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Grraaatis

Questa è la parola più amata dagli olandesi. Grandi e piccini non riescono a resistere: anche se non ne hanno bisogno, devono avere tutto ciò che è gratuito solo perché non lo pagano.
Quando, arrivata qui, i predecessori expat mi fecero notare questa caratteristica, all’inizio pensavo fosse una battuta; poi mi resi conto che erano diverse le persone che me lo indicavano.
Infine, un autunno di qualche anno fa ebbi la schiacciante conferma della magia della parola ‘gratis’.

Dato che nell’inverno precedente si erano verificati diversi disagi coi treni a causa della neve, NS decise di prepararsi tempestivamente alle eventuali nevicate con conseguenti disagi per i passeggeri.
All’inizio dell’autunno, previa consistente campagna informativa, NS organizzò nelle più grandi stazioni dei punti di informazione e di ristoro per i passeggeri in attesa del proprio treno (episodio raccontato interamente nel post prove tecniche d’inverno).
Nonostante non facesse freddo ed i treni non fossero molto in ritardo, i punti di ristoro, che fornivano gratuitamente bevande e zuppe calde, erano pieni di gente.

Con il tempo e con le diverse occasioni che mi sono capitate ho potuto notare anche un altro aspetto del concetto di gratuità. Non è solamente qualcosa di cui approfittare, ma è costume che venga accettato.
La maggior parte delle volte in cui mi hanno offerto qualcosa gratuitamente ho rifiutato. Tutte le volte si è dipinto lo stupore sul viso dell’offerente, talvolta accompagnato da un’espressione di rimprovero (per intenderci, simile a quella dei genitori quando i figli piccoli non ringraziano dopo aver ricevuto il biscotto).

Se l’integrazione con la cultura e il posto in cui vivi si misura anche nei piccoli gesti, devo constatare che il mio amato Ste si sta ‘olandesizzando’.
I primi segni della conversione li notai qualche tempo fa quando, di ritorno dalla spesa al supermercato, Ste mi fece notare con aria trionfante che approfittando di un’offerta aveva comprato 6 o 8 barattolini di mais (circa il doppio dell’acquisto consueto). Gli feci presente che avevamo già del mais a casa e che quindi non era necessario comprarlo; e lui giustamente rispose che l’avremmo sicuramente usato prima della scadenza.
Il ragionamento non fa una piega, ma nella pratica: dove le metti 8+2 (che già c’erano) confezioni di mais? Alla fine con un po’ di costruzioni geometriche, il mais fu sistemato in dispensa.
Successivamente ci sono stati altri episodi del genere fino ad arrivare ad una combo che non lascia dubbi sulla lenta ma inesorabile conversione.

Un giorno di ritorno dal lavoro, noto in giardino uno scivolo per bambini di quelli di plastica.
Chiedo spiegazioni a Ste, il quale candidamente mi risponde che l’ha trovato su Gratis op te halen (letteralmente da prendere gratis). Alle mie obiezioni sulla quantità di spazio occupata dallo scivolo e sulla reale possibilità per i bambini di utilizzarlo, Ste risponde che non poteva non prenderlo: era gratis!
In effetti i bambini si sono entusiasmati per un po’, hanno giocato con lo scivolo diverse volte (sempre sotto la supervisione di uno di noi, dato che era già abbastanza vissuto al suo arrivo a casa nostra), ma dopo un paio di mesi è rimasto lì, a colorare il giardino.
Ora, dopo qualche mia insistenza, Ste ha smontato lo scivolo e poi lo porteremo in discarica, essendo troppo grande per rientrare nelle immondizie normali.

