Posts tagged golf

nuvole pesanti

Ringrazio innanzitutto l’entità ultraterrena che si è alzata dal mio umore, sul quale era rimasta seduta (a momenti distesa) per più di una settimana. Sono stati giorni tristi, che mi hanno tenuto lontano dal blog e dai contatti in genere, nuvole pesanti e scure sembravano accompagnarmi dovunque andassi.
Uno spropositato senso di nostalgia. Un senso di solitudine, amplificato dai cambiamenti di questo ultimo periodo: io e Aria ci vediamo soltanto un paio di ore al giorno, lavorando lei di mattina e io di pomeriggio. Per fortuna il weekend è ancora nostro e ci permette di ricaricarci, ma lo shock del distacco in terra straniera è stato notevole.
Comunque tutto è passato e mi sento di nuovo entusiasta e combattivo, grazie anche ad Aria che ha saputo starmi vicino, rassicurandomi su certezze che nemmeno lei può avere.
Non siamo soliti parlare troppo di sentimenti su questo spazio sul web, ma sarebbe ipocrita far sembrare tutto sempre una passeggiata, sebbene godiamo spesso di buon umore.

Tutto procede tranquillo, da ieri abbiamo l’assicurazione sanitaria olandese, un altro passo verso la regolarizzazione della nostra posizione qui. Non sono soldi che diamo volentieri, abituati alla gratuità del servizio italiano, ma sembra almeno che la qualità sia all’altezza del costo mensile. Speriamo di non averne bisogno, in ogni caso.

Al golf tutto normale, la nuova gestione dimostra di puntare molto sulla qualità e l’estetica, tanto che finalmente non vedo più solo etti di burro che si dibattono in una pentola rovente prima di avvolgere tranci di carne e dadi in polvere rivitalizzati con acqua bollente. Ora vedo cremine preparate sul momento, dessert da fotografia, pane fatto “in casa” e mille decorazioni curiose.
Il nuovo capo serve ai tavoli in giacca e cravatta in un ambiente illuminato da candele e luci soffuse, il gestore precedente se ne andava alle 17 e non toccava nemmeno una posata.
Rex è scappato. Doveva lavorare al golf sabato e domenica, ma è scomparso dai radar. Qualche maligno lo crede scappato in cerca della sua vecchia padrona, trovato il portone della gabbia chiuso male. Di sicuro c’è che sono andato io a farmi qualcuna delle sue ore domenica scorsa. Speriamo si presenti in fretta un sostituto perché la domenica ha riacquistato per me l’intoccabilità che aveva ai tempi della scuola e intendo rifiutare proposte domenicali. In ogni caso devo riconoscere che B., il nuovo boss, è stato molto corretto e mi ha ringraziato più volte per il favore fatto loro in quell’occasione.

Ieri, consegnando la posta, mi sento chiamare da qualcuno alle mie spalle. Mi volto e vedo il mio vecchio capo dei giornali in consegna. Mi chiede come sto, perché non lavoro più con loro, mi racconta che la morosa portava le lettere per DHL come me, ma che ora non le porta più, non è neanche più sua morosa ed è fuggita con un altro in una regione a est. Conclude il racconto non richiesto sulla sua vita rassicurandomi sul fatto che ora ha un’altra donna. Mi augura succes e ritorniamo entrambi a lavorare. Rimango allibito per la quantità di parole, ma altrettanto per il piacevole incontro con quello che è stato il mio primo datore di lavoro qui in Olanda. Non è da troppo che siamo qui, ma è già un po’ storia, no?

Ora vado a fare qualcosa da mangiare per affrontare poi l’ultimo pomeriggio pre weekend al golf, prima di due giorni di relax!
E le nuvole pesanti sono ormai all’orizzonte, viste da dietro mentre se ne vanno.

|Ste|

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normalità?

Pier è partito ieri, si è fermato qui sei giorni. Molto intensi e divertenti, tra Haarlem e Amsterdam. Fummo insieme nella capitale 3 anni fa, a febbraio. Fu la prima volta che Pier visitò l’Olanda. E se ne innamorò. In agosto A’dam è molto più frequentata da turisti e locali, visto che il sole si fa vivo più spesso, e l’esplosione di colori, razze e suoni raggiunge il suo apice proprio in questi giorni.

Pier @ Amsterdam

Pier @ Amsterdam

Così tra un pomeriggio passato a raccontarcela in un parco e un giro in bici nelle strette vie Haarlemesi, tra una giornata passata a camminare da un locale all’altro e una capatina “a vedere se ci sono gli sconti in vetrina” (come disse Pier riferendosi al quartiere a luci rosse), abbiamo passato questi sei giorni insieme.

Ora si torna alla normalità, mi vien da pensare. Non faccio in tempo a focalizzare quale sia la mia “normalità” (concetto venuto a mancare da qualche mese), che ricevo una telefonata da H., dall’agenzia interinale. Non vi ho detto che ieri sono passato nel suo ufficio per farle gli auguri per una buona ripresa del lavoro dopo le sue lunghe ferie. E per farle notare che le mie non esistono ancora, o forse sono state troppo lunghe. L’ho vista stupita per il mio racconto riguardo al golf, ma ho smesso di fidarmi delle espressioni facciali, soprattutto di quelle di H.: sembra sempre incazzatissima ma finora si è rivelata puntuale e utile. Quando lavora, chiaramente. E per almeno un mese dev’esser stata in Grecia. Capisco i parenti lontani, ma anch’io non ce li ho poi così vicini, nevvero?

Detto, fatto. Oggi mi ha chiamato due volte: una per dirmi che lunedì inizierò a lavorare nuovamente presso il golf (non si sa per quanto ma la prima settimana sembra sicura, il resto non chiedo nemmeno visti i precedenti), la seconda per dirmi che lavorerò anche sabato, da un’altra parte però. Evvai. Certo, un po’ tornare al golf mi rompe, visto il loro comportamento, ma ora so che non mi farò problemi a lasciarli per strada, qualora si presentasse un altro lavoro nel frattempo. Poi “schei xè schei”, no?

Buone notizie. Ora vado a consegnare la posta, ma c’è poca roba e mi ci vorranno al massimo tre quarti d’ora.

|Ste|

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