Posts tagged trasloco

Animali e fai da te

L’avventuriero Hansje continua la scoperta della casa, meglio dire che misura le varie metrature, e i posti raggiungibili grazie a nuovi balzi e arrampicate. Per il momento, stiamo preservando tende, tappeti e divani (per questo c’è ancora bisogno del controllo acustico/visivo), ma abbiamo dovuto cedere un tappetino alle sue unghie e una coperta ai suoi ‘impastamenti’.
Stiamo pensando alla sua sistemazione diurna durante i lavori che ci saranno in casa; nonostante cresca e sia costantemente impegnato con l’elaborazione finale del tanto cibo ingerito, potrebbe venire facilmente calpestato, o cercare di uscire verso la strada.

I lavori inizieranno la prossima settimana. Dietro a questa semplice affermazione, non c’è solamente la scelta della persona adeguata a cui affidare i lavori, ma anche la presa di coscienza che avremmo dovuto occuparci personalmente dell’acquisto di tutto il materiale necessario (sanitari, piastrelle, …), che quindi non era incluso nel preventivo, già considerevole.
Il ‘nostro’ turco ci ha consigliato qualche posto in cui trovare il necessario a buon prezzo. Piccolo problema: come portare a casa quel tipo di carico senza un mezzo adeguato? Provate voi a portare decine di chili di piastrelle in bicicletta! E il lavandino, dove lo mettiamo?!
Ste ha quindi proposto il consueto noleggio del furgoncino (ricordi del trasloco..) e sabato scorso, dopo l’ultimo sopralluogo del turco, ci siamo diretti verso il paradiso del fai da te della zona, nell’area industriale di Zaandam (30 km a nord-est di Haarlem).
Un paio di centinaia di metri quadrati di negozio-magazzino, con ristorantino annesso, contenente tutto per costruire e arredare l’interno e l’esterno della casa. Se davvero qualcuno sapesse occuparsi di tutto da solo, avrebbe bisogno solo dei muratori.
Ho già detto che gli olandesi sono professionisti del fai da te, ma sono talmente convinti di potersi occupare di tutto fuori e dentro casa, che trovare i piccoli artigiani è una rarità. In compenso, le case sono ampliate o modificate dai proprietari non professionisti del momento e questo può riservare delle sorprese poco piacevoli in futuro.

Abbiamo speso un’ora e mezza in questo luogo enorme solamente alla ricerca delle piastrelle e, con la poca energia rimasta, siamo passati al lavandino e alla rubinetteria varia.
A questo punto, ci siamo accorti del ristorantino interno, che serviva i consueti cibi olandesi ai clienti e anche ai lavoratori, e ci siamo accomodati.
Dall’altra parte, visibile dal banco, c’era seduta a un tavolo una coppia di avventori un po’ insoliti in quanto la signora aveva accanto una specie di trespolo su 2 ruote, sulla punta del quale stava tranquillamente appollaiato un grande pappagallo multicolore, lungo una sessantina di centimentri, coda compresa. Nessuno si sarebbe accorto dell’enorme volatile, se non fosse stato per i suoi colori sgargianti. In ogni caso, nessun avventore sembrava intimidito né infastidito dall’insolita presenza. Solamente fuori, nel parcheggio antistante l’enorme negozio, il pappagallo si è lasciato sfuggire qualche verso, che ha portato l’attenzione di tutti su di lui.

Dierenambulance

Dierenambulance

Nel parcheggio del negozio, vicino alla ‘nostra’ auto, abbiamo visto una dierenambulance (ambulanza per animali) parcheggiata, con la portiera laterale aperta e con un gruppetto di persone con rispettivi cani al guinzaglio e gatti e conigli nella gabbietta, che attendevano ordinatamente il proprio turno.
Da quello che si poteva capire, infatti, il veterinario era a disposizione all’interno dell’ambulatorio su ruote; non credo sia stato gratuito, ma comunque un’ottima iniziativa.

|Aria|

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De verhuizing – 2de deel

[Il trasloco – 2a parte]

Come anticipato da Ste, il periodo continua ad essere effervescente. Vuoi per la novità della nostra nuova casetta, vuoi perché completando gli ultimi lavoretti scopri nuovi modi di arredare, vuoi per le visite degli amici, vuoi per le visite dei ‘traslocatori’ (come altro chiamare il papiño, Dario e Paolo?!), la nostra quotidianità continua ad essere piuttosto movimentata.

