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l’irresistibile Gazelle

Sembra che lo si faccia apposta per movimentare questo blog, o che l’oggetto del contendere abbia veramente un valore notevole.
Così come posso assicurare che nessuno dei due presupposti è vero, allo stesso modo sono spiacente di comunicarvi che la ormai famosa Gazelle è stata rubata di nuovo. Questa volta è successo a me, davanti al magazzino di cui si serve l’azienda per cui lavoro, ad Amsterdam Noord.
Non avendo a disposizione l’automobile della società a causa dell’accumulatore privo di carica, mi ero diretto  al magazzino per preparare una spedizione a bordo della nostra beniamina. Parcheggiatala davanti all’entrata principale, sono entrato e mi sono trattenuto lì per una quarantina di minuti, più di quanto avessi preventivato. Al momento di uscire ho fatto la drammatica scoperta: avevano nuovamente rapito Gazelle!

Tra l’incredulo e l’arrabbiato mi sono diretto di nuovo all’interno, per chiedere ai custodi di poter vedere i filmati ripresi dalle telecamere ma, con rinnovato sgomento, ho appreso del malfunzionamento del sistema di visualizzazione delle registrazioni. Molto gentilmente il giovane mi ha spiegato che sarebbe dovuta arrivare la manutenzione di lì a pochi giorni. Gli ho lasciato il mio numero ma senza crederci troppo, sia perché le immagini vengono tenute (per legge) solo per 3 giorni e successivamente sovrascritte, sia perché guardando sui monitor la posizione delle telecamere ho realizzato che si sarebbe potuta vedere solo la ruota posteriore della piccola Gazelle.
Ho chiesto dove fosse la fermata del bus più vicina e mi sono diretto al punto indicatomi, guardandomi attorno per cercarla, magari nascosta per poi essere prelevata in un secondo momento. Ma niente.

Passato il weekend, sono rientrato al lavoro lunedì e non c’erano nuove sul velocipede.
Il giorno successivo, quando sono ritornato in magazzino per sistemarlo un po’, ho avuto una bellissima sorpresa: Gazelle era lì ad aspettarmi! Enorme la gioia quanto lo stupore.
Finito il lavoro che dovevo fare, ho chiuso la bici dentro il magazzino e me ne sono andato fischiettando fino all’ufficio, con l’auto. Al mio rientro ho saputo dal mio titolare che i custodi avevano chiamato già nel weekend per dire che dalle telecamere si era visto chiaramente un loro cliente mentre si impossessava della nostra beniamina e la metteva nel suo furgone. Il custode ha subito chiamato il ladruncolo e lo ha invitato a riportare il maltolto immediatamente.

Ora, non stiamo qui a considerare la pochezza del personaggio che voleva rubarsi la bici di qualcuno venuto lì molto probabilmente per lavoro, in zona industriale-portuale, ancora poco frequentata e quindi mal servita dai mezzi pubblici. Vorrei piuttosto capire: perché Gazelle?! Tutti gli occhi addosso all’oramai più che acciaccata compagna di avventure, perché?
Mi sono chiesto se magari ce ne fossero poche in giro al punto da alimentare un “traffico di organi” clandestino, ma cercando su internet ho scoperto che la Gazelle ha fatto la storia nella produzione di biciclette in Olanda e produce oltre 300.000 esemplari all’anno, con una produzione totale di 13 milioni di unità.
Una marca diffusa, mi sono detto, perché allora cercare di rubarla in più occasioni? Ho trovato una risposta su wikipedia, in una voce che parla della grande reputazione che questa marca ha nel mercato ciclistico olandese. Si dice addirittura che Gazelle è definita, per affidabilità e performance, la Mercedes Benz delle biciclette prodotte nei Paesi Bassi.

Ingrano la marcia più dura e sfreccio di nuovo sulle grandi piste ciclabili, quasi delle “autostrade per bici”, che collegano il traghetto e l’ufficio, alla faccia di chi vorrebbe farlo “al manubrio” di questa scassata ma sempre prestante ed adorata monoposto.

La nostra Gazelle è sempre più inserita nel contesto della grande e speciale città che la ospita..

|Ste|

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la nuova vita di Gazelle

Come già raccontatovi in “La Gazelle ritrovata”, la vecchia Gazelle è stata liberata dai rapitori che la tenevano in ostaggio e Aria vi aveva raccontato della nostra avventura per portarla a casa e per separarla dal super lucchetto che i rapitori le avevano apposto.
Mi sono recato personalmente a prendere il tronchetto che avevamo prenotato presso il negozio di fai da te vicino a casa: con grande stupore mi consegnano una flex (scopro che il nome corretto è smerigliatrice angolare) enorme e pesantissima, per la quale mi chiedono solo di pagare un disco nuovo come costo di noleggio. Carico lo strumento sulla bici e, vado verso casa. Mi trovo con una flex enorme nel vicolo sotto casa e al solo pensiero del suo rumoroso funzionare, mi autodenuncerei. Decido pertanto di portarla oltre la porta, nel vano scale. Mi chiudo dentro e connetto il cavo alla presa in fondo alle scale; provo ad accendere, ma niente. Non usando mai quella presa penso sia guasta e carico faticosamente la bici sulle spalle per portarla al piano superiore, in soggiorno. Anche questa presa non fa partire il disco rotante, ma fa saltare la corrente all’intero appartamento. Riaccendo il salvavita e provo ancora una presa, quella in cucina. Questa funziona e il sistema elettrico sembra reggere tutti i Watt. Trascino anche la povera Gazelle fino a pochi centimetri dalla cucina, a portata di cavo. Il cavalletto di Gazelle non è dei migliori, quindi in quest’officina improvvisata, anche il mobile della dispensa è utile a tener ferma la bici mentre cerco di non affettare anche i raggi, o altro, durante questa rischiosa operazione. Tra scintille che si spargono un po’ ovunque riesco a tagliare il tondino di alluminio pieno che costituiva il lucchetto (ci vogliono due tentativi per un clamoroso errore di valutazione nel primo taglio). Aria al suo ritorno saprà ricostruire tutte le operazioni di liberazione, semplicemente con uno sguardo alla moquette, in qualche punto decisamente bruciacchiata.

Una volta liberata, visto che Aria ha già acquistato una bici di seconda mano quando ancora davamo Gazelle per dispersa, abbiamo caricato sul treno la ritrovata, con l’intenzione di utilizzarla per recarmi al lavoro invece di noleggiare le OV-fietsen ogni mattina. Ora Gazelle ha cambiato vita e, dopo anni di passaggi di proprietà, salti dai marciapiedi, giornali da distribuire (all’inizio anche lei dovette farsi le mattine assieme a me per portare i quotidiani), ha coronato il suo sogno: lavorare e vivere nella City, Amsterdam. Adesso mi porta ogni mattina dalla stazione fino al lavoro e ritorno. Si è rifatta la ruota anteriore perché troppo screpolata e ora passa le notti a specchiarsi nel canale dinnanzi alla stazione, assieme a migliaia di sue simili nell’enorme parcheggio che qualsiasi persona, turista o locale, arrivi in Centraal Station non può fare a meno di notare.

Grande Gazelle!

|Ste|

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