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prove tecniche di normalità

Dopo quasi un anno e mezzo dall’ultimo articolo, scritto tra l’altro a quattro mani con Aria, rimetto “piede” in questo polveroso blog, armato di scopa e vernice fresca.
Non che non sia passato di qui per tutto questo tempo, ho cercato di continuare ad esserci per chi faceva delle domande sia sul blog che sulla nostra pagina Facebook, in costante crescita nonostante dall’Italia all’Olanda sia al momento più un museo online che un vero blog. Non ho risposto a tutti, a volte perché le domande erano demenziali, altre perché non ho avuto tempo e costanza. Mi scuso con chi non ha avuto risposta, ringrazio chi è rimasto affettuosamente a seguirci nonostante questa mia lunga assenza.

Il blog è stato aperto nel 2009, al nostro arrivo in Olanda. Per quasi 5 anni abbiamo raccontato la nostra esperienza fatta di scoperte quotidiane e di sfide costanti, delusioni e risalite. Siamo partiti da niente e siamo arrivati ad avere un’indipendenza economica, a comprare una casa per noi due, a condividerla prima con due gatti e poi con due meravigliosi bambini. Abbiamo migliorato di molto la nostra conoscenza della lingua e siamo stati molto impegnati a crescere Mila e Lorenzo, a imparare le procedure olandesi dalla gravidanza fino all’iscrizione alla scuola elementare (che andrebbe fatta tra i 18 e i 24 mesi di età perché la scuola inizia tra i 4 e i 5 anni), passando per ospedali, consultorio e kinderopvang, l’asilo. Tutto questo facendo la cosa più difficile e importante al tempo stesso: imparare a fare i genitori, nel miglior modo possibile.

Considerato ciò, credo sia facile capire come le energie e gli spunti per tenere aggiornato un blog siano diminuite nel tempo, ma sono molto affezionato a questo piccolo spazio sul web, che mi ha permesso di trovare un lavoro e di conoscere, anche di persona, nuovi amici, oltre a permettere ai nostri cari di seguirci quasi quotidianamente e di incoraggiarci nei primi anni lontani da casa.
Così affezionato, che ho deciso – non senza incoraggiamento da parte di Aria – di vincere la mia incostanza e di rimettere mano alla nostra creatura digitale.

In questa nuova fase del blog ci saranno probabilmente meno aggiornamenti sulle nostre quattro vite e più articoli su ciò che accade qui in Olanda, sulle buone idee che vedono la luce attorno a noi e che possono fornire spunti di riflessione, sulle cose che non vanno nemmeno qui, oltre a semplici curiosità. Insomma, un po’ meno diario, un po’ più punto di vista di una famiglia italiana che vive ad Haarlem da tanti anni.
Ho già qualche articolo in mente e cercherò di pubblicare ogni settimana qualcosa, ma se ci sono argomenti di cui vi piacerebbe sapere qualcosa in più, fatecelo sapere e saremo lieti di darvi il nostro punto di vista.

Buona lettura.
|Ste|

In via del tutto eccezionale, in questi giorni le temperature sfiorano i 30° C. Succede così di rado, che molti ne approfittano per sfoderare le piscine e i giochi d’acqua, per raffreddarsi e intrattenere i bambini. Quest’anno ci siamo attrezzati anche noi: un ombrellone, una sedia, un tavolino, tanta crema solare – il sole si fa vedere di rado, ma quando c’è picchia forte – e nonno Ferro a fare da bagnino.

terrazzo attrezzato

Terrazzo in versione estiva, con ombrellone e piscina. E biancheria stesa ad asciugare.

Nonno Ferro in versione bagnino.

Nonno Ferro in versione bagnino.

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Temporaneamente chiusi per crescita gemelli

Care/i lettrici e lettori,

solo chi ha provato a crescere due gemelli può immaginare cosa noi viviamo da un po’, meglio se l’avventura è capitata fuori dalla rete familiare e dal contesto culturale in cui si è cresciuti: ecco, voi sì che capite a cosa mi riferisco.
Chi non ha mai avuto a che fare da vicino con bambini molto piccoli faticherà a capire che tipo di vortice (emotivo e non solo) sia avere due gemelli, ma forse preferisce rimanere ignorante e lo capisco.

