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De meeuwen zijn terug

Ci risiamo.
Probabilmente grazie al clima che si mostra finalmente estivo (massime sui 25°C e più, sole per giornate intere e notti limpide e fresche), e certamente a causa della mancanza di contenitori sotterranei dell’immondizia nell’intero quartiere, de meeuwen zijn terug (i gabbiani sono tornati)!

Dopo l’allestimento dei contenitori sotterranei nel quartiere dove abitavamo prima, abbiamo effettivamente notato una diminuzione della presenza dei pennuti, che personalmente non ho mai trovato simpatici e, già ben prima di vedere Finding Nemo, nutrivo seri dubbi sulla loro intelligenza.
Dopo un paio di mesi, si vedevano i gabbiani solo volare sopra le case, non scendevano più fino in strada. Che liberazione!

Nel quartiere dove abitiamo ora, la raccolta dell’immondizia avviene porta a porta, indifferenziata e una volta alla settimana; questo fa sì che non appena arriva un po’ di luce la mattina della raccolta, decine di gabbiani atterrino sulle strade e inizino i loro chiassosi banchetti. Quindi, quando esco di casa quella mattina, cerco di evitare questi enormi pennuti, che ora addirittura mi inquietano (la combinazione di stupidità, determinazione e grossezza li rendono animali imprevedibili e pericolosi).
Vuoi a causa del recente caldo estivo, ora la situazione è peggiorata: i gabbiani si ritrovano, quasi ogni giorno, da qualche parte nelle vicinanze, li sento la sera fino alla notte. I rumori (richiami caratteristici a parte) sembrano davvero quelli del ritrovo al parco di giovani ragazzi: schiamazzi, giri dal punto di ritrovo e ritorno.. mancano solo le birre, ma per il resto sembra lo stesso.
Non ho proprio idea di dove sia questo punto di incontro, né perché lo sia diventato. Cos’è successo da qualche settimana che ha scatenato di nuovo i gabbiani?

Forse non è solo un problema localizzato; ho letto in un articolo che anche in alcune località dell’Inghilterra del sud, i gabbiani stanno terrorizzando ed attaccando (in alcuni casi) le persone. Però lì le comunità coinvolte si stanno organizzando per diminuire la crescita dei piccoli pennuti, o addirittura per abbattere gli esemplari adulti che attaccano le persone.

|Aria|

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non date da mangiare ai gabbiani

I rifiuti, ad Haarlem, vengono raccolti senza distinzione alcuna. Nessun porta a porta del secco o dell’umido, ma un prelievo settimanale dei rifiuti normali e uno dei rifiuti ingombranti.
Mentre la raccolta degli ingombranti è riservata più che altro alla scuola vicina a casa nostra, quella del lunedì mattina ci riguarda personalmente. Ci sono diversi punti di raccolta sulla nostra via, dove la domenica sera si depositano i sacchetti nostri e dei vicini, per essere presi la mattina successiva. Con abile opera di volantinaggio ci hanno spiegato che è vietato mettere i sacchetti fuori casa prima delle 21. La regolarità degli spazzini non ci è stata preannunciata, ma l’abbiamo potuta notare di persona. Questo perché ogni settimana inizia con i ragazzi della nettezza urbana che interpretano canzoni olandesi nella strada sotto casa, lanciando i sacchi nell’enorme camion, che li precede sbuffando.

Assieme agli spazzini, e in certi casi prima, arrivano i gabbiani. “Teneri, i gabbiani, pio pio in riva al mare”. Tutt’altro. I gabbiani di Haarlem non sono per nulla teneri e li si vede lottare con sacchetti poco più grandi di loro, non perché i sacchetti siano piccoli, ma per le dimensioni di tutto rispetto che i volatili bianchi e grigi hanno da queste parti.
Può essere un’esperienza mistica veder sbucare il pesante uccello, grande come un piccolo cane di media taglia e dotato di un’apertura alare di un metro, da dietro un sacchetto della spazzatura all’angolo di una via. Magari quando si è in volata con la bici, per non perdere il treno andando al lavoro. Ho rischiato più volte di entrare in collisione con un pennuto e ho sempre temuto la violenza di un eventuale impatto, che finora ho – talvolta abilmente – sempre evitato.

