Posts tagged piste ciclabili

petizioni sul tappeto rosso

Questo inverno, perlomeno l’ultimo mese e mezzo, è stato piuttosto grigio. Otto gradi, nove gradi, talvolta qualche goccia di pioggia, quel che basta a ridurre la visuale mentre si pedala. Né caldo né freddo.
Contatto con il sole avvenuto in due occasioni negli ultimi 20 giorni.

Ma non mi dilungherò parlando del meteo, sebbene questo sia argomento principe per gli olandesi.

Nei quasi quattro anni di permanenza nella nostra Haarlem, abbiamo visto cambiare molto la città. La zona del centro, tra la stazione e la piazza di Grote Markt, è stata in questi anni sede di una serie continua di cantieri. La stazione è stata rimodernata all’esterno sul lato sud, mentre sono tuttora in corso i lavori sul lato nord.

stationsplein 2008

La vecchia stazione delle corriere (l’immagine a sinistra è tratta da Google Maps, credo scattata nel 2008 o comunque prima del 2009) è stata smantellata: alta prima quasi due piani è ora a livello della strada, parte di una grande piazza. I parcheggi per le biciclette, che prima circondavano la stazione delle corriere e quella dei treni, sono stati rimossi ed è stato creato il famoso parcheggio sotterraneo da 5.500 posti bici, gratuito e coperto. Un centro intermodale dal quale passano migliaia di persone al giorno, dirette ad Amsterdam o in un altro quartiere della città.

stationsplein

stationsplein 2013

Kruisweg, che diventa poi Kruisstraat, collega la stazione e il centro ed è stata oggetto di lavori dal 2010 a fine 2012. Prima percorribile in automobile e bicicletta, è stata ora adibita al transito dei mezzi pubblici sul primo tratto e delle automobili nella seconda parte. Sull’intero percorso, chiamato rode loper (tappeto rosso), le biciclette hanno corsie riservate per entrambe le direzioni di marcia e la precedenza sui tratti in cui il transito è misto auto – bici (un segnale stradale sconosciuto agli italiani chiarisce benissimo chi comanda).

precedenzaBiciIl rode loper è frutto delle petizioni sottoscritte dai ciclisti nel 2008.
Il numero enorme di ciclisti olandesi li rende piuttosto importanti e influenti nelle scelte politiche e soprattutto nell’urbanistica. Internet ed il suo sviluppo notevole nella terra dei mulini a vento ha infine ridotto ancor più le distanze tra i singoli cittadini “a pedali”, unendoli e organizzandoli, quando necessario. Esiste anche un’associazione nazionale dei ciclisti, il Fietsersbond, il cui motto è “andare in bici sicuri, veloci e con piacere”. Gli associati sono più di 35.000 ed il sito è aggiornato con le informazioni che riguardano le due ruote; e non mancano segnalazioni ed articoli di nuove migliorie, così come di eventuali disservizi della rete ciclabile olandese. Il sito merita una visita per il funzionale route planner, valido per raggiungere qualsiasi indirizzo in Olanda, ovviamente a cavallo di una bicicletta.
rodeLoperDolhuys Vista ultimata la rode loper, secondo i progetti di 5 anni fa, i ciclisti di Haarlem ora chiedono di più: il prolungamento del tappeto rosso fino a nord, dividendo il traffico a pedali dal resto del traffico. La petizione è raggiungibile ad un indirizzo internet, dove vengono spiegate tutte le ragioni con disegni esplicativi, si firma inserendo i propri dati e facendo clic, ma con la sensazione che la propria voce possa facilmente essere ascoltata e trasformarsi in un reale progetto che migliori la città.

Davanti al parcheggio e sugli incroci ciclabili vicini alla stazione, alcuni gruppetti di volontari, di tutte le età, distribuiscono volantini e attaccano adesivi per promuovere la petizione. Vinceranno anche stavolta i ciclisti e verrà costruito il ponte sul canale a Kleverpark?

