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Le attività di inizio anno

Felice anno a tutte/i!

Sopravvissuta alle detonazioni e ai nostri parchi festeggiamenti di saluto al nuovo anno, il primo giorno dell’anno sono uscita a fare una breve passeggiata e ho notato molti alberi di Natale dismessi per strada. Vero che il 1° gennaio segna la fine delle feste natalizie, ma che peccato vedere tutti quegli alberi senza radici buttati sul marciapiedi o per strada!
Fortunatamente ho trovato sul sito del Comune di Haarlem un’iniziativa molto carina ed ecologica: la raccolta e consegna degli alberi di Natale (Kerstbomenactie) da parte dei bambini e ragazzi fino a 15 anni.
Il 4 e l’11 gennaio i bambini e i ragazzi fino a 15 anni possono portare tutti gli alberi di Natale dismessi che si trovano in città in diversi punti di raccolta; in entrambe le occasioni vengono dati 0,40€ per ogni albero consegnato. Inoltre è previsto un premio di 500€ ad estrazione per una delle classi che partecipa all’iniziativa, da destinare ad un’escursione o in beneficenza.
L’11 gennaio, giorno della chiusura, vengono dati ulteriori premi.
I maggiori di 16 anni possono portare gli alberi, ma non partecipano all’iniziativa.

Abbiamo scoperto un’altra cosa interessante: è stato nominato lo stadsdichter di Haarlem per il triennio 2017 – 2020.
Lo stadsdichter è il poeta della città. Questa figura esiste dal 2001 nei Paesi Bassi; nasce per volontà di alcune associazioni letterarie e deve la sua origine al Poet Laureate inglese. Questo è una specie di cantore della città: si occupa di scrivere di avvenimenti importanti, feste cittadine, o in occasioni specifiche.
Alla fine dello scorso anno, il Comune di Haarlem ha deciso che la città avrebbe avuto il suo cantore. È stato indetto un concorso e tra i cinque finalisti è stato scelto il vincitore.

|Aria|

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Grraaatis

Questa è la parola più amata dagli olandesi. Grandi e piccini non riescono a resistere: anche se non ne hanno bisogno, devono avere tutto ciò che è gratuito solo perché non lo pagano.
Quando, arrivata qui, i predecessori expat mi fecero notare questa caratteristica, all’inizio pensavo fosse una battuta; poi mi resi conto che erano diverse le persone che me lo indicavano.
Infine, un autunno di qualche anno fa ebbi la schiacciante conferma della magia della parola ‘gratis’.

Dato che nell’inverno precedente si erano verificati diversi disagi coi treni a causa della neve, NS decise di prepararsi tempestivamente alle eventuali nevicate con conseguenti disagi per i passeggeri.
All’inizio dell’autunno, previa consistente campagna informativa, NS organizzò nelle più grandi stazioni dei punti di informazione e di ristoro per i passeggeri in attesa del proprio treno (episodio raccontato interamente nel post prove tecniche d’inverno).
Nonostante non facesse freddo ed i treni non fossero molto in ritardo, i punti di ristoro, che fornivano gratuitamente bevande e zuppe calde, erano pieni di gente.

Con il tempo e con le diverse occasioni che mi sono capitate ho potuto notare anche un altro aspetto del concetto di gratuità. Non è solamente qualcosa di cui approfittare, ma è costume che venga accettato.
La maggior parte delle volte in cui mi hanno offerto qualcosa gratuitamente ho rifiutato. Tutte le volte si è dipinto lo stupore sul viso dell’offerente, talvolta accompagnato da un’espressione di rimprovero (per intenderci, simile a quella dei genitori quando i figli piccoli non ringraziano dopo aver ricevuto il biscotto).

Se l’integrazione con la cultura e il posto in cui vivi si misura anche nei piccoli gesti, devo constatare che il mio amato Ste si sta ‘olandesizzando’.
I primi segni della conversione li notai qualche tempo fa quando, di ritorno dalla spesa al supermercato, Ste mi fece notare con aria trionfante che approfittando di un’offerta aveva comprato 6 o 8 barattolini di mais (circa il doppio dell’acquisto consueto). Gli feci presente che avevamo già del mais a casa e che quindi non era necessario comprarlo; e lui giustamente rispose che l’avremmo sicuramente usato prima della scadenza.
Il ragionamento non fa una piega, ma nella pratica: dove le metti 8+2 (che già c’erano) confezioni di mais? Alla fine con un po’ di costruzioni geometriche, il mais fu sistemato in dispensa.
Successivamente ci sono stati altri episodi del genere fino ad arrivare ad una combo che non lascia dubbi sulla lenta ma inesorabile conversione.

