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Amsterdam Gay Pride 2012

A poco più di due settimane dal Roze Zaterdag di Haarlem, ci troviamo nuovamente a parlare di eventi gay friendly.
Stavolta è stato il momento dell’appuntamento annuale con l’Amsterdam Gay Pride e la consueta Canal Parade. Anche quest’anno la partecipazione degli olandesi è stata calorosissima.

Durante la parata, di cui vi abbiamo già parlato in occasione dell’edizione 2009, il Prinsengracht, uno dei canali del centro di Amsterdam, si trasforma in una passerella su cui sfilano grosse barche piene di personaggi più o meno eccentrici. Le due sponde del Prinsengracht si affollano di persone e non manca un foltissimo pubblico che segue la sfilata dalla propria barchetta, attraccata sulle banchine.

Alle 14 è iniziata la parata in un’esplosione di colori, coriandoli, fumogeni e musica a palla.
Una sfilata carnevalesca su barche, alcune delle quali al limite della decenza, e qualcuna anche oltre il limite.

Quest’anno hanno partecipato alla parata 80 imbarcazioni, tra cui:

  • il Ministero della Cultura
  • diversi comuni, tra cui quello di Amsterdam
  • mister travestito 2011
  • fondazione Roze in Blauw, omosessuali nella polizia
  • Waternet (i servizi idrici)
  • l’associazione dei sindacati olandesi
  • la Nederlandsche Bank
  • le Poste
  • il Ministero della Difesa
  • servizi di escort per omosessuali
  • diverse discoteche, locali, bar gay friendly
  • Youtube + Google
  • partiti politici quali VVD (liberali), GroenLinks (verdi), PvdA (laburisti), D66 (democratici)
  • agenzie interinali
  • fondazioni per raccolta fondi anti AIDS
  • le immancabili NS, ferrovie olandesi
  • AVRO, una rete televisiva
  • associazioni studentesche gay
  • ING Bank
  • l’acqua minerale BAR LE DUC

Ecco alcune delle foto della manifestazione di ieri:

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Le immagini dell’Amsterdam Gay Pride 2012 sono proprietà del sito amsterdamgaypride.nl.
È possibile visualizzare tutte le immagini direttamente da sito, cliccando qui: pagina 1pagina 2.

|Ste|

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il sabato rosa di Haarlem

Il 7 luglio 2012 il Roze Zaterdag (sabato rosa) è tornato ad Haarlem dopo 16 anni. Una vera festa in rosa per tutta la città, e non solo.
Una sorta di gay pride in versione olandese che ogni anno trova posto in una città diversa dei Paesi Bassi (esiste anche il Roze Zaterdag belga, ma è sempre a Bruxelles) dal 1977.
Il “vero” Gay Pride, con la celebre parata sui canali, si svolge sempre ad Amsterdam in agosto, quest’anno dal 3 al 5.

Un giorno per festeggiare le diversità (questo il motto della manifestazione 2012), con carri allegorici e concerti ma anche con incontri, discussioni e la partecipazione di varie istituzioni.

Così è la banda delle NS (le ferrovie olandesi) ad aprire i festeggiamenti, nel piazzale antistante la stazione centrale di Haarlem, e non mancano i componenti della banda che indossano la maglietta riportante la scritta NS gay mee (un’ulteriore apertura delle ferrovie nei confronti degli omosessuali, passeggeri o ferrovieri che siano).
Alle 11 la festa è iniziata, con la incredibile (per un italiano) celebrazione aperta a tutte le religioni presso la cattedrale di San Bavone, chiesa calvinista, per l’affermazione della libertà di orientamento sessuale a prescindere dal credo religioso. Alla stessa ora cominciava anche la celebrazione più frivola e colorata, nel piccolo parco di Kenaupark, rinominato per l’occasione (e per assonanza!) gay now park.  Nel parco, da un palco corredato di impianto audio di tutto rispetto, un’appariscente drag queen bionda e alta teneva caldo il pubblico in attesa della partenza della parata: alle 13 sono stati in moltissimi ad animare il corteo che ha bloccato per un’ora le principali vie del centro di Haarlem.
Diverse bande, personaggi più o meno eccentrici, ma anche rappresentanti di partiti politici (D66, SP) e della polizia, che con il motto “roze in blauw” (rosa in blu, il colore della divisa), celebrava la libertà di orientamento sessuale delle forze dell’ordine, oltre a trasmettere un invito a chi ancora fosse discriminato per le sue scelte sessuali, affinché questi soprusi vengano sempre più denunciati e perseguiti.
Alcune vie del centro storico erano addobbate con vari indumenti di colore rosa appesi a cavi sospesi tra le finestre, alcuni pali della luce e certi alberi erano rivestiti di lana, mentre le statue indossavano, per l’occasione, graziosi gilet rosa e lilla lavorati a mano: l’intera città era diventata una vera e propria installazione artistica.

La piazza centrale era piena di gente che, dopo la parata, andava ad assistere a concerti ed esibizioni dal vivo presso il grande palco. Altri sei palchi più piccoli, sparsi per la città, assicuravano un programma completo per tutti. Quest’anno, per la prima volta, uno dei palchi (quello di Botermarkt) era interamente gestito dai più giovani per i più giovani.

Gli info point, nei punti più caldi della città, distribuivano volantini per meglio informare tutte le persone presenti in merito ai traguardi raggiunti dalle lotte per la libertà sessuale e a quelli ancora da raggiungere.

Vicino alla stazione di Haarlem Spaarnwoude era stato aperto il roze camping, area attrezzata dove potevano pernottare tutti i partecipanti alla manifestazione in arrivo da altre città.

Non ero abbastanza pronto e non sono andato in giro vestito di rosa (per mero disguido organizzativo), ma questa mobilitazione della città mi ha fatto riflettere. Inevitabilmente il pensiero va alle prime sei lettere del titolo di questo blog, a quell’Italia che di queste celebrazioni avrebbe decisamente bisogno. Non solo una festa dell’eccentrico e dell’eccesso, ma un vero momento di convivenza gioiosa tra persone differenti solo per i gusti sessuali, la vittoria dell’informazione contro i pregiudizi.

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Ancor più rifletto dopo aver sentito le ultime di Giovanardi sulle stanze separate per i commilitoni omosessuali (solo per citare l’ultima notizia che ho sentito), e credo che politicanti come questo sarebbero spariti dalla faccia della terra da tempo, se solo in Italia si respirasse un clima di uguaglianza e libertà, di informazione. E così, se cerco “notte rosa” in italiano su google, scopro che nel mio Paese non è altro che la celebrazione del capodanno d’estate (3…2…1…eeeeh! buon anno d’estate!) nella riviera romagnola. Sul loro sito e sulle locandine si fa a malapena riferimento al rosa come colore femminile e, quando speravo che questo fosse almeno un segno per richiamare alla mente la condizione della donna e le violenze che ancora subisce, scopro che la parola donna è associata solo alla parola simpatia.

Forse perché parlare di cose troppo serie potrebbe rovinare le vacanze agli italiani?

|Ste|

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