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feste di primavera

Mentre il nostro trasloco procede un po’ a rilento e se ne prevede il decollo solo durante il prossimo weekend, l’Olanda ha vissuto il periodo più festoso dell’anno. Il giorno della regina, l’investitura del nuovo re e il festival della liberazione hanno colorato ed animato le strade di molte città olandesi.

hlemstraatCome da tradizione, abbiamo passato anche questa giornata della regina ad Amsterdam. La giornata era gradevole, nonostante bastasse una nuvola – che qui non manca praticamente mai – ad oscurare il sole e a far subito sentire i 12°C di questa timida primavera. Così timida che i giardini di Keukenhof, che abbiamo visitato assieme agli ospiti venuti a trovarci una settimana fa, non erano del tutto in fiore, anzi, almeno un quarto dei boccioli non si era ancora schiuso.

willemtrixAd Amsterdam invece era tutto un fiorire di vestiti, accessori e parrucche arancioni. Ci siamo diretti dalla stazione dei treni, stranamente non stracolma di gente come gli altri anni, verso lo Jordaan, rinomato quartiere della capitale e teatro dei più colorati e forniti mercatini. Il giorno della regina tutti possono vendere tutto, esentasse, per strada: dalle cianfrusaglie trovate in soffitta ai dolci rigorosamente home made appena sfornati. Vale un po’ tutto al vrij markt (lett. mercato libero). hijisgekDappertutto la musica riempie l’aria allietando venditori e attirando compratori per tutta la durata delle bancarelle, aperte dalle 6 di mattina alle 8 di sera. Nelle strette viuzze dello Jordaan,  dove sono più numerosi gli indigeni amsterdamesi, mi è capitato di vedere più spesso espressioni goliardiche atte a prendere in giro la casa reale. I migliori contributi sono le foto che vedete a destra: in basso la nuova regina Maxima, moglie del re, che esclama “è pazzo!”; nella foto in alto il nuovo re sfoggia l’inconfondibile pettinatura della madre, l’ex regina Beatrix, dando vita ad uno spassoso fotomontaggio.

Nei canali del centro sfilavano già dal primo pomeriggio le barche decorate con drappi arancioni, grossi altoparlanti e una discreta riserva di birra, dotate spesso di pochi posti e solo in piedi, meglio se occupati ballando (in perfetta sincronia con gli altri occupanti, visti gli spazi esigui). Abbiamo seguito i canali per un po’, fino ad arrivare a Leidseplein, in gran fervore, e proseguire verso il Vondelpark. barcaQui trovano posto i mercatini tenuti dai bambini, assieme a coetanei che suonano gli strumenti più vari, attirando folle di curiosi ad applaudirli.
Il giorno della regina è sì un occasione di festa, ma per i più intraprendenti è anche momento per lauti guadagni. Vendendo a peso d’oro delle lattine comperate nei giorni precedenti nei supermercati per pochi centesimi, improvvisandosi cuochi o con le idee più curiose. Le più interessanti di quest’anno sono il matrimonio express e il lancio delle uova.
Nel primo caso, un gazebo di due metri per due prometteva di sposare qualsiasi coppia lo volesse per soli 5€. Nel pacchetto erano compresi: abiti da sposi, cerimonia, anelli e servizio fotografico (una foto Polaroid). uova
Nel secondo caso, un personaggio vendeva tre uova crude per la modica cifra di  2 €.
Un allevatore di galline che offriva i prodotti del suo pollaio? No, le uova servivano per essere lanciate addosso al socio del primo uomo, che stava immobile a una decina di metri, attendendo che i lanciatori scagliassero “mancati pulcini” sulla sua testa, coperta da una parrucca arancione fluorescente. Il gioco non coinvolgeva solo le persone appena descritte: a volte le uova, lanciate troppo radenti al suolo, non si rompevano subito ma rimbalzavano, correndo minacciose verso le persone sedute anche a 30-40 metri di distanza, a volte frantumandosi sui malcapitati che comprensibilmente pensavano di non essere nel raggio d’azione, impregnando i loro vestiti del nutriente alimento e del suo poco gradevole profumo.
Ho calcolato che a quel ritmo i due potevano aver raccolto circa 3-400 € all’ora, già al netto del costo delle uova.

La zona del Dam l’abbiamo evitata un po’ come la peste, visto che l’area era transennata più o meno pesantemente nel raggio di diverse centinaia di metri dal palazzo reale e dalla Nieuwe Kerk, dove l’investitura di Re Willem ha avuto luogo. Anche i cartelli luminosi sconsigliavano di recarsi lì, e invitavano il pubblico a seguire l’avvenimento sui maxi schermi predisposti in diverse zone della città.
Quest’anno c’era meno gente in giro per la città, forse perché i grandi party sono stati spostati in zone periferiche, forse perché si temeva che la concomitanza del giorno della regina con l’investitura generasse un sovraffollamento tale da rendere invivibile l’ambiente.

In questi giorni si è tenuta anche la Nationale Dodenherdenking, commemorazione nazionale dei morti di tutte le guerre (e delle missioni umanitarie), che ha luogo il 4 maggio, giorno in cui si svolgono cerimonie ufficiali e vengono osservati due minuti di silenzio alle 20.