petizioneDolhuys

|Ste|

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da Nord a Sud

Ritorno dalle vacanze passate in patria con la solita e irrinunciabile ricarica di affetto, amicizia e, ultimo ma non ultimo, di sole. I miei otto giorni a casa, in zona Monfalcone, sono stati infatti molto soleggiati e ho avuto la possibilità, organizzandomi per tempo, di incontrare tantissime persone. Si pensi che dalla precedente visita, ho preso l’abitudine di organizzare un’agenda per riuscire a vedere più persone care possibile. Chi mi conosce sa che non sono proprio tipo da agenda, ma sta funzionando molto bene. Unica pecca della mia strategia di programmazione sta nella distribuzione degli incontri, che vanno tutti a coincidere con i pasti principali. Non avendo a disposizione una casa tutta per me nei giorni di permanenza laggiù, sono ospite di mia madre nella mia spaziosa e ospitale cameretta piena di ricordi, va a finire che per quasi una settimana si va a mangiar fuori pranzo e cena (ad essere onesti anche un paio di colazioni). Così è effettivamente stato e alla fine ho portato a casa più chili che abbronzatura, o forse l’abbronzatura si vede di meno proprio per colpa della maggiore rotondità del soggetto. Un po’ come un palloncino, che da sgonfio è molto più scuro di come diventa una volta gonfiato. Ora tocca mettersi a dieta, ma è stato decisamente piacevole perciò non riesco a pentirmene, neanche volendo. È del resto un’ottima sensazione quella di poter entrare in un posto qualsiasi ed esser sicuri di trovare del cibo buono, senza dover scandagliare il menù per trovare qualcosa di commestibile o per lo meno non fritto, come invece avviene qui in Olanda.

Tornare verso casa per qualche giorno rimane sempre un viaggio bellissimo. Ogni volta che trascorro qualche giorno nei luoghi dove sono nato e cresciuto noto quanto quella terra, stata da sempre il mio Nord, sia sempre più il mio nuovo Sud. Lo è per il clima, una settimana con massime di 29-30° attorno a metà settembre, ma molto anche per il comportamento delle persone. Qualche divertente esempio? Ristoranti che sfacciatamente propongono il prezzo “con e senza ricevuta” (un buon 10% di sconto per il fortunato e complice avventore…e allo Stato penseremo un’altra volta!), pedoni che ti guardano come il messia se ti fermi per lasciarli passare sulle strisce pedonali e pedoni che investono mia nonna in bici perché cercano l’Orsa Maggiore in pieno giorno mentre attraversano la pista ciclabile (istituzione guardata ancora con sospetto dai guidatori di auto che, in nettissima maggioranza, snobbano i faticosi ed antiestetici mezzi a pedali). Mi accorgo però che in un attimo regredisco alla versione “automobilista incallito”, grazie all’automobile messami a disposizione 24/7 da mia mamma, e adoro girare tutte le strade del mandamento per vedere come sono cambiate o farle combaciare con quelle che ho impresso nella mente, se sono rimaste immutate.
Né ho detto di no allo sconto sul pranzo, l’occasione rende l’uomo ladro e qui al vero Nord mancano semplicemente le occasioni, vuoi perché se ti scoprono ad evadere sono più severi rispetto agli italiani, vuoi forse perché i servizi che lo Stato restituisce ai cittadini olandesi sono all’altezza delle imposte che vengono loro richieste. Non sono un economista, fatto sta che qui funziona e lì meno, è quindi inevitabile porsi delle domande.

Che bellezza il Carso e l’Isonzo, le montagne che stavolta ho visto solo all’orizzonte, il mare così vicino per farci un tuffo quando in città fa troppo caldo.
È proprio quest’ultimo che mi ha deluso: a Grado non ho mai amato fare il bagno a causa del tipico olezzo palustre e per la prevedibile ed interminabile camminata nel substrato melmoso: per bagnarsi la pancia si consideri una passeggiata “verso largo” di almeno 5 -8 minuti. Alternativamente è possibile distendersi sul fondo dopo soli 2 o 3 minuti di cammino, ma può risultare meno elegante. A Sistiana invece l’acqua diventa subito profonda, ma stavolta  si presentava ricoperta da bolle particolarmente (troppo) resistenti all’esplosione. Sembrava sapone, o forse qualcosa di più oleoso, in ogni caso un’esperienza a cui si poteva benissimo rinunciare. Lì ho dovuto fare il bagno, ma è stata più un’imposizione che un vero piacere. Spero sia qualcosa di passeggero.

Mi sono consolato con una visita ad un’osmiza (dallo sloveno osmica), locale tipico soprattutto del Carso triestino (ma anche delle province di Gorizia e di qualche zona della Slovenia e dell’Istria), dove si beve del buon vino accompagnato da salumi e formaggi, tutti prodotti dei contadini che la gestiscono, o comunque della zona. Mettici vicino un paio di amici di vecchia data ed è presto dimenticata la delusione del tuffo.