Un giorno di ritorno dal lavoro, noto in giardino uno scivolo per bambini di quelli di plastica.
Chiedo spiegazioni a Ste, il quale candidamente mi risponde che l’ha trovato su Gratis op te halen (letteralmente da prendere gratis). Alle mie obiezioni sulla quantità di spazio occupata dallo scivolo e sulla reale possibilità per i bambini di utilizzarlo, Ste risponde che non poteva non prenderlo: era gratis!
In effetti i bambini si sono entusiasmati per un po’, hanno giocato con lo scivolo diverse volte (sempre sotto la supervisione di uno di noi, dato che era già abbastanza vissuto al suo arrivo a casa nostra), ma dopo un paio di mesi è rimasto lì, a colorare il giardino.
Ora, dopo qualche mia insistenza, Ste ha smontato lo scivolo e poi lo porteremo in discarica, essendo troppo grande per rientrare nelle immondizie normali.

mobili-in-giardinoQualche settimana fa Ste ed io stavamo parlando di un mobile a scaffali che ci serviva: discutevamo se era preferibile comprarlo, o se Ste poteva costruirlo da solo con gli avanzi di legno che avevamo già a casa.
Un paio di giorni più tardi Ste mi informa che ha accettato una super offerta trovata su un sito, Maarktplaats: qualcuno offre gratis 3 mobili a scaffali di diverse misure. Alla mia domanda di impiego di 2 mobili a scaffali in più, Ste risponde che un secondo mobile possiamo impiegarlo noi ed il terzo lo può dare ad un suo amico.
Non sono molto convinta della spiegazione e ci sto rimuginando su, quando Ste arriva a casa con il primo carico di mobili. Già, perché una volta incontrato il proprietario dei mobili, Ste realizza che sono in tutto 5 mobili e non 3. Ormai lui ha accettato, quindi non può far altro che portarseli tutti a casa.
Una volta sistemati i mobili in giardino, chiedo nuovamente cosa ce ne facciamo dei mobili in eccesso, che ora sono 2 (nel frattempo, visto che è aumentato il numero di mobili complessivo, Ste ha aumentato a 3 i mobili che rimangono a casa nostra).
Ste confida nell’aiuto dei suoi amici, che sicuramente avranno bisogno di un mobile a scaffali, magari anche di due!
Invece, prima ancora che arrivino le loro risposte, il vicino di casa si fa una passeggiata in giardino e chiede a Ste come mai abbiamo così tanti mobili. Quando Ste gli comunica che è in attesa di risposta da parte dei suoi amici, il vicino si fa avanti e chiede se può prendere un mobile; inoltre chiede se, in caso nessuno sia interessato, può prendere anche il secondo mobile.
Ed ecco fatto: noi ci siamo tenuti 3 mobili a cui Ste ha trovato un utilizzo ed il vicino se n’è ritrovati 2 gratis e consegnati in giardino. Non solo: per ringraziarci dei mobili, ci hanno regalato un sacchetto pieno di automobiline di cui Lorenzo e Mila vanno matti!
Un giro di gratuità niente male, eh?!

|Aria|

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Un nuovo inverno olandese

Anche se fai le stesse cose in momenti diversi, la sensazione che ne consegue non è mai la medesima. È un po’ quello che è successo a noi durante il periodo natalizio appena passato.
Per diversi motivi abbiamo scelto di rimanere in Olanda a festeggiare il Natale e l’anno nuovo, per la prima volta da quando ci sono i bimbi. Ovviamente la mancanza di famiglia e amici si fa sentire di più in quel periodo, ma abbiamo cercato di combatterla organizzando il nostro solito ‘Natale aperto‘, invitando i nostri amici (expat come noi) a trascorrere la giornata insieme.
Nonostante non ci fosse un clima natalizio, senza la neve e poco freddo, abbiamo mangiato parecchio (requisito fondamentale per gli italiani all’estero!) e siamo diventati le attrazioni viventi dei bambini: anche loro hanno avuto un menu speciale, che sembra abbiano apprezzato parecchio assieme alla compagnia e ai regali.