Da quando ho ripreso a lavorare l’anno scorso, per me è diventata anche più dura: una corsa costante per il mantenimento di una vita ‘normale’ e sana, che mi portava (e porta) ad arrivare a letto la sera con le ultime energie.
Fortunatamente non sono mai stata sola: ogni dubbio, ogni fatica e tutti i primi sorrisi e gli sguardi dei gemelli li ho condivisi con Ste; e mio padre si è dimostrato un vero nonno di Ferro, oltre a preoccuparsi anche della salute psicofisica dei neo-genitori.

Col passare dei mesi tutto va normalizzandosi, anche se in realtà i bambini, soprattutto piccoli, sono fonte di cambiamento quasi quotidiano per cui un vero equilibrio non credo possa esistere.
Di certo col tempo ci si abitua l’un l’altro e questo crea una sorta di normalità.
Abbiamo scoperto sulla nostra pelle (è proprio il caso di dirlo) che gli asili nido sono un festoso ritrovo di tutti i virus in circolazione dove, subdolamente, vengono ridistribuiti tra i bimbi presenti, che hanno il compito di portarli a casa per affliggere i genitori, dopo essere stati male loro stessi.
Continuiamo a mantenere la nostra italianità nella crescita dei bimbi, sia per l’italiano che parliamo in casa, che per il cibo: per il pranzo dei bimbi optiamo per una buona minestrina di verdure anziché una fetta di pane, margarina e formaggio (il pranzo all’olandese).

1 anno

1 anno

La cosa importante è che i gemelli stanno crescendo sani e sereni, ciascuno con il proprio carattere e le proprie peculiarità, ma entrambi consapevoli dell’altra/o e a volte quasi rassicurati dalla presenza dell’altra/o.
Ormai i gemelli hanno spento (noi per loro in realtà) la prima candelina, anche se sembra ieri che eravamo in ospedale. Come dice eloquentemente Ste: 365 giorni e 365 notti sono passati (e stiamo tutti bene).

Ste ed io ci siamo dati delle priorità e, tolto ovviamente il primo posto riservato ai gemelli, in questa lista figura anche la ripresa del blog; la posizione occupata fa sì che non ci sia ancora stata la possibilità di metterci mano, ma voglio sperare che prima o poi troveremo il tempo anche per questo.
Ringraziamo tutti quelli che continuano a scriverci e ci scusiamo di non riuscire a rispondere.

|Aria Ste|

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piccole radici olandesi

verkochtQuattro anni sono passati, sia per il blog, sia per noi due. Quattro anni lontani dal nostro mondo e dalle profonde radici che fin lì avevamo sviluppato. Partiti con pochi soldi in tasca, nessun aggancio, solo le esperienze di un paio di amici a darci un’idea di quello che ci stava attendendo in Olanda. Da un appartamento vacanze di Amsterdam, affittato per rendere più rilassati i primi giorni, ad un hotel sporco ma economico dove abbiamo pernottato per la settima successiva. Poi i primi scontri con la realtà e le regole locali ai quali è seguito il conseguente e provvidenziale spostamento ad Haarlem, città più piccola e meno ricca di opportunità, ma un po’ meno costosa. Haarlem ci ha accolti in maniera strana ma colorita, in una chiesa sconsacrata negli appartamenti della quale sono state scritte le prime pagine di questo blog.
Dopo i tre mesi passati in chiesa, avremmo potuto tornare all’idea iniziale, alla capitale. E invece siamo rimasti ad Haarlem, mentre cercavamo di capire cosa il destino avesse riservato per noi, aiutandolo non poco con tanta forza di volontà. Tra un mese saranno 4 anni nella casa di Haarlem e oramai l’idea della capitale ha lasciato definitivamente il posto al nostro gioiello sullo Spaarne.

E così, come ci eravamo promessi nell’articolo propositi per l’anno nuovo e dopo aver fatto un rapido conto delle spese di affitto sostenute da febbraio 2009 ad oggi, abbiamo deciso di fare il grande passo: un paio di settimane fa abbiamo firmato il preliminare per l’acquisto di una casa nel capoluogo della provincia di Noord Holland.

Non abbiamo proceduto da soli, ma con l’aiuto (profumatamente pagato) di un’agenzia che si occupa di tutti gli aspetti dell’acquisto: dalla contrattazione del prezzo all’atto notarile, passando per la scelta del mutuo, del perito e dell’interprete (obbligatorio se la conoscenza dell’olandese non è perfetta).