Bevrijdingspop

Più festoso è invece il Bevrijdingsdag, il giorno della liberazione. Oltre a celebrare la liberazione dai tedeschi alla fine della seconda Guerra Mondiale, è oggi una celebrazione della libertà in senso lato. Un giorno per festeggiare la libertà di cui l’Olanda è un noto esempio, ma anche per pensare a chi non ha la stessa fortuna e vive in posti dove essere liberi è ancora un miraggio. La data è il 5 maggio ma, a differenza del 25 aprile per l’Italia, è considerato giorno festivo solo una volta ogni cinque anni, quelli divisibili per 5. Sarà quindi una bank holiday la prossima volta nel 2015.
Ogni anno il 5 maggio, indipendentemente da quale giorno della settimana sia, in molte città d’Olanda la giornata viene celebrata con dei festival. Il più famoso e più datato di questi festival è il Bevrijdingspop (pop di liberazione) e si tiene nella nostra adorata Haarlem. Questa era la 33esima edizione e anche questa volta gran parte del merito per la buona riuscita dell’evento va ai volontari che l’hanno preparata.
Non ci eravamo mai stati da quando siamo qui, ma quest’anno abbiamo voluto dare un’occhiata. Siamo partiti dalla stazione in bici ed abbiamo percorso la strada verso i parchi a sud, Harlemmerhout e Florapark. Dalla partenza all’arrivo abbiamo pedalato accanto ad un vero fiume di persone che scorreva ininterrotto attraverso le vie del centro per uscirne a sud, dove si trovavano i parchi e l’area della festa. Lì, 4 palchi offrivano musica per tutti i gusti e per tutte le età, visto che uno di essi era dedicato ai più piccoli. Un’affluenza da record, favorita dal bel tempo (20 gradi e più) e dal fatto che quest’anno l’avvenimento è avvenuto di domenica.

|Ste|

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bilanci di fine estate (meteo e non)

A detta degli addetti ai lavori l’estate meteorologica qui finisce il 31 agosto anche se, ad essere onesti e obiettivi, quest’anno l’estate non ha mai attecchito da queste parti. Una primavera niente male, bisogna dire, che si è protratta per qualche tempo anche nei mesi che dovrebbero essere estivi. Aprile, maggio e giugno non sono stati malaccio, ma luglio e agosto hanno portato più nuvole che sole.
Non volevo passare per il classico meridionale che si lamenta per le tiepidi estati del nord, quindi mi sono documentato sui quotidiani a proposito della stagione particolarmente fuori dal comune appena conclusasi.
I meteorologi olandesi usano due termini per descrivere i giorni e quindi per dare un’analisi di quella che, per antonomasia, dovrebbe essere la bella stagione: giorni estivi e giorni tropicali. I primi sono le giornate in cui la temperatura supera i 25°C, i secondi invece quelli in cui il termometro tocca e supera i 30°C.
Stabilito il metro di giudizio, si sappia che questa estate abbiamo totalizzato 7 giorni estivi e 2 giorni tropicali (uno dei due di appena 30,2 °C). Non che gli altri anni si corresse il rischio di insolazioni ma, statistiche alla mano, il termometro di solito arrivava nella zona calda almeno il triplo di quanto avvenuto nei mesi appena trascorsi.
E le ore in cui il sole è riuscito a palesarsi distintamente sono state ben il 30% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e di due anni fa. Ed è un problema se manca il sole, che dovrebbe asciugare le ossa degli olandesi e prepararle al successivo periodo autunno-invernale, quando di certo non mancherà l’acqua (liscia o ghiacciata).

Non mi perdo d’animo e consulto le previsioni del tempo nel nordest italiano perché a breve volerò verso casa, in quel nord che negli anni è diventato molto più sud di quanto potessi aver mai pensato: si prevedono 29 gradi e 10-11 ore di sole al giorno. Mi sa che dovrò far lì le provviste di sole per l’inverno.
Anche l’Italia, come la Spagna di cui scrivevo nel mio post precedente, rimane un ottimo posto per andare in vacanza. Ma la mia continua e forse eccessiva conoscenza della situazione politica ed economica italiana continua a tenermi a debita distanza dal pantano in cui galleggiano a fatica Stato e istituzioni.
Mentre una classe governante che andrebbe sostituita per intero continua a far danni e a non dare nemmeno l’idea di giustizia sociale, per poi togliere ogni dubbio con una nuova legge Finanziaria: quella appena partorita alza l’IVA di un altro punto, per essere sicuri di tassare fino all’ultimo dei nullatenenti, e mette una ridicola tassa sui super ricchi, in realtà su quei pochi che avranno l’onestà di dichiararsi tali. E questo meraviglioso testo è arrivato alla quarta versione, partendo da un altrettanto meraviglioso prospetto (con tanti fiocchetti), da far vedere alla Comunità Europea, e arrivando oggi ad una soluzione mediocre che sembra fatta da dilettanti, anziché da persone che vivono da decenni dentro le stanze del potere.
Vi risparmio il mio pensiero sul Giro di Padania (scopro con stupore misto a gaudio che il correttore ortografico di Google Chrome non riconosce la parola padania) e gli organizzatori di questa, ennesima, cialtronata.

Nemmeno qui in Olanda sono rose e fiori, i tempi sono cambiati e stanno ancora cambiando (spesso non trovandoci d’accordo) e Wilders è talvolta pure più ridicolo di Bossi, ma la sensazione che abbiamo qui rimane quella di abitare un posto più credibile, più a misura d’uomo e contemporaneamente più solido nella tempesta finanziaria che scuote l’Europa e il mondo in questi ultimi anni, oramai lustri.

|Ste|

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