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Lente kriebels

[Entusiasmi primaverili]

La traduzione non è propriamente esatta; kriebel è la voglia, l’agitazione, il nervosismo attivo e positivo che generalmente deriva dal cambio di stagione, dalle temperature più tiepide e dalle giornate più luminose.
Si può finalmente dire che dalla scorsa settimana anche noi godiamo della primavera, pur sempre in versione nordeuropea (ci sono state un paio di giornate con vento eccezionalmente forte), ma almeno abbiamo potuto variare un po’ gli indumenti da indossare. Non avevo mai pensato a quanto fosse noioso e costoso vivere per 6 mesi e più in inverno, con lo stesso clima ogni giorno e i termosifoni accesi. Forse, più di 6 mesi ad una ventina di gradi e al sole sarebbero un’altra cosa..

Con questa primavera tardiva, sono arrivati – e sono previsti – una serie di eventi e di ospiti.
Il papiño ci ha informato preventivamente dei suoi programmi di ospitalità al 1° piano e così abbiamo potuto rivedere Lisa e Adriano, due cari amici: durante il giorno andavano in giro con l’unica ‘guida turistica’ italiana della zona che conosciamo – il papiño -, che ha l’abitudine di portare tutti al Museo di Cruquius (vedi articolo), la sera cenavamo tutti insieme dal papiño. Sono stati baciati dal sole durante tutta la loro permanenza e poi sono volati in Inghilterra a trovare il figlio di Adriano.
Dopo pochi giorni sono arrivati Michela e Fabrizio, due amici del papiño; anche loro sono stati pochi giorni e anche loro hanno avuto la ‘guida’ personalizzata e la fortuna di trovare bel tempo. Hanno approfittato della visita per andare a vedere l’affollato ma ordinato Rijksmuseum e per godersi, insieme alla ‘guida’, un concerto al Paradiso di Amsterdam, città sempre molto vivace dal punto di vista culturale.
Purtroppo, la loro partenza di rientro in Italia è coincisa con l’inizio del Bloemencorso di quest’anno.
L’anno scorso l’abbiamo mancato perché proprio quel fine settimana eravamo a Parigi, ma stavolta ci siamo organizzati per andarci la sera dell’arrivo dei carri floreali con i nostri futuri vicini di casa.

Già, la prossima settimana avremo ufficialmente una casa nostra che abbiamo già iniziato a pagare. Che emozione!
Sempre la prossima settimana, attendiamo l’arrivo della mia carissima amica Rim e della sua famigliola e del cugino di Ste, Francesco, e della sua compagna Antonietta.
In ultimo dovrebbero arrivare via terra dall’Italia il papiño e un amico per aiutarci con il trasloco e l’insediamento nella casa nuova.
Sto rivalutando la nostra iniziale idea dell’ostello..

|Aria|

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riaperture di primavera

Non nego che molte delle energie e dei pensieri siano in questo momento rivolti alla nuova casa, ai lavori che ci sono da fare, al trasloco che sta lentamente iniziando durante il primo weekend di primavera ufficiale, con addirittura 20 gradi, che qui solitamente si vedono solo in estate. C’è però qualche notizia curiosa da segnalare in questo lento avvio di primavera.

art-Rijksmuseum-620x349Sabato 13 è stato ufficialmente riaperto il Rijksmuseum, uno degli eventi più attesi del 2013 di Amsterdam, con la regina che ha fatto girare l’enorme chiave nella grande toppa appositamente predisposta su un tappeto arancio di fronte al museo, dando con quel gesto fuoco alle polveri. Fuochi d’artificio e giochi di fumo color rosso bianco e blu prima e arancione poi hanno dato il via all’atteso avvenimento, dopo 10 anni di chiusura per restauro. Un chilometro e mezzo di gallerie con i quadri dei migliori pittori fiamminghi. Immagino che sarà piuttosto affollato in questi giorni, 13.500 accessi il primo giorno di apertura al pubblico, quindi consiglio di dare un’occhiata a queste foto.