Di sicuro questo è un ottimo momento per acquistare casa, dati i prezzi ai minimi storici. Sfruttando il momento, siamo effettivamente riusciti ad abbassare il prezzo dell’immobile di quasi il 15% in fase di trattativa pre-acquisto.
Una casa tipica olandese, villetta a schiera con soggiorno spazioso e luminoso, giardinetto e tre camere da letto. Orientamento delle finestre principali a Sud, per sfruttare ogni raggio di sole che volesse affacciarsi ai vetri dei serramenti.

La scelta della giusta casa è partita dal quartiere: bella zona residenziale, vicina alla stazione e ad una rinomata via di negozi. Una volta trovata la zona migliore, Aria ha visionato su Funda.nl (principale sito per acquisti e affitti di immobili in Olanda), le possibilità che il quartiere offriva. È stata quindi stilata una lista di circa 40 case che rispondevano più o meno ai nostri desideri. Durante i weekend abbiamo poi guardato insieme tutte le abitazioni, tramite Funda o le brochure, quando disponibili, ed abbiamo fatto un’ulteriore cernita.

Sebbene la selezione fosse stata severa e puntigliosa, alla fine rimanevano ancora quattro o cinque case papabili, ma un open huis ci ha spinti verso una delle residenze in particolare. L’open huis è una giornata, pubblicizzata da agenzie immobiliari, in cui le case in vendita di un determinato quartiere sono aperte al pubblico. I proprietari di casa sono disponibili per un giorno, solitamente il sabato, dalle 9 alle 17, per ricevere visite di possibili compratori, senza appuntamenti. Così abbiamo conosciuto la coppia che viveva nella casa e ora si è spostata a Zwolle. Dall’aspetto alticcio, un grissino lui, il sacchetto dei grissini lei, ci hanno accompagnato attraverso i piani e le stanze della casa.
L’abitazione ci è piaciuta molto fin da subito e in quell’occasione abbiamo potuto conoscere anche la vera padrona di casa: una gatta diciottenne che si godeva il sole sul videoregistratore caldo in soggiorno, che è tuttora l’unica abitante della casa e lo sarà fino al rogito (quando raggiungerà i “genitori” a Zwolle).

Tra l’altro, non siamo soli nel quartiere, ci sono già tre amici italiani che hanno comperato casa a poche centinaia di metri dalla nostra, cosa che lascia presagire la formazione di una little Italy haarlemese.

Sicuramente abbiamo preso un grosso impegno, che ci accompagnerà per moltissimi anni (il mutuo è trentennale), ma che completa le nostre scelte di vita e conferma la bontà delle nostre decisioni prese al tempo; abbiamo raggiunto l’ennesimo traguardo.
Dopo quattro anni piantiamo piccole radici anche qui al nord, destinate a crescere.

|Ste|

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Tanto va la banda al largo

La mia generazione è quella che ha conosciuto durante l’infanzia i primi videogiochi ad uso domestico (vedi post di Ste) e quelli delle sale giochi o degli atrii d’attesa.
Alcuni compagni delle superiori erano particolarmente portati e seguirono le evoluzioni del computer attraverso internet e le sue molteplici attrattive; altri, come me, ne rimasero ‘fuori’ e continuarono a studiare dai libri e a svagarsi con i classici giochi di società.
Intorno ai 20 anni, anche grazie all’università che già muoveva i primi passi nel mondo della telematica, mi costrinsi ad apprendere le ‘tecniche’ necessarie per utilizzare il computer e a familiarizzare con la creazione e/o la gestione di account, posta, forum, bacheche e quant’altro.
Credo che quello si possa definire il momento in cui ho stabilito il primo contatto con il mondo dell’informatica.