Per tutto il mese di dicembre abbiamo atteso che arrivassero il freddo e la neve, ma il Natale, come dicevo, è stato piuttosto tiepido. Allora abbiamo riposto le nostre aspettative sulla fine d’anno.
Anche in quell’occasione abbiamo organizzato una cena con amici, che poi abbiamo ospitato per la notte visto che l’ultimo giorno dell’anno non ci sono treni dalle 20 della sera fino alla mattina successiva.
Siamo stati molto bene, ma devo dire qualcosa riguardo ai fuochi d’artificio.
Partiamo dal presupposto che gli olandesi sono generalmente rispettosi delle regole e della libertà altrui; forse proprio per questo, in alcune e rare situazioni si comportano in modo completamente diverso: due casi su tutti, il koningsdag e l’ultimo dell’anno.
Tralasciando il primo, negli anni ho notato una crescente mania per i botti e i fuochi d’artificio. Se al primo Capodanno in terra olandese mi ero stupita della poca presenza di botti e fuochi, col passare degli anni la sensazione di essere per qualche giorno in mezzo a una guerriglia civile è diventata una realtà.
Generalmente è vietato accendere botti e fuochi prima del 31 dicembre: quest’anno ad Haarlem hanno permesso l’esplosione di botti e fuochi tra le 18 dell’ultimo giorno dell’anno e le 2 della mattina del primo.
Magari fossero stati tutti ligi a quegli orari!
Già qualche giorno prima della fine dell’anno, soprattutto di pomeriggio e sera, si sentivano le esplosioni; ma l’ultimo dell’anno hanno iniziato in tarda mattinata ed è stato un crescendo di scoppi. La sera le finestre di casa che davano sulla strada tremavano ad ogni scoppio e, dopo aver messo i bimbi in camera, ci siamo preoccupati che non riuscissero a dormire, visto il rumore costante e forte.
Con estrema sorpresa ci siamo accorti che non solo i bimbi non risentivano del rumore, ma sembrava fosse per loro quasi meglio di una ninna nanna!

Il 1º dell’anno siamo andati tutti insieme al mare: la giornata era splendida, con sole e vento. Il nostro obiettivo era fare una passeggiata sul lungo mare, mentre quello di quasi tutti i viaggiatori in treno era quello di fare il bagno. Eh già, la tradizione olandese prevede che le persone di tutte le età si tuffino nell’acqua gelata per salutare il nuovo anno (nieuwjaarsduik).
Non credo lo farò mai nella vita, nonostante guardare lo spettacolo sia allegro e divertente.

È bastato aspettare qualche giorno del nuovo anno affinché le temperature scendessero decisamente e l’inverno arrivasse davvero; dicevano che a gennaio ci sarebbero state delle gelate e si sarebbe sentito il vero inverno: si è tutto avverato.

|Aria|

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Ferie italiane

Ho trascorso gli ultimi giorni di ferie a casa, per cercare un po’ di tranquillità anche nella nostra quotidianità.
Siamo stati in ferie in Italia dai parenti per un paio di settimane e Ste ed io abbiamo dovuto scegliere tra molteplici offerte di intrattenimento e custodia dei bimbi che ci sono arrivate da tutti. Ormai anche i nostri amici di vecchia data sono più interessati alle attività e alle conquiste dei nanetti che a noi! O forse sono gli occhi innamorati di mamma (anche papà non scherza..) a sentire parlare dei e vedere i bimbi ovunque..
Ad ogni modo Ste ed io abbiamo trovato il tempo per rivedere un po’ di amici e un po’ di luoghi familiari dove non vediamo l’ora di portare i bimbi quando saranno più grandicelli.

