Posts tagged furto bici

ladri di biciclette (atto VI)

È successo di nuovo. Sta diventando quasi una miniserie all’interno del blog. Ladri di biciclette.
Dopo diversi articoli che hanno seguito altrettanti episodi di furto, tentativi o ritrovamenti quali: Lo stupido vorrebbe anche la (mia) bici – La sfortuna della piccola Gazelle – La Gazelle ritrovata – L’irresistibile Gazelle – Fiets gestolen, si ritorna sulla questione.
Già, perché ieri sera, tornato dal lavoro, ho parcheggiato la bici qui sotto come al solito e sono salito a casa. Stamattina, al momento di scendere per andare ad Amsterdam, ho fatto la spiacevole scoperta: la mia bella bici, regalatami da Ari lo scorso inverno, era sparita nel nulla.
Cercando di non pensare alle bestemmie e a quello che avrei fatto al ladro, qualora lo avessi sorpreso, ho dato un’occhiata in giro, sperando che qualche vicino l’avesse spostata per chissà quale motivo. Unico errore, quello di non legare la bici a nessun palo o elemento difficile da rimuovere. Secondo me anche un’altra bici è sufficiente, ma qualcuno mi dice che possono passare col furgone e caricarsi su tutte le bici incatenate tra loro. Non credo che ad Haarlem, tanto più in questa tranquillissima zona, girino delle gang dedite al commercio illegale di bici, ma dovrò prendere l’abitudine a chiudere la bici non solo con il lucchetto che blocca la ruota posteriore, ma anche con una catena, a qualcosa di fisso o perlomeno difficilmente movibile.

Auguro pubblicamente al ladro di passare ore interminabili seduto al bagno, periodo che deve essere raddoppiato qualora dovesse vendere la bici anziché regalarla o usarla per sé.

Per il resto non posso lamentarmi più di tanto, è il reato più diffuso in questa nazione. Anche se mi sento un soggetto statisticamente molto colpito dai furti di bicicletta. In media uno all’anno, in posti diversi, non è poco.
Ora, come ogni volta che mi è stata sottratta la bici, vorrei giurare che non spenderò più di 60 € per la bici successiva – usata, ovviamente – ma finisco poi per convincermi a spendere di più, perché penso che l’investimento sia meritevole, vista quella che dovrebbe essere la durata media di una bici. Alla fine succede che non riesco a godermele per tutto il loro ciclo (termine non a caso) vitale, un po’ come le gomme o le matite ai tempi della scuola. Me ne hanno comperate un sacco, ma non sono mai arrivato a consumarne nemmeno la metà. Pensavo di perderle, ora comincio a credere che già ai tempi me le rubassero.

Oggi ho raccontato la disavventura al buon Diego, che ha commentato augurando al ladro, con accento romano, “je se seccassero le palle”. Diego mi ha offerto la sua vecchia bici, visto che ne ha rimediata una nuova più robusta. E sono tentato di accettare solo per la marca della bici.
Signore e signori, dopo i dolci da banco frigo MONA, dopo i dessert firmati CULI D’OR, facciamo conoscenza con le bici MERDINA. Proprio così, come merendina senza “en”.
Oltre al nome imbarazzante, almeno per un italiano, ho trovato online anche una super chicca trash: la pubblicità di Merdina. Il video lo trovate sotto. Godete della musica, emozionatevi con la fotografia, assaporate la trama complessa: alcuni archeologi ritrovano una bici Merdina in uno scavo.
La frase che probabilmente non capirete significa “la bici che sopravvive a te”.

Roba da toccarsi.

|Ste|

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l’irresistibile Gazelle

Sembra che lo si faccia apposta per movimentare questo blog, o che l’oggetto del contendere abbia veramente un valore notevole.
Così come posso assicurare che nessuno dei due presupposti è vero, allo stesso modo sono spiacente di comunicarvi che la ormai famosa Gazelle è stata rubata di nuovo. Questa volta è successo a me, davanti al magazzino di cui si serve l’azienda per cui lavoro, ad Amsterdam Noord.
Non avendo a disposizione l’automobile della società a causa dell’accumulatore privo di carica, mi ero diretto  al magazzino per preparare una spedizione a bordo della nostra beniamina. Parcheggiatala davanti all’entrata principale, sono entrato e mi sono trattenuto lì per una quarantina di minuti, più di quanto avessi preventivato. Al momento di uscire ho fatto la drammatica scoperta: avevano nuovamente rapito Gazelle!

Tra l’incredulo e l’arrabbiato mi sono diretto di nuovo all’interno, per chiedere ai custodi di poter vedere i filmati ripresi dalle telecamere ma, con rinnovato sgomento, ho appreso del malfunzionamento del sistema di visualizzazione delle registrazioni. Molto gentilmente il giovane mi ha spiegato che sarebbe dovuta arrivare la manutenzione di lì a pochi giorni. Gli ho lasciato il mio numero ma senza crederci troppo, sia perché le immagini vengono tenute (per legge) solo per 3 giorni e successivamente sovrascritte, sia perché guardando sui monitor la posizione delle telecamere ho realizzato che si sarebbe potuta vedere solo la ruota posteriore della piccola Gazelle.
Ho chiesto dove fosse la fermata del bus più vicina e mi sono diretto al punto indicatomi, guardandomi attorno per cercarla, magari nascosta per poi essere prelevata in un secondo momento. Ma niente.

Passato il weekend, sono rientrato al lavoro lunedì e non c’erano nuove sul velocipede.
Il giorno successivo, quando sono ritornato in magazzino per sistemarlo un po’, ho avuto una bellissima sorpresa: Gazelle era lì ad aspettarmi! Enorme la gioia quanto lo stupore.
Finito il lavoro che dovevo fare, ho chiuso la bici dentro il magazzino e me ne sono andato fischiettando fino all’ufficio, con l’auto. Al mio rientro ho saputo dal mio titolare che i custodi avevano chiamato già nel weekend per dire che dalle telecamere si era visto chiaramente un loro cliente mentre si impossessava della nostra beniamina e la metteva nel suo furgone. Il custode ha subito chiamato il ladruncolo e lo ha invitato a riportare il maltolto immediatamente.

Ora, non stiamo qui a considerare la pochezza del personaggio che voleva rubarsi la bici di qualcuno venuto lì molto probabilmente per lavoro, in zona industriale-portuale, ancora poco frequentata e quindi mal servita dai mezzi pubblici. Vorrei piuttosto capire: perché Gazelle?! Tutti gli occhi addosso all’oramai più che acciaccata compagna di avventure, perché?
Mi sono chiesto se magari ce ne fossero poche in giro al punto da alimentare un “traffico di organi” clandestino, ma cercando su internet ho scoperto che la Gazelle ha fatto la storia nella produzione di biciclette in Olanda e produce oltre 300.000 esemplari all’anno, con una produzione totale di 13 milioni di unità.
Una marca diffusa, mi sono detto, perché allora cercare di rubarla in più occasioni? Ho trovato una risposta su wikipedia, in una voce che parla della grande reputazione che questa marca ha nel mercato ciclistico olandese. Si dice addirittura che Gazelle è definita, per affidabilità e performance, la Mercedes Benz delle biciclette prodotte nei Paesi Bassi.

Ingrano la marcia più dura e sfreccio di nuovo sulle grandi piste ciclabili, quasi delle “autostrade per bici”, che collegano il traghetto e l’ufficio, alla faccia di chi vorrebbe farlo “al manubrio” di questa scassata ma sempre prestante ed adorata monoposto.

La nostra Gazelle è sempre più inserita nel contesto della grande e speciale città che la ospita..

|Ste|

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