In poco meno di 2 settimane il papiño ha organizzato un viaggio andata/ritorno Italia – Olanda in 6 giorni per il trasporto del mobilio ingombrante. Grazie all’aiuto e al furgone di Dario e all’aiuto di Paolo, hanno caricato il furgone a più riprese per un paio di giorni e poi, verso l’alba, sono partiti verso nord.
L’indomani pomeriggio sono arrivati ad Haarlem, dopo essersi fermati in Germania per la notte. Los tres-locos (o tras-locos) sono arrivati talmente presto che si sono messi a scaricare il furgone, prima del nostro rientro a casa.

Ho potuto aiutare solo per il divano, ma il tavolo, le sedie, la libreria, i cuscini erano già stati tutti scaricati dai los tres-locos, come si sono autodenominati i nostri 3 compagni di avventura.
Come da accordi, abbiamo provveduto a fornire loro un posto per dormire -al 1° piano- e una cena la sera dell’arrivo, qualche mappa dei dintorni, qualche dritta su percorsi, mezzi, cose da vedere. Per il resto los tres-locos sono stati molto autonomi e si sono conquistati anche la nostra gratitudine per le prelibate cenette che ci hanno fatto trovare tutte le altre sere.
Parte della giornata la trascorrevano scorrazzando in bici nei dintorni; l’altra parte la occupavano tra lavori domestici di montaggio mobili (soprattutto il papiño) e preparazione della cena.
Sembra che i tres-locos abbiano apprezzato la gita e quello che hanno visto in terra olandese.
Da parte nostra li ringraziamo della compagnia e dell’aiuto che ci hanno dato.

|Aria|

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visite e costruzioni

È da qualche giorno che non trovo il tempo di scrivere, la settimana passata è stata molto intensa. Dopo la partenza dei nostri amici Manuel ed Elisa la settimana scorsa, venerdì è tornato a trovarci Marco, questa volta perché abbiamo deciso di regalargli il volo Venezia Amsterdam per il suo trentesimo compleanno. È stato qui 5 giorni, ed abbiamo vissuto molto intensamente la sua visita, girovagando per Haarlem e Amsterdam. Ma anche per l’Olanda intera, visto che sabato siamo stati a cena da Pietro a Tilburg, a due ore e mezza di treno da qui. Siamo stati ospiti per una cena italianissima tra una pasta alla boscaiola e dei baci di dama fatti insieme nel dopocena e consumati appena pronti, attorno a mezzanotte.

Ad Amsterdam, il lunedì, abbiamo pranzato a cheeseburger e club sandwich per trovare le energie sufficienti a perderci con la bici prima sui canali del Jordaan, poi nel sempre maestoso e vivente Vondelpark, per poi ripartire al calar del sole verso Waterlooplein, tra i mercatini delle pulci all’aperto e i negozietti di design o semplicemente di cianfrusaglie. Stavamo anche per comperare una stampa della locandina del primo James Bond, Licenza di uccidere. Marco la voleva fino a quando ha chiesto il prezzo: 250 €, né più né meno. Non era infatti una stampa ma l’originale, probabilmente del 1962. Stava benissimo dov’era.

Marco è ripartito martedì pomeriggio, ma già dalla sera di lunedì avevamo altri ospiti al piano di sotto: sono infatti venuti da Monfalcone Ferru, Paolo e Dario con un furgone attrezzato pieno di mobilio e altri generi di conforto per il secondo atto del trasloco di Ferruccio. Gli amici di Ferruccio sono stati oltre che simpatici anche bravi in cucina e ci hanno fatto da mangiare per tre sere su quattro. Di cui due di pesce…davvero un affare!

In questi giorni passati in giro per Amsterdam mi è sembrato di vedere la conferma in formato poster di quanto si sostiene oramai da un paio d’anni su questo blog, ovvero il fatto che gli olandesi amino scavare. E stavolta non per gli operai che lavorano ovunque per creare nuove strade, argini, piste ciclabili o ruspe che compaiono dalla notte al giorno, per poi spesso scomparire dal giorno alla notte; stavolta ho visto un manifesto che mi ha fatto sorridere, uguale all’immagine a destra che invece è presa dal sito dell’iniziativa. La frase in alto cita testualmente: “vuoi costruire con me?”.
Pensavo si trattasse di un raduno di olandesi, notoriamente amanti della pala, presso qualche campo in cui si sarebbero potuti sfogare per qualche ora movimentando terra a braccia. Invece sul loro sito web ho scoperto che si tratta di un’iniziativa (che mi dicono esistere anche in altri Paesi), grazie alla quale si trovano in una sorta di fiera tutti coloro che intendono costruirsi la casa da soli, o in compagnia di altri appassionati. A questo link si possono vedere i lotti liberi nel centro di Amsterdam: per fortuna non ci sono i prezzi, che immagino essere alquanto impegnativi considerando il costo delle abitazioni nel comune della capitale.

