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A tutta salute

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, cominciano ad arrivare i bilanci definitivi delle tasse dell’anno precedente e i prospetti per l’anno futuro dell’assicurazione sanitaria. Complessivamente una bella batosta, sia per il passato che per il futuro e per il presente, dato che nel primo caso il termine di pagamento è la fine dell’anno in corso.
Mi spiego meglio. Dato che Ste ed io viviamo insieme possiamo richiedere un rimborso unico (zorgtoeslag) sulle spese sanitarie sostenute (da entrambi) durante l’anno precedente e non coperte dall’assicurazione sanitaria.
Il Belastingdienst (l’organo che si occupa di tasse e materie fiscali) restituisce una cifra – generalmente abbastanza alta – in base alla dichiarazione dei richiedenti, in circa 6 mesi. Durante l’anno vengono comunicate le revisioni alla dichiarazione – e quindi alla cifra – e verso la fine dell’anno il Belastingdienst comunica il verdetto definitivo: la restituzione parziale ma sostanziosa della suddetta cifra.
Continuo a non capire perché dare e poi chiedere indietro, anziché attendere qualche mese in più e dare (o non) il rimborso previsto. L’unica motivazione – piuttosto debole – che ho trovato è far girare l’economia: quando ricevi i soldi li spendi, o ne guadagni gli interessi dal versamento in un conto risparmio. Solo nel secondo caso, però, sarà abbastanza semplice restituire la cifra ottenuta in anticipo.

L’assicurazione sanitaria è una questione piuttosto spinosa sia per gli stranieri che per gli stessi olandesi.
Innanzitutto perché è obbligatoria per chiunque risieda nei Paesi Bassi e, tendenzialmente, non copre mai gli effettivi servizi sanitari usufruiti e non. Però, da quello che ne so, ogni nascituro usufruisce dell’assicurazione sanitaria della madre fino alla maggiore età; dal compimento del 18° anno, il/la ragazzo/a deve aprirsi una propria assicurazione sanitaria.
Ogni mese l’agenzia assicurativa preleva una quota dal conto in banca; il premio varia in base al tipo di copertura sanitaria (dalla ‘base’, che prevede i servizi di emergenza ospedaliera ed il medico di base, alla più ‘specializzata’, che include molteplici visite specialistiche) e rimane fisso per tutto l’anno.
Nel caso di esami ospedalieri e/o di acquisto di farmaci prescritti dal medico, al momento non si paga nulla e il conto viene addebitato all’agenzia. In un paio di settimane la compagnia assicurativa comunica l’importo della spesa e che questo verrà aggiunto ed addebitato al conto del mese successivo. Questa procedura è attiva fino al raggiungimento di una spesa annuale (il cosiddetto eigen risico, una franchigia) di 220€; se ci sono delle spese ulteriori, se ne fa carico solamente la compagnia assicurativa.
L’eigen risico può variare di anno in anno previa comunicazione scritta. La nostra breve testimonianza è che in 4 anni ‘assicurati’, l’aumento è stato del 212%! Dato che di tanto in tanto aumenta anche il premio mensile, il risultato è che tutti pagano di più l’assicurazione e chi necessita di poche cure ospedaliere o alcuni farmaci – al di sotto della franchigia annuale -, deve pagarli di tasca propria in aggiunta al premio.
L’ultima comunicazione della mia compagnia assicurativa è il solito prospetto per l’anno prossimo. Fortunatamente non verrà alzato il premio mensile, ma in compenso la franchigia sarà portata a 350€ per tutto il 2013.

|Aria|

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Caro amico ti scrivo… di detrazioni fiscali

Oggi compirebbe 69 anni un grande cantautore e musicista italiano. Oggi, a Bologna, sua amatissima città, si svolgerà il suo funerale.
Mi unisco alla tristezza di tutti gli ammiratori della sua arte e della sua umanità.

Ora parliamo di tasse, detrazioni e rimborsi, o almeno di quello che ne ho capito dopo un paio di incontri con il commercialista olandese.
Innanzitutto, spogliatevi dell’idea che le leggi fiscali non cambino mai: qui, le disposizioni cambiano anche da un anno al successivo. Dimenticatevi della quotidiana lentezza della burocrazia in generale (i non-olandesi più capaci si arrangiano da soli via internet) e anche dei consueti ritardi. Welkom in Holland!
La dichiarazione dei redditi, aangiftebiljet (facoltativa e non necessaria per un single con la stessa entrata per tutto l’anno), va presentata entro aprile per l’anno precedente. Sono necessarie le dichiarazioni complessive dell’anno precedente, jaaropgaaf, del/i datore/i di lavoro ed eventuali spese mediche (solo se non coperte dal tipo di assicurazione).
Se la dichiarazione viene presentata entro i termini previsti, è probabile ricevere parte dell’eventuale rimborso in qualche mese e poi, dilazionato, in altri versamenti.
Generalmente, mantengono i dati della dichiarazione dell’anno precedente anche per il successivo, quindi da gennaio Belastingdienst (praticamente l’Agenzia delle Entrate) inizia a versare il corrispettivo mensile. Se all’inizio dell’anno successivo, a conti fatti, risulta che sono stati rimborsati più soldi del dovuto, il richiedente è tenuto a versare la somma una tantum, oppure rateizzata in 2 o 3 versamenti.
In questo modo al richiedente viene quasi sempre anticipata una somma (personalmente, sul proprio conto bancario), che, però, potrebbe essere parzialmente restituita al Belastingdienst entro lo stesso anno della dichiarazione.

Devo dire che inizialmente ho apprezzato la complessiva velocità di tutta la procedura; certo, dubitavo e tuttora mi domando se non sia meglio elargire rimborsi l’anno seguente, una volta fatti i conti con tutti i documenti. Credo che quello attuale sia un modo di garantire un minimo ciclo di economia, così che coloro che hanno ricevuto un rimborso possano spenderlo. Ma forse è una visione un po’ romantica e la ragione, conoscendo un po’ gli olandesi, dovrebbe essere piuttosto pratica.
E poi, come dice il commercialista: quando devi dei soldi a loro (il Belastingdienst), sanno sempre come trovarti; se invece ti devono dei soldi, è meglio ricordarglielo.

|Aria|

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