Anche il nostro modo di andare in ferie è cambiato parecchio; non intendo solo la scelta della località: inevitabile, anche considerando che non sono tanti quelli che possono venire a trovarci durante l’anno.
Mi riferisco a quello che cerchi in una vacanza e a quello che ne ottieni.
Fino a quando abbiamo comprato casa un paio di anni fa, la vacanza era per me un’avventura: decidevamo insieme il posto, Ste si occupava dei trasporti e del viaggio e poi andavamo insieme alla scoperta dei luoghi, delle persone, del cibo locale.
Da un paio d’anni per me la vacanza è ricerca di relax innanzitutto; non sono il tipo da stare a non far nulla, però la componente riposo è diventata la base della vacanza alla quale aggiungo qualcosa di bello da fare, magari una gita o leggere un libro, o incontrare un po’ di amici e passare qualche ora in allegria. Non riposo mai quanto vorrei, ma mi sento sempre ricaricata.
Sono certa che le ferie cambieranno ancora, parecchio, in futuro: assecondando l’autonomia dei bimbi scopriremo anche nuovi luoghi insieme, tutti e quattro, finché arriverà il giorno in cui sia Mila che Lorenzo declineranno (se saremo fortunati..) le vacanze insieme a mamma e papà.

All’arrivo all’aeroporto di Amsterdam, abbiamo atteso che scendessero tutti i passeggeri e poi ci siamo infilati nel finger dove generalmente ti fanno trovare il passeggino; del nostro mancava un seggiolino, quello di Lorenzo. Siamo arrivati all’interno dell’aeroporto e, non trovandolo nemmeno lì, abbiamo chiesto alle gentili assistenti di volo dove potessimo recuperare il seggiolino. Loro stavano attendendo il comandante e l’hanno informato della situazione immediatamente; il comandante ci ha chiesto di attenderlo ed è ritornato verso l’aeromobile. È tornato pochi minuti più tardi con il seggiolino in mano e un’aria rassicurante.
Così il rientro a casa è stato quasi divertente! Certo, se non avessimo scelto la compagnia aerea di bandiera olandese credo che non avremmo avuto nulla di cui ridere!

|Aria|

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Temporaneamente chiusi per crescita gemelli

Care/i lettrici e lettori,

solo chi ha provato a crescere due gemelli può immaginare cosa noi viviamo da un po’, meglio se l’avventura è capitata fuori dalla rete familiare e dal contesto culturale in cui si è cresciuti: ecco, voi sì che capite a cosa mi riferisco.
Chi non ha mai avuto a che fare da vicino con bambini molto piccoli faticherà a capire che tipo di vortice (emotivo e non solo) sia avere due gemelli, ma forse preferisce rimanere ignorante e lo capisco.

Da quando ho ripreso a lavorare l’anno scorso, per me è diventata anche più dura: una corsa costante per il mantenimento di una vita ‘normale’ e sana, che mi portava (e porta) ad arrivare a letto la sera con le ultime energie.
Fortunatamente non sono mai stata sola: ogni dubbio, ogni fatica e tutti i primi sorrisi e gli sguardi dei gemelli li ho condivisi con Ste; e mio padre si è dimostrato un vero nonno di Ferro, oltre a preoccuparsi anche della salute psicofisica dei neo-genitori.

Col passare dei mesi tutto va normalizzandosi, anche se in realtà i bambini, soprattutto piccoli, sono fonte di cambiamento quasi quotidiano per cui un vero equilibrio non credo possa esistere.
Di certo col tempo ci si abitua l’un l’altro e questo crea una sorta di normalità.
Abbiamo scoperto sulla nostra pelle (è proprio il caso di dirlo) che gli asili nido sono un festoso ritrovo di tutti i virus in circolazione dove, subdolamente, vengono ridistribuiti tra i bimbi presenti, che hanno il compito di portarli a casa per affliggere i genitori, dopo essere stati male loro stessi.
Continuiamo a mantenere la nostra italianità nella crescita dei bimbi, sia per l’italiano che parliamo in casa, che per il cibo: per il pranzo dei bimbi optiamo per una buona minestrina di verdure anziché una fetta di pane, margarina e formaggio (il pranzo all’olandese).

1 anno

1 anno

La cosa importante è che i gemelli stanno crescendo sani e sereni, ciascuno con il proprio carattere e le proprie peculiarità, ma entrambi consapevoli dell’altra/o e a volte quasi rassicurati dalla presenza dell’altra/o.
Ormai i gemelli hanno spento (noi per loro in realtà) la prima candelina, anche se sembra ieri che eravamo in ospedale. Come dice eloquentemente Ste: 365 giorni e 365 notti sono passati (e stiamo tutti bene).