Al di là dei problemi con la viabilità dei ciclisti, i gabbiani provano ad aprire un po’ tutti i sacchetti che trovano. Così i resti di cibo, assieme ad ogni altro genere di rifiuto, vengono sparsi in giro per le vie.
Di gatti, neanche a dirlo, nemmeno l’ombra. Devono aver avuto brutte esperienze da generazioni e devono esser giunti alla conclusione che ci sono moltissimi pennuti da cacciare, o fingere di cacciare, ma si lascino perdere i gabbiani, ché son pericolosi.
Quando i cittadini più esasperati penserebbero a risolvere la questione di petto, uomo contro gabbiano, a costo di uno spargimento di sangue, ecco che arriva un altro volantino del comune a calmare gli animi.

Stavolta il volantino è dedicato, tra le altre cose, ai gabbiani e illustra le linee guida per la convivenza con gli aggressivi e vandalici volatili. Convivenza obbligata dai primi tre punti, in cui si vieta ogni possibile intervento ai danni dei pennuti, protetti dalla Comunità Europea. Sono raggruppati sotto il titolo “quello che non si può fare“:

  • disturbare di proposito i gabbiani
  • rimuovere o distruggere i nidi
  • togliere le uova dai nidi o distruggerle

Il volantino suggerisce invece, con il titolo “quello che puoi fare“, ciò che si può o si deve fare:

  • la guerra preventiva è permessa, quindi prevenire la formazione dei nidi con l’utilizzo di spuntoni, reti anti-uccello, e cavi. Segue l’invito a spronare tutti i vicini di casa a farlo, per eliminare il problema dall’intero quartiere.
  • mettere le immondizie in strada il giorno di raccolta, solo pochi minuti prima del passaggio della nettezza urbana. Non manca, anche in questo punto, il consiglio di rivolgersi al vicino per sapere quando passa il camion.
  • ai gabbiani non piace il giallo. Questa affermazione, che si trova solo sul volantino ma non sul sito, lascia un po’ sgomenti, e precede l’invito a utilizzare sacchetti color limone, perché i gabbiani non ci metterebbero volentieri il becco.
  • segnalare i nuovi nidi. Questo non vi libererà dai gabbiani, ma aiuterete il Comune a mappare le zone, identificando quelle a più alta concentrazione.
  • NON DARE DA MANGIARE AI GABBIANI! Assieme alle anatre (tirate in ballo senza dar fastidio a nessuno, poracce!), non vanno nutriti perché “hanno già il cibo sufficiente per vivere”.  Conosco più di qualche anatra cicciottella che sicuramente dissente dalle affermazioni del Comune.

Terzo e ultimo titolo: “cosa fa il Comune“. Le promesse sono:

  • il Comune si impegna a mettere prima possibile i contenitori di rifiuti interrati, nei quartieri che ne sono ancora sprovvisti.
  • il Comune combatte per ottenere una sospensione della legge Europea sulla protezione della Flora e la Fauna, per poter diminuire attivamente il disturbo dato da questi volatili, “nel rispetto delle persone e degli animali”.

Pur essendo un amante degli animali, da quando abito qui ad Haarlem ho smesso di amare i gabbiani. Al punto da farmi molte domande sulla loro vita, ma soprattutto sulla loro morte: qual è il loro posto nella catena alimentare? Muoiono solo per la vecchiaia o andando a sbattere per un colpo di vento, oppure c’è qualche essere che se li mangia? Ho dato una veloce occhiata in giro e sembra che nemmeno ai pirati piacciano.

Svelatemi l’arcano.

|Ste|

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