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Azzurro, arancio e verde

Sappiamo tutti come sono andati gli Europei di calcio; io non sono un’intenditrice e sostengo con spirito vagamente patriottico gli Azzurri, ma di queste partite voglio ricordare quella dei quarti di finale contro la Germania: i nostri calciatori sono stati forti, pericolosi e creativi. Quella è stata una bella partita.
Dagli ultimi mondiali di calcio (2010), la squadra olandese non va benissimo. Dopo l’uscita della nazionale, durante una partita il canale televisivo olandese da cui la guardavamo, ha mandato in sovraimpressione la notizia che l’allenatore si era dimesso.
Il giorno successivo, il Metro (uno di quei quotidiani grautiti che si trovano nelle stazioni) pronosticava il possibile futuro allenatore.

L’estate olandese (ricordo a chi l’avesse scordato, 20-25°C di massima media) è arrivata; più che altro, ho notato i temporali estivi tipici della stagione, ma, ad essere onesti, la maggior parte delle giornate sono veramente piacevoli. O almeno le vedo così dai vetri dell’ufficio.
Sarà per questo clima così.. ‘montuoso’ che il nostro caro abete di Natale, Tino, è sopravvissuto bene al trapianto e continua a germogliare! L’obiettivo è quello che rimanga il nostro albero di Natale per gli anni a venire, ma sarei già felice se superasse l’estate.
Il nostro orto-giardino/balcone dà grandissime soddisfazioni: abbiamo talmente tanto basilico che dobbiamo regalarlo per non buttarlo; le margherite che sembravano ormai irrecuperabili, ora sono in netta ripresa ed ogni giorno se ne aprono un paio in più.
Anche l’interno si difende bene. Il ficus si è completamente adattato e continua a germogliare e la mia orchi(dea), dopo aver superato il trasloco in furgone e una nuova postazione in un clima completamente diverso, continua a sbocciare.
Certo, si contano anche delle vittime dei nostri pollici non troppo verdi, ma un geranio trapiantato che rinasce è una gran bella soddisfazione.

|Aria|

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italiaans sprookjes

Come non dare spazio in questo blog italo olandese nemmeno a quattro righe sull’argomento che sta riempiendo le prime pagine dei giornali italiani, così come quelle centrali dei quotidiani olandesi, a pagamento e gratuiti.
Qualora abbiate ancora dei dubbi, vi confermo che anche qui ridono del governo italiano, e degli italiani che si tengono ancora un personaggio di così basso spessore etico e morale, senza nemmeno citare l’aspetto giuridico della faccenda.

Siccome preferisco comunque non dare troppo spazio all’argomento, mi limito a farvi vedere una spassosa vignetta pubblicata su Het Parool, quotidiano di Amsterdam. È la rivisitazione berlusconiana della fiaba di Collodi; ma mentre nella favola originale più il pupazzo racconta bugie, più gli si allunga il naso, nell’edizione moderna avviene soprattutto il contrario: più il “naso” si allunga, più bugie quel pupazzo racconta. Italiaans sprookjes!

italiaans sprookjes - fiabe italiane

italiaans sprookjes - fiabe italiane

|Ste|

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né troppo né troppo poco

 

immagine di protesta.

immagine di protesta.

Signore, signori, dames, heren..ecco a voi il primo post in cui finalmente si parla un po’ male degli olandesi.

Mercoledì mattina, come gli altri giorni, siamo arrivati in stazione pochi istanti prima del treno per Amsterdam, abbiamo fatto i soliti due biglietti di andata e ritorno con lo sconto del 40%, grazie alla famosa tessera di Aria (sconto valido per il portatore e tre amici che viaggiano con lui), e siamo saliti sul solito treno delle 9 e 06.

Come altre volte è accaduto, io mi sono trattenuto al lavoro più a lungo rispetto ad Aria e anche questa volta avremmo preso due treni diversi per tornare a casa a fine giornata.
Alle 19 e 30 esco dall’ufficio e mi dirigo verso la stazione, oggi in autobus perché piove, dove arrivo quando mancano cinque minuti alle venti. Il treno delle 19.57 è lì che mi aspetta, ma non posso né voglio salire perché il biglietto di ritorno che ho è con la riduzione e solo Aria al momento possiede la tessera. Attendo il mio turno alla macchina dei biglietti, tocca a me, faccio un altro biglietto con sconto del 40% di sola andata e procedo nel menù, ma tra codice pin e tasto conferma si chiudono le porte del treno.
Prenderò quello successivo, alle 20.10.
Così vado a sedermi nello scompartimento del treno per Breda e attendo i minuti che mancano alla partenza leggendo, parole grosse, una copia del metro, classico giornale gratuito presente in molte grandi città europee, qui in Olanda si trova in due edizioni: Amsterdam e Rotterdam. A seconda della provenienza del treno che prendi, si trovano copie della rispettiva edizione. Basato un po’ sulla fortuna ma a caval donato non si guarda in bocca, in ogni caso.
Con la solita precisione nordica, il treno in perfetto orario faticosamente parte in direzione Haarlem.
Quando siamo a non più di cinque minuti dalla mia destinazione, fanno la loro comparsa all’interno dello scompartimento due controllori. Come sempre accade quando torno da solo, do al controllore due biglietti anzichè uno, per dimostrare che ho pagato il 120% (60+60) del biglietto. Di solito non mi dicono assolutamente nulla, qualche volta semplicemente obliterano entrambi i biglietti. Stavolta no. Stavolta il puntiglioso controllore mi ha chiesto di vedere la mia tessera sconto, io gli ho raccontato la storia della mia vita, il ritorno non previsto da solo, guardi ne ho presi addirittura due
Dalla fila accanto alla mia parla d’un tratto un signore sulla sessantina.
“È con me!” dichiara il gentile signore sventolando la tessera sconto uguale a quella di Aria. Il signore ce la mette tutta e aggiunge “È mio amico, viaggia con me!”, lo fa addirittura in inglese per parlare come avevo parlato io (quando le cose si fanno più problematiche non provo nemmeno a parlare in olandese..). Come accade in Italia con i Carabinieri, uno dei due era per la convalida del mio biglietto ma l’altro aveva già deciso di spillarmi la multa e non voleva sentir parola. Nel frattempo siamo arrivati ad Haarlem e i due controllori mi hanno atteso mentre prelevavo i 35 € di multa, piú il costo di un ulteriore biglietto al 100% Haarlem-Amsterdam. Il gentile signore di prima mi saluta, maledicendo le regole come più di qualche volta ho sentito fare dagli olandesi (la differenza rispetto ad altri popoli, è che se ne lamentano mentre le rispettano in quanto regole).
Alla fine mi faccio dare un indirizzo al quale mandare il mio disappunto e ho deciso che invierò la mia disperata richiesta di un rimborso.
La cosa che più mi ha dato fastidio è stata l’insistenza del controllore nel ripetermi che le regole sono regole e che lui le stava solo facendo rispettare. Dal mio canto non smettevo di ripetere che adoro le regole e che ho fatto di tutto per rispettarle. Vi farò sapere la risposta che avrò dalle ferrovie olandesi, alle quali sto per mandare un corposo dossier compreso di transazioni bancarie, biglietti in originale e foglio excel in versione “per stupidi”.

A conti fatti ho preso la multa per aver pagato troppo un biglietto. Maledetti certi precisetti olandesi..

|Ste|

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