mobili-in-giardinoQualche settimana fa Ste ed io stavamo parlando di un mobile a scaffali che ci serviva: discutevamo se era preferibile comprarlo, o se Ste poteva costruirlo da solo con gli avanzi di legno che avevamo già a casa.
Un paio di giorni più tardi Ste mi informa che ha accettato una super offerta trovata su un sito, Maarktplaats: qualcuno offre gratis 3 mobili a scaffali di diverse misure. Alla mia domanda di impiego di 2 mobili a scaffali in più, Ste risponde che un secondo mobile possiamo impiegarlo noi ed il terzo lo può dare ad un suo amico.
Non sono molto convinta della spiegazione e ci sto rimuginando su, quando Ste arriva a casa con il primo carico di mobili. Già, perché una volta incontrato il proprietario dei mobili, Ste realizza che sono in tutto 5 mobili e non 3. Ormai lui ha accettato, quindi non può far altro che portarseli tutti a casa.
Una volta sistemati i mobili in giardino, chiedo nuovamente cosa ce ne facciamo dei mobili in eccesso, che ora sono 2 (nel frattempo, visto che è aumentato il numero di mobili complessivo, Ste ha aumentato a 3 i mobili che rimangono a casa nostra).
Ste confida nell’aiuto dei suoi amici, che sicuramente avranno bisogno di un mobile a scaffali, magari anche di due!
Invece, prima ancora che arrivino le loro risposte, il vicino di casa si fa una passeggiata in giardino e chiede a Ste come mai abbiamo così tanti mobili. Quando Ste gli comunica che è in attesa di risposta da parte dei suoi amici, il vicino si fa avanti e chiede se può prendere un mobile; inoltre chiede se, in caso nessuno sia interessato, può prendere anche il secondo mobile.
Ed ecco fatto: noi ci siamo tenuti 3 mobili a cui Ste ha trovato un utilizzo ed il vicino se n’è ritrovati 2 gratis e consegnati in giardino. Non solo: per ringraziarci dei mobili, ci hanno regalato un sacchetto pieno di automobiline di cui Lorenzo e Mila vanno matti!
Un giro di gratuità niente male, eh?!

|Aria|

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viaggiare gratis

Qualche giorno fa sono rimasto molto stupito dal sistema usato dai giornali per denunciare la scarsa sicurezza di una carta per i mezzi pubblici, usata da milioni di olandesi. Piacevolmente stupito.
La carta in questione è quella di cui abbiamo già parlato, la ov-chipkaart. A vederla, è assolutamente identica a una qualsiasi tessera o carta di credito ma ha al suo interno un chip NFC (Near Field Communication), che permette la trasmissione dei dati semplicemente sfiorando con la carta i dispositivi posti all’ingresso e all’uscita delle stazioni e dentro a tram e autobus, vicini alle porte. Esistono due versioni di questa carta: una anonima e una nominativa.
Su quella nominativa (con foto) si possono caricare gli abbonamenti e gli sconti, mentre l’altra non garantisce risparmio ma privacy, per tutti quelli che non viaggiano molto con i mezzi, o che non gradiscono che qualcuno sappia tutti gli spostamenti che fanno.
Da una denuncia vista due giorni fa su De Pers, giornale gratuito, emerge però un altro eclatante vantaggio nel possesso della versione anonima della carta: è infatti possibile caricarla furbescamente con il PC anziché pagando.
Sulla copertina del giornale si chiedeva “Perché in tutto il mondo hanno diritto a tessere sicure, mentre noi no?”. Bastava quindi andare a pagina 3 per trovare la spiegazione dettagliata e di facile interpretazione su come violare la ridicola protezione del chip e accreditare dei soldi sulla carta senza spendere un centesimo (oltre all’investimento iniziale).

In quattro passi si spiegava il da farsi:

  1. Comprare per 30 € un lettore RFID (lo stesso di NFC) [viene consigliato un negozio online]
  2. Scaricare il software open source e scompattarlo con winRar [2 link consigliati]
  3. Aprire il file e attendere la lettura della carta
  4. Aprire il secondo file, chiamato OVsaldo e fare quello che volete.
    Qualora il nome del file non rendesse bene il fine della questione, ci pensa il simbolo dell’Euro a completare il quadro.

Mi ha colpito molto per la forza del messaggio. Non critiche senza capo né coda, ma una denuncia dall’evidente impatto e un escamotage tecnologico messo a disposizione di tutti. Io, come molti altri, viaggio soprattutto come pendolare e le spese mi vengono restituite, ma vincerà il senso civico degli olandesi sulla tentazione di viaggiare ggggggratis mentre verrà trovata una soluzione per il bug delle tessere?

Ad oggi sembra che la questione si riuscirà a risolvere con una sostituzione delle tessere che avverrà entro l’anno. Mi immagino lo stesso in Italia: e vedo uno scagnozzo con un banchetto fuori dalla stazione che si offre di caricarti, tramite apposito PC, 100 euro sulla tessera se tu gliene dai 10. Non credo che vedremo lo stesso accadere da queste parti.

Oppure potrei essere io quello scagnozzo :)

Tien Euro betalen, honderd euro opladeeeeeen!

|Ste|

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