Con l’avvicinarsi del Giorno della Regina, crescono le discussioni sulla monarchia e sui suoi costi esorbitanti. Molti si chiedono se sia lecita nel 2013 in un paese così avanzato come l’Olanda e se non abbia senso invece ritornare alla tradizione repubblicana. E, soprattutto in tempi di crisi, sapere che quella olandese è la casa reale più spendacciona d’Europa, non può che far infastidire i sudditi. Da un recente sondaggio, sembra che il 45% degli olandesi vorrebbe la repubblica, sommando quelli convinti e quelli che non sarebbero contrari ad un cambio del genere. Interessante a riguardo l’articolo, in inglese, tratto dal Wall Street Journal, a questo link.
Se da un lato buona parte degli olandesi e anche parecchi turisti, non attendano altro che l’ultimo Giorno della Regina, che dal prossimo anno diverrà Giorno del Re, qualche grana alla celebrazione del nuovo Re è arrivata dagli ambientalisti.
Il 30 aprile, data scelta per l’incoronazione di Willem Alexander, era previsto il lancio di 150.000 palloncini per festeggiare il nuovo regnante. Troppi palloncini e troppo pericolosi per l’ambiente, secondo gli ambientalisti. Biodegradabili, a detta del sindaco di Amsterdam, che sembrava voler comunque procedere. Alla fine le pressioni di chi ha a cuore la natura, sono riuscite a far desistere il sindaco, accogliendo le obiezioni di chi protestava dicendo che sarebbe stato troppo lungo il tempo necessario alla completa distruzione dei palloncini, seppur biodegradabili, e perché uccelli migratori e altri animali avrebbero potuto correre inutili pericoli.

unicefjobsAltra novità dal paese dei tulipani, finalmente in fiore, è il rapporto Unicef sul benessere dei bambini nei 29 Paesi più ricchi del mondo. Cinque i fattori presi in considerazione e l’Olanda risulta essere il primo Paese tra i 29. Ha ottenuto ottenendo la prima posizione per benessere materiale, istruzione, comportamenti e rischi (rischi dovuti a comportamenti e abitudini sbagliate); il quinto posto per salute e sicurezza e quarta posizione per condizioni abitative e ambientali. Davvero niente male (le conferme fanno piacere soprattutto adesso che abbiamo comprato casa!). Spiacevole ma inevitabile un’occhiata alla ricerca dell’Italia e bisogna scorrere buona parte della classifica per trovare il Bel Paese al ventiduesimo posto. Per un approfondimento di questa ricerca, vi lascio il link diretto al documento, in italiano.

|Ste|

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Amsterdam museumnacht 2012

3 novembre 2012, la notte dei musei di Amsterdam.
50 musei aperti dalle 19 alle 2 di notte.

Dal primo inverno qui ne abbiamo sentito parlare, ma non ci siamo mai decisi a comprare i biglietti per partecipare.
Quest’anno ci siamo organizzati meglio e abbiamo seguito i consigli dei locali, accaparrandoci due posti quando mancava quasi una settimana.

museum n-acht

Più che posti, braccialetti. Infatti, al primo museo, il foglio di carta stampato a casa veniva scambiato con un braccialetto di stoffa, di quelli che si possono solo stringere, rendendo impossibile scambiarlo con un’altra persona. Con questo braccialetto si ha accesso a tutti i cinquanta musei, agli eventi all’interno dei musei e a gli after party, presso 9 locali della zona. Per tirar tardi con l’alibi dei musei, una volta tanto.
Tra i musei ci si muove con i mezzi pubblici della capitale, della biancoazzurra GVB: tram, bus e bus notturni erano gratuiti ai possessori di braccialetto dalle 6 del pomeriggio alle 6 della mattina successiva.
Ce n’è per tutti i gusti: dall’immancabile Van Gogh, al museo della borsette, da quello della scienza e della tecnica, fino al museo del cinema, passando per il museo dei tatuaggi e della navigazione.

druktemeter

Davvero tanta gente sui tram e per strada, tanto che dei  colleghi, che vivono dalla nascita nella città, mi hanno raccontato di situazioni di panico per il traffico ciclistico spropositato, complice anche il normale viavai del sabato sera amsterdamese. I braccialetti disponibili, a 17,50 € l’uno, erano questa volta 27.000. La manifestazione è, contrariamente ai consueti eventi della capitale, dedicata perlopiù agli indigeni: siti e brochure sono tutte in olandese, senza spazio per l’inglese, se non in brevi trafiletti introduttivi. Nei musei, tuttavia, tutte le didascalie, i filmati, le guide sono in inglese e olandese.
Gli ultimi biglietti sono stati venduti la mattina del 3 novembre dopo un “tweet-ultimatum” di @n8news, account twitter dell’evento che informava i partecipanti sulle numerosissime opportunità della serata.
Con l’applicazione per smartphone “museumnacht” era addirittura possibile visualizzare il druktemeter degli 8 musei più famosi, ovvero l’affluenza in tempo reale, rappresentata graficamente come nell’immagine a lato. Il Rijksmuseum, nostro primo obiettivo, era così pieno di gente, che la coda per entrare iniziava una via più in là, dopo essersi snodata ordinatamente nella strada adiacente, chiusa per lavori.