Già qualche anno più tardi, grazie al nerd di casa, iniziai ad interessarmi alle molteplici possibilità che internet offriva: l’ascolto di musica, la visione di filmati, tutto su scala virtualmente mondiale.
La tesi che portai all’esame di laurea venne scritta interamente al computer, comprato per l’occasione dal papiño. Ovviamente il sopraccitato nerd si occupò anche dell’impaginazione e della preparazione per la stampa della mia tesi. Ricordo le lotte frequenti con Word, che spostava paragrafi interi da una pagina all’altra, e ricordo che avevo personalizzato l”assistente di Office‘: il mio era il gatto rosso Arturo, con cui parlavo spesso.
Chiari segni di temporaneo squilibrio, lo so; credo siano piuttosto frequenti in coloro che trascorrono molto tempo a scrivere al computer.
Il vero salto di qualità l’ho compiuto trasferendomi in Olanda.
In primo luogo perché ho trovato un Paese informatizzato e telematizzato molto più dell’Italia (non ho fonti da citare, ma credo che in Italia la diffusione della linea adsl tra la popolazione sia pari a circa un terzo rispetto a quella nei Paesi Bassi). Per avere un’idea delle cose che si possono fare avendo a disposizione una connessione adsl in Olanda, ecco alcuni esempi: gestire completamente il conto in banca e quello personale di OV-Chipkaart, scaricare documenti ufficiali, acquistare e ricevere a casa biglietti per musei o eventi, cene, vestiti, libri e quant’altro, prenotare un tavolo al ristorante, …
Ho letto che alcune città olandesi (Heerlen, Rotterdam, Arnhem e Leiden) hanno ultimamente reso disponibile una rete wifi libera per tutti, cittadini e visitatori. Questo per rendere le città più attraenti e fruibili da tutti; il progetto prevede che presto venga installata la connessione wifi anche ad Enschede e Breda.
In secondo luogo (e piuttosto evidente!), il mio arrivo in Olanda è praticamente coinciso con l’attività di blogger.
Sono quindi diventata un’utente e usufruitrice quotidiana della rete, come buona parte dei miei coetanei.

|Aria|

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grazie al blog

Non è un post auto celebrativo. Non una celebrazione fine a se stessa, perlomeno.

Siamo arrivati alle soglie del post numero 300 (questo è il 297esimo), tre anni e mezzo qui in Olanda, altrettanti con questo blog.
Ci sono stati momenti in cui siamo stati più attivi, altri meno (soprattutto io, la costanza di Aria è più rinomata), ma almeno una volta al giorno tra noi ne abbiamo parlato: per una mail arrivata da un lettore, per un’idea da trasformare in post, per le parole chiave (talvolta buffe) con cui i motori di ricerca hanno portato degli internauti sulle nostre pagine.
Divenuto parte della famiglia, compagno della nostra avventura. Pensate che esiste addirittura un libro, con tiratura 4 copie, stampato nel giugno dello scorso anno, dove ci sono tutti gli articoli da marzo 2009 a giugno 2011, un’edizione super limitata per i nonni che non sono connessi alla rete, una copia è finita addirittura sull’altra sponda del Mediterraneo, in Tunisia da una cara amica di Aria.

Abbiamo conosciuto tanti amici tramite questo diario online, molti hanno chiesto informazioni cercando ispirazione e conferme per tentare una fuga come la nostra, altri ci hanno chiesto informazioni pratiche per visitare il paese, qualcuno è addirittura passato dalle email ai fatti ed è venuto a trovarci, per qualche giorno di vacanza o per rimanere qui.
E, grazie a questo blog, c’è anche stata qualche opportunità concreta che mi ha coinvolto di recente. Non un vero lavoro, ma una seconda occupazione che richiede poche ore alla settimana, però molto interessante. Siamo stati contattati da un sito olandese, per la gestione dei social network collegati ad esso. Dopo un breve scambio di email, sono stato io il prescelto, perché ho più esperienza con Facebook e Twitter.

Si tratta di pubblicare degli status sulla pagina Facebook e moderarne i commenti, rimuovendo quelli offensivi, inopportuni o volgari e pubblicare dei tweet, oltre a rispondere ad eventuali domande o “retweet“. Non male, perché mi permette di esplorare un campo che in qualche modo mi incuriosisce, oltre a costringermi alla ricerca di notizie interessanti e nuove sull’Olanda. Di cui, tempo permettendo soprattutto nel prossimo periodo, potranno giovare anche il blog e le nostre visite in giro per il Paese, visto che, tra l’altro, mi è stata data la possibilità di richiedere biglietti omaggio per visitare musei o attrazioni per poi recensirli. Non una grossa entrata mensile, ma un’ottima occasione per collaborare con una vera azienda olandese, in un settore interessante e.. non si sa mai che da cosa non nasca cosa.

Approfitto di questo articolo per augurare tutto il bene a Diego, che da meno di una settimana ha lasciato la capitale italiana per avvicinarsi a quella olandese. Anche lui nella chiesa, dove tutto iniziò per noi.

