Posts tagged berlusconi

italiaans sprookjes

Come non dare spazio in questo blog italo olandese nemmeno a quattro righe sull’argomento che sta riempiendo le prime pagine dei giornali italiani, così come quelle centrali dei quotidiani olandesi, a pagamento e gratuiti.
Qualora abbiate ancora dei dubbi, vi confermo che anche qui ridono del governo italiano, e degli italiani che si tengono ancora un personaggio di così basso spessore etico e morale, senza nemmeno citare l’aspetto giuridico della faccenda.

Siccome preferisco comunque non dare troppo spazio all’argomento, mi limito a farvi vedere una spassosa vignetta pubblicata su Het Parool, quotidiano di Amsterdam. È la rivisitazione berlusconiana della fiaba di Collodi; ma mentre nella favola originale più il pupazzo racconta bugie, più gli si allunga il naso, nell’edizione moderna avviene soprattutto il contrario: più il “naso” si allunga, più bugie quel pupazzo racconta. Italiaans sprookjes!

italiaans sprookjes - fiabe italiane

italiaans sprookjes - fiabe italiane

|Ste|

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gekkenhuis

Berlusconi - quotidiano olandese

Berlusconi su nrc next

“Gekken” significa “matti”, “huis” in italiano vuol dire “casa”. Sappiate che in giro per il mondo c’è la faccia del nostro (vostro?) Presidente del Consiglio con la scritta “Manicomio” quasi sulla faccia. E come dargli torto. Nell’articolo si parla dell’ennesima legge per la sua immunità (anche di pochi altri, stavolta), e dei giudici che iniziano a lanciare allarmi ufficiali sulla salute della democrazia italiana.

Ho iniziato la mattina in treno così, commentando con Aria la faccia di Berlusconi sul giornale di un nostro dirimpettaio di treno. Oggi abbiamo perso il treno delle 9 e 06, così abbiamo preso quello dieci minuti più tardi. Arrivati al primo binario di Amsterdam centrale, corsetta sulla banchina, poi giù per le scale dove ogni giorno veniamo avvolti da un fortissimo profumo di brioche appena sfornate. Per fortuna, tra la coda costante di persone e la non eccessiva bontà delle brioche olandesi, ci risparmiamo sempre questa dose di burro.
Oggi mi fermo a comprare il giornale: oltre a cercare di leggerlo devo aggiungere una foto sul frigo, nell’angolo della protesta. L’ultima che ho fermato tra calamita e metallo bianco raffigura mr. B. subito dopo la statuetta ricevuta. Non parlo di un telegatto, ma del duomo di Milano in miniatura che gli è arrivato in faccia.
Pago e raggiungo Aria alla fermata dell’autobus. In dieci minuti, due dei quali in un tunnel subacqueo sotto l’Ij, riusciamo a scorgere la serie di palazzoni da 15 piani; il nostro ufficio si trova al decimo piano di uno di questi. Prima di arrivare alla fermata rimango sempre un attimo perplesso nel guardare degli strani cestini messi nello spartitraffico erboso tra le due carreggiate, all’altezza di uno stop. Non è un cestino normale: sembra una rete per catturare le farfalle, tesa orizzontalmente. A vederlo da lontano oltre i vetri dell’autobus, sembra un cestino da centrare al volo passando con la macchina; mi avvicinerò di più e fornirò prove fotografiche.

Il quartiere non è uno splendore e qui, anche nell’evoluto Nord Europa, si vedono sporcizia e immondizie per terra molto spesso. Sembra la versione olandese di un “quartiere popolare” italiano, sebbene in Olanda non siano i condomìni ad essere popolari o meno, bensì gli appartamenti, per evitare la ghettizzazione.
Arrivati alla fermata scendiamo assieme a molti giovani che frequentano una scuola vicina all’ufficio. Noi siamo sicuramente fortunati a lavorare dalle 10 di mattina, ma questi studenti lo sembrano ancor più di noi se ripenso alle levatacce che mi toccavano per arrivare (quasi) puntuale a scuola a Gorizia. Alle dieci meno qualche minuto siamo seduti in ufficio e un primo caffè italiano dà inizio alla giornata. Telefonate ed email in arrivo ne dettano il ritmo e la densità.

Il ritorno, la sera, non differisce molto dall’andata, ma si fa ogni giorno un po’ più interessante con l’aumentare delle ore di luce e della temperatura, perché tra qualche settimana si potrà tornare dal lavoro, fare un giro in bici ed essere a casa con ancora un po’ di luce attorno.
Con il lavoro va ogni giorno meglio, mi sto ambientando e prendendo padronanza dell’argomento, fino a una settimana fa mi sudavano le mani così tanto che pensavo a degli assorbenti con le ali da indossare prima di entrare in ufficio. Ora mi sento molto più a mio agio, anche se deve passare ancora qualche tempo perché io possa sentirmi padrone della situazione, ma sono molto soddisfatto del percorso che sto facendo.