Abbiamo così rinunciato alla visita del Rijks, ma poco male perché questo riaprirà i battenti super rinnovato nel 2013, assieme al museo di Van Gogh, che si trova a pochi metri di distanza dal primo, anch’esso chiuso per riaprire in primavera. Ha invece da poco  riaperto lo Stedelijk museum, chiamato “vasca da bagno”, dopo la ristrutturazione in chiave piuttosto moderna di un lato dell’edificio (sul curioso aspetto del museo rinnovato, consiglio questo breve video con sottotitoli in inglese). Anche qui la coda alle 20 era notevole ed abbiamo preferito ritornare in un altro momento.

esibizione all’Hermitage

Abbiamo visitato l’Amsterdam Museum, dove esponeva DNA Amsterdam, una visione storico-statistica sulla capitale e sulle sue particolarità. Sapevate, per esempio, che la città è tuttora chiamata, dai locali, Mokum? Un divertente quadro, nella foto in basso, mostra la rappresentazione di Amsterdam, Mokum appunto, assieme ai principali personaggi che ne hanno fatto la storia. E sapete che il numero dei matrimoni omosessuali tra donne è pari al doppio delle unioni tra uomini? C’era anche questo.

Spettacolare l’Eye, nuovo museo del cinema affacciato sull’Ij, il tratto di “mare” che tocca la stazione sul lato nord. Qui c’è stata l’apertura della museumnacht: dalle 18.30 luci colorate hanno iniziato a riempire la grande sala – auditorium, con DJ set e un’atmosfera niente male. Tema della serata per l’Eye era la suspense, con proiezione dei migliori titoli sul genere, per chiudere con Psyco di Hitchcock, a mezzanotte. Interessante, a mio parere, l’esposizione dal nome Expanded Cinema (all’Eye fino al 3/12), in cui tre artisti – Fiona Tan, Isaac Julien e Yang Fudong – hanno rivisitato il concetto di cinema, proponendo una sorta di terza dimensione: non quella visibile tramite speciali occhiali, ma fatta di diversi schermi e proiettori, che permettono al visitatore di camminare tra di essi. Il filmato muto in bianco e nero di Yang Fudong, Fifth Nights, dura 10 minuti ed è mostrato da 7 punti di vista differenti, contemporaneamente, da 7 differenti schermi disposti uno accanto all’altro. Merita un’occhiata il video seguente, che presenta Expanded Cinema.

Belli, per bambini ma non solo, anche gli eventi all’Artis Zoo, sia all’Aquarium, storico edificio del 1882, dove per l’occasione si poteva visitare una sezione dedicata alla fauna che popola i – torbidi – canali di Amsterdam, sia al Planetarium, dove è possibile simulare un viaggio nello Spazio e, per l’occasione, anche vedere le stelle dal vivo, grazie ai telescopi che di giorno non potrebbero essere utilizzati.
Davvero tantissimi musei, impossibili da visitare tutti. Forse meglio scegliere uno dei 10 percorsi a tema, da 5 musei l’uno, disponibili sul sito e sui depliant. Unico neo, i musei che abbiamo visitato erano piuttosto pieni di visitatori e il clima era più di festa che da museo.
La serata è servita a farci assaggiare i molti musei a portata di mano che Amsterdam offre, tra l’altro è compresa nel costo della museumnacht una visita a uno dei musei entro il 31.12! Credo che lo spenderemo assieme a Ferru per visitare lo Scheepvaartmuseum, museo della navigazione, per la quale gli olandesi sono famosi.

Abbiamo anche fatto un pensierino alla museumkaart, carta musei del costo di 50 €, valida in 400 musei d’Olanda (link alla pagina dei musei su Holland.com).

|Ste|

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