Prima di concludere, vi segnalo una ricerca delle Nazioni Unite, la prima ricerca sulla felicità delle popolazioni mondiali. I risultati premiano il nord Europa: Danimarca, Finlandia e Norvegia sul podio, l’Olanda è al quarto posto, mentre l’Italia si ferma alla posizione numero 26. L’intera documentazione sulla ricerca, in inglese, si trova qui.

|Ste|

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Un’estate olandese

Erano altri tempi quando le vacanze duravano settimane, per i più fortunati mesi. Io stessa ne ho ricordi vaghi, per cui di sicuro era una dozzina (ventina?) di anni fa almeno. Negli ultimi 15 anni hanno cambiato nome, ferie, e sono diventati dei periodi di qualche giorno: un paio, 3-4 se aggiunti ad un fine settimana o ad un ponte festivo, una decina se inseriti a cavallo tra 2 fine settimana.
Le località prescelte rimangono dipendenti da mezzi a disposizione per il viaggio (non solo economici) e da gusti e preferenze personali.
Adattandoci alla nuova tendenza, anche noi abbiamo deciso di trascorrere parte delle ferie in loco e vivere un’estate olandese.

Abbiamo ricevuto la visita di una ‘famiglia lettrice’ del blog (se anche la simpatica e giocosa Keira potesse parlare..), che vince anche il primo premio (di fama, s’intende!), per la provenienza regionale: la stessa dalla quale proveniamo Ste ed io. Incredibile, diranno quelli al di fuori del Friuli – Venezia Giulia, che in una regione così piccola (poco più di 1 milione e 200 mila abitanti al 31/12/2011, secondo Wikipedia), non ci si conosca tutti?!? E non è ancora più bizzarro che l’incontro avvenga a più di 1200 km dalla regione in questione, per di più tramite un blog?!?
Ebbene, è successo davvero ed è stato un vero piacere incontrare un’intera famiglia così entusiasta dell’Olanda e dei viaggi e così vicina a noi nelle origini.
Con loro siamo stati alla Jopenkerk, un posto ‘obbligatorio’ per gli amanti della birra, almeno per vedere le quasi 2 pagine dedicate ai tipi di birra che producono artigianalmente.

Ho applicato il detto olandese: twee vliegen met één klap krijgen (letteralmente prendere 2 mosche con una manata, più conosciuto con i comuni piccioni e fava) e ho mostrato al papiño l’Openbare Bibliotheek di Amsterdam durante un incontro con la nostra amica Marijke, interessantissimo e piacevole come sempre.
La Biblioteca, inaugurata in quella sede circa 5 anni fa, si trova vicino alla Centraal Station di Amsterdam e si innalza per 7 piani enormi, 6 dei quali zeppi di postazioni di studio/internet, libri, cd, dvd, riviste di tutti i tipi ed in differenti lingue.
Il 7° piano è riservato alla caffetteria/ristorante self service, con terrazza che affaccia sulla città. Bellissimo.

Ad Haarlem, stanno apportando le ultime tecnologie al parcheggio sotterraneo delle bici davanti alla stazione dei treni.
Dato che già ora, che il parcheggio retrostante non è ancora terminato, la quantità di posti bici porta il parcheggio ad essere il più grande in Europa, la società che si occupa delle stazioni e della rete ferroviaria ha indetto un concorso per trovarne il nome. Una commissione di tutto rispetto della società interessata, del Comune e del Sindacato dei Ciclisti deciderà a chi dare in premio… una omafiets nuova, naturalmente!

|Aria|

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3 anni

I più avranno pensato che Ste ed io ce la stiamo spassando in qualche meravigliosa isola al caldo; l’idea è indubbiamente allettante, ma non è la verità.
Anzi, in realtà ci siamo concessi una breve vacanza in Tunisia, ma poi siamo rientrati nella realtà nordeuropea e fatichiamo a riprendere il ritmo.

Nel frattempo, però, c’è stato un anniversario importante: i 3 anni di questo blog (e di conseguenza della nostra avventura olandese).
Questa volta abbiamo deciso di celebrare l’occasione, riassumendo brevemente i numeri di questi primi anni di racconti.

2009
Visitatori totali: 13.065
Articoli più letti: la luna nera, 10.000 volte grazie

2010
Visitatori totali: 10.765
Articoli più letti: elezioni olandesi, italiani in fuga

2011
Visitatori totali: 17.301
Articoli più letti: referendum 2011, turisti e coffeeshop

|Aria|

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