Ste ed io ci siamo dati delle priorità e, tolto ovviamente il primo posto riservato ai gemelli, in questa lista figura anche la ripresa del blog; la posizione occupata fa sì che non ci sia ancora stata la possibilità di metterci mano, ma voglio sperare che prima o poi troveremo il tempo anche per questo.
Ringraziamo tutti quelli che continuano a scriverci e ci scusiamo di non riuscire a rispondere.

|Aria Ste|

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A misura di bimbo

È davvero incredibile quanto le due piccole pesti stravolgano le nostre vite. Me l’avevano detto che sarebbe successo, ma finché non l’abbiamo provato sulla nostra pelle non ci siamo accorti di quanto la nostra quotidianità sarebbe stata stravolta.
Non vorrei far diventare questo blog uno di quelli da e per mamme (non ne sarei capace e qualcuno potrebbe trovarlo noioso), ma per il momento questa è la mia unica quotidianità, quindi vi dovrete sorbire un po’ di notizie non richieste sul sistema olandese per bimbi piccoli.

Logo Jeugdgezondheidzorg Kennemerland Ho già parlato precedentemente del Consultatiebureau, ma vorrei descriverlo un po’ meglio. Innanzitutto è un sistema nazionale di consultori/ambulatori presenti capillarmente sul territorio (ogni Comune si occupa di finanziare i propri), in cui si possono iscrivere facoltativamente e gratuitamente tutti i neonati. Il consultatiebureau si occupa delle vaccinazioni e genericamente della salute dei bambini da 0 a 4 anni: ad ogni visita i bambini vengono pesati e misurati. Inoltre forniscono assistenza telefonica e telematica per qualsiasi domanda o dubbio riguardo ai bimbi, all’alimentazione, alla salute, …
Il Consultatiebureau non sostituisce l’ospedale né un ambulatorio medico, ma è ottimo per le vaccinazioni e per i consigli pratici che fornisce.
Se i bambini non stanno bene, o hanno bisogno di una visita medica, devono essere portati in prima istanza dal medico curante della madre, che può decidere per una terapia o per una visita specialistica dal pediatra in ospedale.

La scuola non è obbligatoria fino ai 5 anni, ma si può decidere di portare i bimbi in un asilo (kinderopvang), o da una bambinaia (gastouder) dai 3 mesi in poi. Entrambe le possibilità devono essere valutate in anticipo perché si deve poi valutare con l’asilo o la bambinaia le rispettive disponibilità.
La differenza sostanziale tra le due opzioni è che la gastouder riceve i bimbi a casa propria e devono essere corredati di pannolini, latte o pappe e tutto quello di cui possono avere bisogno durante la permanenza; l’asilo richiede invece solamente il latte. Inoltre, è entrata da poco in vigore una normativa che prevede che una bambinaia (che generalmente tiene fino a 4 bambini insieme) non possa tenere contemporaneamente più di un bambino al di sotto dell’anno di età, quindi nel caso di gemelli non può essere opzionabile.
La maggior parte degli asili non chiude per le vacanze estive o invernali, ma semplicemente nei giorni festivi e il sabato.
Se i bambini frequentano l’asilo, o vanno da una bambinaia, è possibile chiedere un rimborso delle spese (piuttosto alte) al Belastingdienst (l’ufficio delle tasse), che è proporzionale a quanto sono occupati i genitori: più lavorano, più il rimborso è alto.
È previsto anche un altro piccolo rimborso (kinderbijslag) che viene versato trimestralmente per ciascun bambino fino alla maggiore età. È un contributo dello Stato alla crescita del bambino, che viene aumentato ogni sei anni.
La scuola elementare (basisonderwijs) dura dai 4-6 anni del bambino fino generalmente ai 12 ed è gratuita. Ma credo che di questo parlerò decisamente più avanti.

|Aria|

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Due per due

Ciao a tutti.
Dopo mesi di assenza, provo a riprendere un po’ il filo del discorso.

