni informata assieme ai colleghi di lavoro, che la nostra società avrebbe traslocato all’inizio di dicembre. All’epoca pensai che la cosa non era affatto male, perché la nuova sede aveva un massimo di 3 piani oltre al pianterreno e non avremmo più occupato i più alti di un edificio da 13-15 piani. Certo, per il panorama non c’è che dire, ma per mantenere il contatto con la realtà fa bene vedere qualcosa della natura, o dell’umanità.
Ora che tutto è stato ultimato anche per quest’altro trasloco, posso dire che, in effetti, la nuova sede è decisamente più vicina alla natura di quanto non lo fosse la precedente; e anche il raggiungimento del posto di lavoro non è così difficile come pensavo..
È ovvio che i due traslochi non possano essere messi a paragone; quello della sede di lavoro mi è costato meno di un’ora di cernita delle cose che volessi tenere!

|Aria|

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Zaanse Schans en de griep

[Zaanse Schans e l’influenza]

Gli ultimi visitatori non solo hanno rispettato i taciti (?) accordi pro-ospitalità, ma ci hanno stupito con proposte di itinerari nuovi, tutti da scoprire. Che felicità!! Noi, che forse ci stavamo impigrendo (oggettivamente no, ma ci sta nel racconto) negli itinerari conosciuti, spronati da 2 veri turisti alla scoperta della folkloristica Olanda. La destinazione: Zaanse Schans, un paesino molto particolare ad una quindicina di chilometri a nord-est di Haarlem.
Il paesino di una quarantina di case, coloratissime, abitate o usate come piccoli laboratori/negozi, si sviluppa in un reticolato di stretti canali artificiali che separa i vari terreni; nei più piccoli ci sono delle spettacolari casette con proporzionato giardino o orto; nei terreni più ampi pascola il bestiame. All’esterno del paese, arrivandoci, c’è da rimanere a bocca aperta per 2 motivi: l’intenso profumo di cioccolato, cacao per essere precisi, che avvolge l’intera zona (per la fabbrica di cacao e cioccolato che sta dalla parte opposta del canale) e per i 5 mulini sulla sponda del canale dietro alla quale si trova Zaanse Schans.

Abbiamo visitato (rigorosamente a piedi noi turisti, mentre ai poveri ed un po’ impazienti -giustamente- residenti è concessa la bicicletta) l’intero paesino attraversando ponti e campi, abbiamo pranzato all’olandese in uno dei ristoranti all’interno di Zaanse, abbiamo assistito alla spiegazione con dimostrazione di come si fanno i famosi zoccoli di legno olandesi artigianalmente e poi ci siamo spinti fino all’ultimo mulino. Bellissimo!! E il clima ci ha aiutato.. all’olandese, s’intende. Alla partenza sole e vento: meglio di così non si può avere, quindi benissimo; ma poi, qualche spruzzetto di pioggia e vento, sempre parecchio vento. Fortunatamente alla fine, il sole è ricomparso, quindi non ci siamo proprio bagnati, ma forse tanto è bastato, e magari anche il freddo ha aiutato, per stendere (nel senso letterale del termine, dati i 2 giorni a letto) prima la sottoscritta e poi Ste. Ebbene sì, abbiamo preso l’influenza!! Io ne sto uscendo e Ste.. sta ancora verificando che il letto sia confortevole.
La domanda sorge spontanea: essendo noi italiani, ma da 8 mesi in Olanda, in quei giorni in compagnia di italiani, quale influenza ci siamo presi? Quella italiana o quella olandese?

Un ringraziamento di cuore a Luca e Manu per i doni, le nuove scoperte e le passeggiate/biciclettate; purtroppo mancava 8 (il gatto di Luca -non credevo che avrei mai detto queste parole-), che avevo richiesto per qualche giorno solo per far sapere al topo che all’occorrenza un gatto lo troviamo.

|Aria|

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