Chiudo segnalando la nuova produzione di Michele Santoro, Servizio Pubblico, una trasmissione che andrebbe seguita solo per il fatto che nessuno nella tv generalista ha voluto ospitare il programma, censurandolo di fatto dai telecomandi italiani. In un altro Paese europeo non credo che sarebbe mai successo, tanto più considerando il valore di quella trasmissione dal punto di vista degli introiti pubblicitari che Santoro & co. assicuravano alla Rai. Noi ce lo guarderemo in diretta da internet (finalmente, poiché la Rai non è visibile dall’estero in diretta streaming sul loro sito…questioni di canone) e siamo sicuri che molti espatriati come noi che hanno a cuore l’Italia e tutto ciò che lì succede, seguiranno la nuova avventura multi-piattaforma del presentatore campano. Vi lascio allo spot della trasmissione, che vedrà la luce il 3 novembre prossimo e sarà trasmessa ogni giovedì.

|Ste|

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De tweede verhuizing

[Il secondo trasloco]

Sto vivendo in un frullatore. Tra il trasloco al piano superiore e il nuovo lavoro, non capisco più dove mi trovo e cosa sto facendo. Non sono ancora arrivata al punto di spostare i mobili in ufficio, ma secondo me manca poco.
I nostri ex vicini se ne sono andati a ridosso del tempo limite: nel pomeriggio della nostra entrata in casa ‘nuova’; dato che ci hanno lasciato la connessione ad internet, un armadio senza ante e il fornello a gas, abbiamo deciso di non fare storie. Abbiamo quindi iniziato a spostare/comprare/montare/smontare i mobili il giorno successivo.

La maggior parte delle persone pensa che traslocare da un piano all’altro sia cosa facile; lo è sicuramente più che spostarsi di alcuni chilometri (non si deve noleggiare un furgone, non ci sono limiti di tempo, …), ma rimane pur sempre un trasloco! Nel nostro caso si svolge solamente la sera, di ritorno dal lavoro, e nei fine settimana; manca quindi il tempo per metabolizzare quello che sta accadendo, anche perché è successo tutto piuttosto in fretta.
Per fortuna, il papiño ci ha aiutato molto: ci ha portato un sacco di cose da mangiare, ha preparato cene e pranzi da portarci al lavoro, abbiamo caricato la ventiseienne con frigo, tavolo, sedie, hanno (Ste con la ‘supervisione’ del papiño) smontato e montato tutti i mobili necessari. Insomma, ci siamo tutti stancati per bene!

Inoltre, per noi che siamo rimasti (il papiño è ripartito alla volta dell’Italia qualche giorno fa), la fatica non è ancora finita. Dopo aver spostato il mobilio più ingombrante, speriamo di terminare il trasloco entro questo fine settimana, per poter finalmente vivere su un piano solo.

|Aria|

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il nuovo vicino

Così ora sapete il nome del nostro nuovo vicino di casa.
L’appartamento sarà nostro dal primo di ottobre, così Ferru ha iniziato i suoi viaggi per muovere le sue cose dalla vecchia casa di Monfalcone fino a quella nuova presso Haarlem. Se lo conoscete, personalmente o grazie ai suoi frequenti interventi sul blog, non vi sarà difficile immaginare che abbia organizzato il trasloco tutto per conto suo, caricando la ventiseienne (una Volvo 245 del 1985) come un mulo, proprio come avvenne più di due anni fa, quando fu la stessa coppia (Ferru e la 26enne) assieme a Graz a portare i nostri averi per riempire quella che sarebbe diventata la nostra piccola ma accogliente dimora. Stavolta i viaggi programmati sono almeno un paio, se non di più, con l’obiettivo di portare il materiale a nord della Germania entro la fine dell’anno, data in cui terminerà il contratto di affitto della casa italiana. La prima partenza era fissata per il 22/9, con un carico prevalentemente alimentare ma non solo.

