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futurismi

Oggi vi parlo di cose futuristiche. O almeno di cose che possono sembrare tali, se non le si conosce ancora.
Durante le ultime due visite che abbiamo avuto gli ospiti, che erano stati poche volte o nessuna qui in Olanda prima, hanno espresso stupore perché molte cose sono sembrate loro particolarmente innovative. Riassumo i pareri di Marco trascrivendo il messaggio SMS che ho ricevuto il giorno in cui è tornato in Italia: “Sono atterrato, tutto bene, ora sono in stazione a Mestre. Mi sembra di esser tornato nel terzo mondo di venti anni fa“. Sicuramente e volutamente esagerato, ma mi ha fatto sorridere.

Altrettanto è stato per Maida e Claudio, dei quali ricorderò le bocche spalancate alla vista del già più volte descritto parcheggio sotterraneo per bici di Haarlem, abbastanza trafficato alle 18 quando i più tornano dal lavoro e pedalano poi dalla stazione fino a casa.
Oppure quando mi hanno visto stampare gratuitamente una mappa con le indicazioni, subito fuori dalla stazione.

Io oramai sono abituato al notevole stato di evoluzione del posto, anche se noto sempre le differenze quando visito la mia terra natìa. Poco tempo fa mi sono però stupito anch’io molto per un cartello che ho visto in alcune strade della capitale, quello arancione che vedete in alto.

È il DNA spray. Intere vie presentano il cartello appeso come un segnale stradale ogni duecento metri, per avvisare i malintenzionati. Il DNA spray è infatti un dispositivo posto sopra la porta dei negozi che viene azionato in caso di furto o rapina, da parte dei negozianti o dei commessi tramite un panic button, o in caso di furto con scasso, in questo caso il comando viene dato dal sistema anti-intrusione. La piccola scatola inizia istantaneamente a nebulizzare un liquido sul delinquente del caso marchiandolo per un bel po’. Il liquido è infatti composto da un colorante trasparente, visibile solo con lampade UV, mescolato a una sorta di DNA sintetico: un vero codice, diverso per ogni negozio che ne adotta il sistema. Un liquido che rimane sui capelli e sulla pelle del fuggitivo per quattro – cinque settimane, durante le quali è praticamente impossibile da togliere.
Se il criminale viene acciuffato, anche per un altro motivo, viene prima illuminato con una lampada UV e se presenta tracce di DNA spray queste vengono analizzate per risalire al codice univoco e collegare malfattore e malefatta.

Secondo le leggi di Inghilterra – Paese dove questo sistema è stato inventato – ed Olanda non basta avere delle tracce di finto DNA addosso per essere accusati di un reato, ma il valore probatorio di questo strumento è riconosciuto e molto considerato. In realtà la funzione primaria è quella di prevenire i reati, sembra infatti che i negozi che utilizzano il dispositivo e che mettono in bella vista l’avviso arancione hanno visto il numero di rapine e furti diminuire drasticamente. E il comune di Amsterdam ha deciso di estendere l’utilizzo di DNA spray ad altre zone della città, dopo aver concluso con successo la sperimentazione in alcune vie commerciali del centro.

Spero di avervi stupito con questo congegno a me nuovo.
Mentre cercavo informazioni per scrivere l’articolo ho però trovato già la soluzione per rendere innocua l’avanzata tecnologia. Quale? La soluzione nella foto sotto.

Diabolica.

|Ste|

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visite e costruzioni

È da qualche giorno che non trovo il tempo di scrivere, la settimana passata è stata molto intensa. Dopo la partenza dei nostri amici Manuel ed Elisa la settimana scorsa, venerdì è tornato a trovarci Marco, questa volta perché abbiamo deciso di regalargli il volo Venezia Amsterdam per il suo trentesimo compleanno. È stato qui 5 giorni, ed abbiamo vissuto molto intensamente la sua visita, girovagando per Haarlem e Amsterdam. Ma anche per l’Olanda intera, visto che sabato siamo stati a cena da Pietro a Tilburg, a due ore e mezza di treno da qui. Siamo stati ospiti per una cena italianissima tra una pasta alla boscaiola e dei baci di dama fatti insieme nel dopocena e consumati appena pronti, attorno a mezzanotte.

Ad Amsterdam, il lunedì, abbiamo pranzato a cheeseburger e club sandwich per trovare le energie sufficienti a perderci con la bici prima sui canali del Jordaan, poi nel sempre maestoso e vivente Vondelpark, per poi ripartire al calar del sole verso Waterlooplein, tra i mercatini delle pulci all’aperto e i negozietti di design o semplicemente di cianfrusaglie. Stavamo anche per comperare una stampa della locandina del primo James Bond, Licenza di uccidere. Marco la voleva fino a quando ha chiesto il prezzo: 250 €, né più né meno. Non era infatti una stampa ma l’originale, probabilmente del 1962. Stava benissimo dov’era.

Marco è ripartito martedì pomeriggio, ma già dalla sera di lunedì avevamo altri ospiti al piano di sotto: sono infatti venuti da Monfalcone Ferru, Paolo e Dario con un furgone attrezzato pieno di mobilio e altri generi di conforto per il secondo atto del trasloco di Ferruccio. Gli amici di Ferruccio sono stati oltre che simpatici anche bravi in cucina e ci hanno fatto da mangiare per tre sere su quattro. Di cui due di pesce…davvero un affare!

In questi giorni passati in giro per Amsterdam mi è sembrato di vedere la conferma in formato poster di quanto si sostiene oramai da un paio d’anni su questo blog, ovvero il fatto che gli olandesi amino scavare. E stavolta non per gli operai che lavorano ovunque per creare nuove strade, argini, piste ciclabili o ruspe che compaiono dalla notte al giorno, per poi spesso scomparire dal giorno alla notte; stavolta ho visto un manifesto che mi ha fatto sorridere, uguale all’immagine a destra che invece è presa dal sito dell’iniziativa. La frase in alto cita testualmente: “vuoi costruire con me?”.
Pensavo si trattasse di un raduno di olandesi, notoriamente amanti della pala, presso qualche campo in cui si sarebbero potuti sfogare per qualche ora movimentando terra a braccia. Invece sul loro sito web ho scoperto che si tratta di un’iniziativa (che mi dicono esistere anche in altri Paesi), grazie alla quale si trovano in una sorta di fiera tutti coloro che intendono costruirsi la casa da soli, o in compagnia di altri appassionati. A questo link si possono vedere i lotti liberi nel centro di Amsterdam: per fortuna non ci sono i prezzi, che immagino essere alquanto impegnativi considerando il costo delle abitazioni nel comune della capitale.

Chiudo segnalando la nuova produzione di Michele Santoro, Servizio Pubblico, una trasmissione che andrebbe seguita solo per il fatto che nessuno nella tv generalista ha voluto ospitare il programma, censurandolo di fatto dai telecomandi italiani. In un altro Paese europeo non credo che sarebbe mai successo, tanto più considerando il valore di quella trasmissione dal punto di vista degli introiti pubblicitari che Santoro & co. assicuravano alla Rai. Noi ce lo guarderemo in diretta da internet (finalmente, poiché la Rai non è visibile dall’estero in diretta streaming sul loro sito…questioni di canone) e siamo sicuri che molti espatriati come noi che hanno a cuore l’Italia e tutto ciò che lì succede, seguiranno la nuova avventura multi-piattaforma del presentatore campano. Vi lascio allo spot della trasmissione, che vedrà la luce il 3 novembre prossimo e sarà trasmessa ogni giovedì.

|Ste|

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