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L’ultimo trasloco

Rullo di tamburi, squillo di trombe.. Signore e signori, ecco a voi l’ultimo trasloco!
Non riesco ad esprimere in parole la contentezza e il sollievo che questo pensiero mi porta: per l’ultima volta impacchetterò, sposterò, riaprirò scatoloni, sistemerò mobili e oggetti, …
Per l’ultima volta dovrò affrontare la fatica di un trasloco e le conseguenze, che qualche psicologo ritiene molto pesanti per l’individuo.
In effetti, forse non sarà l’ultima volta perché l’acquisto di una casa non significa necessariamente che non vivrò da nessuna altra parte per il resto della vita, ma i presupposti per una lunga permanenza ci sono tutti.
E per me, affittuaria da una vita, l’acquisto della casa significa molto.
Facendo un rapido calcolo, nella mia vita ho assistito a 1 trasloco (ero troppo piccola per fare qualcosa), ho partecipato attivamente ad altri 3, per un totale di 4 traslochi, senza contare gli spostamenti durante il periodo universitario.
Il quinto deve ancora partire; c’è stato un inizio, c’è qualche scatolone pieno e qualcuno vuoto sparsi qua e là per il soggiorno, ma ci daremo da fare nei prossimi giorni.

Lo scorso fine settimana, ho approfittato del bel tempo e della compagnia del papiño per andare all’Ikea in bici a comprare qualche scatolone. Già, dall’ultimo trasloco (qui) del papiño non sono rimasti che un paio di scatoloni.
Sappiamo tutti che all’Ikea ogni oggetto ha un suo nome proprio, generalmente impronunciabile e poco riconducibile all’oggetto. Stavolta, però, ho trovato un articolo il cui nome è facile e significativo: le scatole per il trasloco Jättene.
Grazie a Ste, ho scoperto poi che esistono diversi siti che comparano i prezzi dei verhuisdozen (letteralmente, scatole da trasloco), prevedendo anche la consegna a casa. Esiste un vero e proprio mercato degli scatoloni!

Lo scorso sabato siamo andati a vedere i carri floreali del Bloemencorso di quest’anno, il cui tema era Bon appetit. Questa volta ci siamo diretti verso il centro dopo il previsto posizionamento dei carri, in Grote Markt e in qualche via limitrofa.
Lo spettacolo è sempre di grande effetto ed il profumo di giacinti, tulipani e narcisi è inebriante. Peccato che l’illuminazione notturna non rendesse giustizia ai colori sgargianti delle costruzioni.

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|Aria|

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guide ikea per tutti!

Continuo a lavorare al golf e presso le cucine delle case di riposo, porto la posta due giorni alla settimana e attendo risposta da un’azienda americana che dovrebbe contattarmi per un colloquio, dopo averne fatto uno con Adams Recruitment, una agenzia interinale per stranieri. Qualche giorno o qualche settimana, il pronostico non richiesto sulle tempistiche datomi dalla ragazza dell’agenzia. Trepidante attesa, sarebbe un lavoro interessante.

Questa settimana si è aggiunta ai miei lavori di fortuna la consegna dei cataloghi Ikea. 700 guide da consegnare in una settimana. Non tantissime, ma molto pesanti, una quarantina di chili in media per via, occhio e croce. Mentre Radio Deejay in streaming dall’Italia pubblicizza la distribuzione dei cataloghi, io e Aria ci prepariamo per uscire. Infatti anche lei mi sta dando una mano, dopo che ho deciso di abbandonare l’idea del mio capo DHL, secondo cui avrei dovuto chiedere un carrello della spesa al supermercato vicino a casa, caricarlo di cataloghi e andare in giro per la città spingendolo. Ho deciso che farò più di un viaggio, ma con la mia fida bici. E, quando possibile, con il mio splendido amore offertosi volontario.
Imbottisco le mie grandi tasche porta – posta con le guide stipate e già ordinate. Poi riempiamo insieme le borse di Aria e partiamo, mentre il peso fa oscillare a destra e a sinistra la ruota posteriore, un po’ sgonfia e spalmata sull’asfalto. Raggiungiamo la zona e parcheggiamo una delle bici; mentre Aria mi segue a piedi, spingendo l’altra bici, io imbuco le guide in quasi tutte le buche delle lettere, seguendo l’indirizzo posto da me stesso con un adesivo prestampato su ciascuna copia, nelle settimane passate. Ad oggi ho ed abbiamo distribuito più della metà delle copie e conto di finire tra domani e venerdì mattina. E’ uno di quei lavori che non faresti se ti pagassero prima. Quando ti arrivano i (pochi) soldi, un mese dopo, ti sei già dimenticato la fatica che hai fatto e sei semplicemente felice perchè sono arrivati sul conto. Una visione forse semplicistica, dettata forse dall’aria tranquilla che si respira nella mia zona fatta di 10 vie che si incrociano tra loro. Gli incroci sono come quelli che mi proponevano a scuola guida, senza il semaforo nè indicazioni sulla precedenza. Pensavo fossero solo teorici prima di arrivare qui, invece ho scoperto che andando piano e rispettando semplicemente la precedenza a destra, si può tranquillamente superare un incrocio o una serie di incroci. La gente lascia spesso le porte socchiuse, a volte le chiavi sono inserite nella serratura esterna. I gatti sonnecchiano davanti alle rispettive porte di casa, a volte sull’auto ancora calda dei padroni. Sembrano altri tempi, o altri luoghi: si respira l’aria di un abitato di campagna, sebbene le case siano tutte a schiera, incollate le une alle altre. Sebbene a due minuti di bici si trovi il centro storico di una città che conta più di 150.000 abitanti.

|Ste|

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