Come ogni volta che Ferru viene a trovarci, anche stavolta ho riportato la Gazelle ad Haarlem. Per lui è più facile destreggiarsi con la bicicletta che uso ad Amsterdam, poiché, nonostante le origini molto olandesi del ciclo (Gazelle è una delle marche olandesi più rinomate), questa è un pochino più bassa e, soprattutto, dispone di freni a mano anziché a pedale. Stavolta ho però deciso di portarla a casa letteralmente, senza usare il treno e affrontando i 18 km che separano la casa di Amsterdam West dove abitano Jacopo e Selena (avevo lasciato la bici da loro la sera prima) dal nostro appartamento di Haarlem. Una cinquantina di minuti sulla strada più veloce, ad una velocità media di 20,5 km/h. Non male direi, per il mio rinomato carattere anti fatica! Da segnalare la presenza di moltissimi oggetti volanti lungo il tragitto: quelli più grandi erano gli aerei in atterraggio a Schiphol, in numero davvero impressionante, credo uno ogni due minuti senza esagerare. Gli oggetti volanti più piccoli erano invece moscerini, mosche ed altri insetti dotati di ali. Questi non li ho proprio visti, ma assaggiati: almeno tre sono passati dalla vita alla morte attraverso la mia bocca e il mio apparato digerente. Un paio è invece riuscito a prendere l’onda del respiro e l’ha cavalcata fino ai polmoni. Di questi individui non si è saputo più nulla: le ipotesi più acclamate li vedono stabilizzatisi in qualche alveolo o espulsi a gran velocità con uno starnuto avvenuto di lì a poco. Anche stavolta la sorte di un moscerino non risulta importante ai fini di un racconto, quindi rimanga il dubbio.

Una volta arrivato a casa e liberatomi dei vestiti sudati, mi sono lanciato in una doccia rinvigorente. Pochi minuti dopo il campanello ha suonato due volte: ecco il nostro nuovo coinquilino! Assieme a lui un carico di cibo, tra cui 6kg di sale grosso, uno scatolone intero contenente vari formati di pasta Voiello, formaggi di ogni tipo, frutta locale friulana, canederli trentini, conserve di ogni genere, olio extravergine d’oliva a volontà e molte altre leccornie.
Oltre alle derrate alimentari, nel poco spazio rimasto nella spaziosa parte posteriore della Volvo trovavano posto anche la sedia a dondolo alla quale è molto affezionato Ferru (primo mobile entrato nella sua casa, nel ’76, sarà il primo anche nella sua prima casa olandese, 35 anni più tardi, tre metri sotto il mare), una marea di DVD e libri. A tenere fermo il tutto c’era il mio subwoofer con cui potrò far vibrare un po’ la casa, in assenza di vicini estranei. Vrrrrrrr, vrrr, vrrrrr!

Nota di colore sull’arrivo di Ferru, o meglio sulla ventiseienne: la 245 non ha fatto una piega per tutto il tragitto, con tanto di varie pause caffè e notte in albergo a Norimberga. Fiera ha imboccato la nostra via e si è accoccolata nel parcheggio trovato libero a meno di dieci passi da casa. Da quel momento è stato sonno profondo. La mattina successiva, infatti, non c’è stato verso di metterla in moto. La batteria da 160Ah era piena di vita, ma la sua energia non arrivava fino al motorino d’avviamento. Questa la diagnosi di Ferru, supportata da me che non ho idea di come funzioni un motore. Per fortuna abbiamo trovato presto un meccanico in zona e nel pomeriggio Aria e Ferru sono andati a chiedere aiuto. Il meccanico, che Google Street View ha immortalato nell’immagine sotto, stava affrontando un’intensa partita con il solitario di Windows accanto al giovane assistente che sembrava far nulla, ma forse stava lì solo per sbirciare le carte da gioco del meccanico, cosa che quest’ultimo non sopporta (questa parte l’ho aggiunta io, mi piaceva così). Con atteggiamento più simile a quello di uno spagnolo a pochi minuti dalla siesta che a quello di un meccanico olandese, ha fatto notare ai nostri due che avrebbero chiuso un’ora più tardi, quindi non se ne sarebbe fatto nulla per tutto il weekend, e con non chalance ha trascritto il suo numero di telefono su un post-it per poi consegnarlo a Ferru, chiedendo di essere ricontattato il lunedì successivo.

Il meccanico è infine venuto a prendere l’automobile, che poi abbiamo saputo essere partita al primo colpo sotto le mani rudi del garagista. È rimasta qualche giorno sotto osservazione nel garage e domani andiamo a riprenderla per provare nuovamente l’operazione magazzino. In attesa di trovare lo spazio per sistemare nella casa vecchia o in quella nuova le cose portate dall’Italia, metteremo queste ultime in un magazzino preso per l’occasione, come già anticipato da Ferru in un commento al post precedente.

Ora, a poche ore dalla mezzanotte del primo ottobre, gli attuali vicini non hanno ancora abbandonato l’appartamento e credo che attenderò al massimo fino alle 11 di domani per ricordare loro che “trenta dì conta novembre, con april, giugno e settembre….”.
Anche in olandese, se servirà.

|Ste|

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