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spagna olanda

All’inizio si era detto Spagna.

L’idea di fuggire verso il Paese Iberico ci ispirava infatti più che l’opzione olandese quando ancora fantasticavamo sulla nostra partenza dall’Italia. Un clima ben più mite, una lingua molto più facile (oltre che conosciuta, visti i corsi frequentati da entrambi), una tradizione culinaria decisamente più invitante e simile ai nostri gusti. Poi, quando dai sogni si passò a parlare più seriamente, eliminammo la Spagna dalle possibili destinazioni per motivi economici ben noti, che vedono il Paese spagnolo ai peggiori posti della classifica europea. Il dato più preoccupante riguarda la disoccupazione: tra il 2008 e il 2009 gli spagnoli senza lavoro sono passati dal 12% al 18%, per arrivare al 20,5 di oggi. Quanto basta per decidere di tentar fortuna molto più a Nord, con qualche maglione in più ma anche con maggiori possibilità di riuscire a pagarsi un tetto sopra la testa.

La Spagna rimane tuttavia un posto che mi affascina molto, dove mi trovo a mio agio. Soprattutto la zona costiera che va da Est a Sud, da Valencia fino all’Andalusia. Le persone sono spesso alla mano e calorose; gli splendidi colori del paesaggio ricordano quelli del meridione italiano, con la terra spesso arsa dal sole ed essiccata dalle interminabili giornate senza nuvole.
Di recente siamo andati per una breve vacanza nella più grande delle Isole Baleari, Mallorca. Nonostante il bilinguismo tra Castigliano, lingua ufficiale dello Stato spagnolo, e Catalano (una lingua abbastanza diversa dalla prima, priva dei suoi tipici e dolci suoni), l’isola ha gli stessi tratti caratteristici della Spagna continentale che già conosciamo.

Anche durante questa vacanza ho apprezzato le temperature più che gradevoli e il buon cibo mediterraneo, ma questa volta ho notato più del solito anche quello che di meno gradevole si trova nel paese di Zapatero, che sarà Primo Ministro ancora per un paio di mesi.
Non riuscire a dormire, chi mi conosce sa quanto sia pesante il mio sonno, per colpa di una comitiva di teenager ubriache sotto l’hostal (una via di mezzo tra Hotel e B&B, molto diffuso in Spagna) alle 2 di notte, non mi è mai capitato in Olanda. Come dover prendere un taxi perché, dopo aver atteso un bus per almeno un quarto d’ora, lo vediamo passare davanti a noi senza fermarsi forse poiché pieno di gente. O scontrarsi con la scortesia di molti commessi, anche questa cosa accade raramente dove viviamo adesso. Ultima ma non meno importante è l’aria che si respira in una città grande ma non enorme come Palma de Mallorca, piena di smog e nemmeno comparabile con quella di Amsterdam che di abitanti ne ha almeno il doppio (e la cui densità di popolazione corrisponde a tre volte quella della città balearica).
Alla fine ci siamo goduti la vacanza comunque, ma riconosciamo la superiorità dei Paesi Bassi in quanto a qualità della vita e siamo soddisfatti della nostra scelta, ci piace l’ordine e il rispetto che vediamo in Olanda.
Sono i pensieri che ci siamo scambiati appena seduti sull’aereo RyanAir Palma di Maiorca – Eindhoven, poi l’aeromobile ha iniziato a correre sulla pista e si è staccato da terra, mentre noi continuavamo ancora per qualche momento a guardare i colori tipici del paesaggio attraverso gli oblò, iniziando già ad avvertire un po’ di nostalgia.
Qualche minuto più tardi ci siamo trovati più vicini al sole, più alti delle poche nuvole che transitavano sopra il Mediterraneo. Un paio d’ore dopo, siamo scesi di quota e abbiamo sentito la fatica che l’aereo faceva a bucare i nuvoloni gonfi di pioggia che sovrastavano il cielo del Noord Brabant. Giusto il tempo di toccare terra e abbiamo avuto la conferma di ciò che già si sospettava: una quindicina di gradi in meno, vento notevole e qualche gocciolina di pioggia.

Forse faticare a dormire a causa di caldo e schiamazzi è meglio che aver bisogno di porre due coperte una sull’altra il 29 di agosto per non battere i denti dal freddo quando ci si corica.
Sicuramente non esiste un luogo realmente perfetto per vivere, l’ideale sarebbe vivere e lavorare al nord per andare poi a svernare in Spagna quando in Olanda arriva l’autunno e l’interminabile inverno.

Ci stiamo lavorando..

|Ste|

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mondiali, polipi e maiali

Qualcuno mi considera addirittura un traditore per il cambio di squadra che mi ha colpito durante questi mondiali, io la trovo una conseguenza logica di più fattori; i più importanti sono due: il trauma per l’Italia mondiale e l’arancione.

Della (dis)avventura della nazionale italiana non serve nemmeno parlare: è stata una tortura indecente durante la quale il manipolo di milionari selezionati non riusciva nemmeno a passarsi la palla. Patetici.

Qui al Nord è tutto arancione, e lo è sempre più con il passare dei giorni. Molti bar hanno cambiato provvisoriamente nome da un mese a questa parte, attaccando adesivi alle finestre o rivestendo le insegne di arancio. Ora si chiamano tutti con frasi contenenti la parola Oranje o la parola Holland. Come non cedere all’entusiasmo di questi colorati cittadini in festa, di questa piccola nazione che arriva fino alla finale sebbene pochi lo avessero ipotizzato all’inizio?

I giornali gratuiti che si trovano in treno hanno sempre una sezione dedicata ai mondiali e con l’andare delle partite anche il resto del giornale si sta riempiendo di Oranje e di arancione. Commenti sulle partite quando c’erano e in questi ultimi giorni più che altro un concentrato di statistiche, curiosità e scaramanzia.

Paul ha scelto Spagna

Per la statistica posso dirvi che se l’Olanda non vincesse sarebbe record in quanto unica squadra al mondo ad aver perso 3 finali (le precedenti nel ’74 e nel ’78), una curiosità è vedere come hanno festeggiato la vittoria agli Europei del 1988 (video in basso) mentre la scaramanzia può essere rappresentata bene dalla leggenda del polpo Paul, cefalopode tedesco con capacità di preveggenza conosciuto ormai in tutto il pianeta per le sue doti. Stamattina, prima che venisse chiesto a Paul il risultato di Olanda – Spagna, sui giornali è comparsa la foto dell’animale veggente proposto dagli olandesi: un maiale di nome Rozijntje (è il diminutivo di “uva passa”, uvetta). Alla fine perché dobbiamo proprio credere ad un polpo tedesco? Soprattutto dopo che ha dato il suo verdetto e non ci risulta comodo, no?

Rozijntje ha scelto Olanda!

PS: il polpo Paul non sbaglia mai una previsione quando gli viene chiesto chi vince. Ha sbagliato solo una volta, proprio in finale, ma degli Europei 2008: scelse la Germania ma vinse la Spagna. Quassù da oggi non crediamo più ai polpi e chi ci crede ha ancora la speranza che Paul sia semplicemente poco portato nel predire le finali..

|Ste|

Amsterdam, estate 1988:

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