È ora di ricominciare a lavorare, qui l’autunno ha già preso il sopravvento e l’unica cosa estiva rimasta è stata la grandine di questo pomeriggio. Ma si preannuncia un autunno – inverno molto interessante, viste anche le novità che si profilano all’orizzonte, soprattutto per quel che riguarda il nostro probabile trasloco dalla casa che ci ha ospitato per più di due anni. Verso Amsterdam, più vicini a dove lavoriamo entrambi, o sempre ad Haarlem, poiché il primo amore non si scorda mai? Il tempo di ricevere il contratto firmato e sveleremo il mistero!

|Ste|

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il ritorno della bici

L’inverno sembra definitivamente finito, abbiamo addirittura avuto qualche giorno da 18 gradi, incredibile. Ora siamo sui 10 e comunque ci lamentiamo meno di un anno fa, dopo i 2 mesi abbondanti passati quasi ininterrottamente sotto lo zero appena conclusi. L’inverno olandese mi ha provato un bel po’, soprattutto per la forma fisica. La neve quasi perenne non è stata di aiuto per la bici, ma si è resa complice dello stomaco che con la scusa del freddo si sentiva autorizzato a lavorare comunque a pieno regime, se non di più. Così ho preso l’occasione al volo e mi sono fatto l’iscrizione a OV-fiets: 10 € all’anno di abbonamento per una tessera che permette di noleggiare una bici in uno dei 200 punti sparsi in tutti i Paesi Bassi. Essendo un servizio in collaborazione con NS, la principale compagnia ferroviaria olandese, in ogni stazione c’è la possibilità di noleggiare una bicicletta blu.

traghetto in arrivo a Ijplein

Nelle stazioni medie e grandi con l’operatore che scansiona la chiave della bici e la tessera (e dove si può avere un po’ di assistenza per gonfiare una gomma o per piccole riparazioni), mentre nelle stazioni molto piccole le bici si trovano all’interno di gabbie monoposto, che si aprono inserendo la propria tessera e digitando il codice PIN. 20 ore di noleggio costano 2 euro e 85 centesimi. E, grazie al pensiero sociale degli olandesi, con una tessera si possono noleggiare due biciclette. Calcolando che spendo 2,66 € ad andare e tornare dalla stazione centrale di A’dam con il bus, ho provato a vedere se fosse possibile raggiungere il lavoro in bicicletta, per respirare un po’ di natura la mattina e per contrastare lo stomaco di cui sopra.
Così, dopo qualche click sui siti giusti ho trovato la via ideale per raggiungere il lavoro dalla stazione. E da lunedì scorso sono diventato un pendolare da traghetto, perché salgo su un piccola imbarcazione gratuita piena di bici e persone che lavorano ad Amsterdam Noord, ovvero sopra il corso d’acqua che costeggia la stazione.
Cinque minuti a galleggiare, poi si apre il portellone e tutti insieme ci riversiamo sul porticciolo, per poi partire sulla pista ciclabile alla volta delle varie destinazioni di ciascuno. Molto comodo e con frequenza molto alta, come di consuetudine: un traghetto ogni dieci minuti negli orari di punta. Così ora Arianna va in bus e io cerco di arrivare prima con bici e barca. E ogni tanto l’ho convinta (e la convincerò ancora se il bel tempo sarà complice) a seguirmi per goderci un po’ delle luminose serate olandesi pedalando nei parchi ancora da scoprire di Amsterdam Noord.

|Ste|

Qui sotto qualche link per trovare i percorsi ad Amsterdam e in tutti i Paesi Bassi, visto che Google Maps ancora non permette di farlo e sono diventato un po’ scemo a cercare un’alternativa locale.

http://www.routecraft.com/rlfplannernl | in inglese e olandese, ma solo per indirizzi di Amsterdam città

http://www.fietsersbond.nl/urlsearchresults.asp?itemnumber=15541 | solo in olandese, ma comprendente sia i percorsi verdi, quindi panoramici, sia quelli rossi, che collegano due punti con la minor distanza

http://route.anwb.nl/routeplanner/ | tutto in olandese ma molto semplice. Per le bici deselezionare “auto” e selezionare “fiests” (bici)

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