Sembra che con il lento arrivo della primavera (che in olandese si dice de Lente, ironia della sorte?) riprenderanno le visite di parenti ed amici, ma sono lenti anch’essi nelle conferme, quindi attendo qualche giorno prima di scriverne per sapere chi veramente ce la farà ad arrivare a Haarlem. Magari vi do qualche dritta per invogliarvi a passare qualche giorno in Olanda, la primavera è la stagione migliore qui!

|Ste|

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l’idraulico che sapeva troppo

Qualche giorno fa, abbiamo chiamato il landlord (proprietario) per avere una soluzione al problema lavatrice, o meglio al problema del rubinetto della lavatrice. Ho inviato una e-mail venerdì scorso, destinata sia al landlord che, per conoscenza, all’agenzia che ci ha procurato la casa (ed a cui noi abbiamo procurato ovvi introiti).
Fino a lunedì nessuno ha risposto alle mie e-mail, ma il rubinetto sembra funzionare nuovamente e io mi sento in dovere di scrivere una seconda mail, con gli stessi destinatari, per dire che il problema si è risolto da solo. Avanzo anche qualche ipotesi: “ci sarà un rubinetto generale che qualcuno ha chiuso, e ora riaperto, per sbaglio?”. Concludo la mail chiedendo di sapere la reale causa, così da poterci regolare in futuro senza dar noia a nessuno.
Il giorno dopo, la nostra lavandAria prepara tutto per una lavatrice seria, contenta dell’ (apparente) ritorno alla normalità, ma si trova di nuovo a confrontarsi con la spia rossa che segnala l’assenza di acqua. Con evidente e manifesto disappunto.
Riacceso il browser e non trovando alcuna mail né dall’agenzia né dal proprietario, decido di inviare una terza mail, meno cortese e gioviale delle altre, in cui chiedo assistenza ma segnalo anche il mio disappunto per non aver ricevuto alcuna attenzione ai miei solleciti. Nel giro di un’ora entrambi hanno risposto: l’agenzia fornendomi il numero del proprietario e scusandosi per non aver altre soluzioni, il landlord accampando scuse su un immaginario filtro antispam che avrebbe bloccato le mie precedenti emails e promettendo una visita il giovedì successivo.

voragine, porta.

voragine, porta.

Il giovedì sono rimasto a casa dal lavoro nell’attesa di qualche salvatore ed all’una in punto sono arrivati il padrone di casa e il suo idraulico di fiducia. Quasi subito confermano la nostra tesi sulla rottura del rubinetto e mi dicono che sarebbero ritornati in pochi minuti, giusto il tempo di andare in negozio a prendere un rubinetto nuovo. Prima di uscire da casa aprono la botola in fondo alle scale, per controllare che fosse veramente lì la valvola generale dell’acqua. Trovatala, aprono la porta che dà sulla strada, scavalcano la fossa ed escono, chiudendo la porta ma lasciando la voragine spalancata, urlando uno spiritoso “Attenti al buco!”. Appena la porta si è chiusa alle loro spalle ho iniziato a temere per la salute dei nostri vicini di casa che, se fossero rincasati e avessero aperto distrattamente la porta di casa, sarebbero caduti nel buco, lasciando l’intera dentatura sullo scalino in cemento vivo. Così ho fatto la guardia dalla finestra della camera per più di mezz’ora, fino a quando sono tornati i due con il rubinetto nuovo e la pancia piena per il pranzo consumato nel frattempo. Per un attimo mi sono chiesto se loro stessi si sarebbero ricordati della voragine a un passo dalla porta, e così è stato.
L’idraulico inizia presto il suo operato e, visto il lavoro breve e facile, iniziamo a parlare. Quando mi chiede perché sia qui in Olanda, nonostante il clima decisamente peggiore rispetto a quello italiano, gli faccio notare che amo il clima italiano, ma non posso condividere la situazione economica, politica e sociale del bel paese. Lui continua la mia frase aggiungendo “..the president!”, segue un mio sguardo di intesa e lui aggiunge “mhhh…mister Berlusconi“. Io rispondo come al solito, dicendo che alla fine sono gli italiani che lo vogliono e, di conseguenza, quello che si meritano. L’idraulico è addirittura più in là del mio pensiero e solleva dei dubbi sul legame tra quello che gli italiani vogliono e quello che in realtà votano, citando la mafia come principale collaboratore ed elettore dell’italico Presidente del Coniglio.

La riparazione è portata al termine e i due se ne vanno, lasciandomi con un rubinetto perfettamente funzionante cambiato gratuitamente, ma anche con l’amara presa di coscienza del fatto che un idraulico olandese è più informato di un italiano medio sulla politica italiana.

“Tutte scemenze, l’estero è di sinistra”, concluderebbe Mr. B.

|Ste|

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