Da quando ero manifestamente incinta la maggior parte delle persone mi diceva che avere due gemelli eterozigoti e un maschio e una femmina in una volta sola era un sogno che si avverava, una benedizione. In effetti, in giro non vedo frequentemente passeggini per gemelli né gli stessi di due generi diversi; ma ora intuisco che il motivo potrebbe trovarsi nella stanchezza e nella necessità di riposo dei genitori.
I racconti di esperienze di coppie conoscenti di amici e parenti non sono molto rassicuranti: parlano di una ripresa della vita sociale (anche minima, feste e uscite più lunghe non possono nemmeno essere nominate!) non prima dell’anno e mezzo di età dei due nanetti.
Vedremo.. Per ora, il sonno è una costante poco presente nella vita di Ste e mia.
Intendiamoci, i pupi sono anche bravi, ma sono semplicemente due! Se una piange, c’è spesso la possibilità che l’altro si svegli e inizi a sua volta a farsi sentire (guarda caso proprio quando l’altra ha smesso..).

Essendo nati prematuri, hanno ricevuto più attenzioni e controlli rispetto ai bambini nati a termine, proprio per monitorare il loro sviluppo; potrebbero impiegare un po’ più tempo dei bimbi nati a termine a sviluppare atteggiamenti e movenze tipici della loro età.
Quando sono arrivati a casa, festoni a parte che Ste aveva diligentemente appeso durante la mia notte trascorsa in ospedale, la loro stanza (dove hanno trascorso qualche settimana) è diventata un’infermeria e noi degli impacciati infermieri: dovevano mangiare 7 volte al giorno, dovevamo controllare la pipì e la temperatura prima di ogni pasto e anche il peso ogni settimana.
Poi, piuttosto velocemente, con l’acquisizione costante di peso di entrambi e la proliferazione di doppimenti e frappette di ciccia, abbiamo iniziato a rilassarci un po’, anche se siamo tenuti costantemente in allenamento dall’altra squadra, quella dei ‘cattivi’.
Già, Ste ed io abbiamo notato che i nostri bimbi sono piuttosto organizzati: si mettono d’accordo a nostra insaputa per scatenare il delirio ad un’ora precisa, meglio se in quel momento uno dei due genitori è solo a casa, oppure nel cuore della notte per vedere se in effetti i genitori siano in forma.
Noi della squadra dei ‘buoni’ ci siamo dati dei turni di veglia alternati, così da poterci permettere qualche ora di sonno continuativa: Ste ha quello della notte ed io della mattina presto. Al cambio turno ci informiamo sulle poche cose necessarie e gli cedo il letto a malincuore.
Tutti, dal personale in ospedale a quello del Consultatie Bureau, dai nostri amici a persone che hanno un’esperienza similare alla nostra, tutti si complimentano con noi per l’organizzazione con cui gestiamo la non facile quotidianità e per quanto bene stiano crescendo i pupi, ma nessuno spende una parola sui due stravolti genitori!
Per fortuna possiamo contare sull’aiuto quotidiano del papiño-nonno Ferro e su quello concentrato dei parenti e degli amici che ci vengono a trovare: abbiamo il tutto esaurito fino a ferragosto!

Per la questione burocratica, ho un paio di note da fare.
Come in Italia nemmeno nei Paesi Bassi esiste lo ius soli di primo grado: Mila e Lorenzo saranno cittadini italiani almeno fino al loro diciottesimo compleanno. Esiste però lo ius sanguinis di secondo grado, per cui se Mila e/o Lorenzo avranno dei figli nei Paesi Bassi, i miei nipoti saranno cittadini olandesi fin dalla nascita.
Pochi mesi prima della nascita Ste ed io ci siamo recati in Comune per riconoscere i nascituri (erkenning en ouderlijk gezag) e, qualche giorno più tardi (entro 3 lavorativi comunque), Ste si è nuovamente recato in Comune per gli atti di nascita (geboorteaangifte). Entrambe le operazioni sono durate non più di una decina di minuti e ne siamo usciti con i documenti in mano.
Al momento di richiedere la registrazione dei bimbi presso il Consolato italiano, Ste ha verificato sul loro sito quali fossero i documenti richiesti e li ha portati personalmente; gli hanno risposto che i documenti non erano gli originali e che erano sbagliati. Allora Ste si è recato in Comune a farsi fare degli altri atti di nascita, internazionali come da richiesta, e li ha portati personalmente (di nuovo!) al Consolato, dove si è sentito rispondere che i documenti stavolta andavano bene e che gli atti del Consolato avrebbero potuto (!) essere pronti in 2-3 settimane.
Si sa, in estate col caldo che fa, non è facile produrre dei documenti..

|Aria|

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