Temporaneamente chiusi per crescita gemelli

Care/i lettrici e lettori,

solo chi ha provato a crescere due gemelli può immaginare cosa noi viviamo da un po’, meglio se l’avventura è capitata fuori dalla rete familiare e dal contesto culturale in cui si è cresciuti: ecco, voi sì che capite a cosa mi riferisco.
Chi non ha mai avuto a che fare da vicino con bambini molto piccoli faticherà a capire che tipo di vortice (emotivo e non solo) sia avere due gemelli, ma forse preferisce rimanere ignorante e lo capisco.

Da quando ho ripreso a lavorare l’anno scorso, per me è diventata anche più dura: una corsa costante per il mantenimento di una vita ‘normale’ e sana, che mi portava (e porta) ad arrivare a letto la sera con le ultime energie.
Fortunatamente non sono mai stata sola: ogni dubbio, ogni fatica e tutti i primi sorrisi e gli sguardi dei gemelli li ho condivisi con Ste; e mio padre si è dimostrato un vero nonno di Ferro, oltre a preoccuparsi anche della salute psicofisica dei neo-genitori.

Col passare dei mesi tutto va normalizzandosi, anche se in realtà i bambini, soprattutto piccoli, sono fonte di cambiamento quasi quotidiano per cui un vero equilibrio non credo possa esistere.
Di certo col tempo ci si abitua l’un l’altro e questo crea una sorta di normalità.
Abbiamo scoperto sulla nostra pelle (è proprio il caso di dirlo) che gli asili nido sono un festoso ritrovo di tutti i virus in circolazione dove, subdolamente, vengono ridistribuiti tra i bimbi presenti, che hanno il compito di portarli a casa per affliggere i genitori, dopo essere stati male loro stessi.
Continuiamo a mantenere la nostra italianità nella crescita dei bimbi, sia per l’italiano che parliamo in casa, che per il cibo: per il pranzo dei bimbi optiamo per una buona minestrina di verdure anziché una fetta di pane, margarina e formaggio (il pranzo all’olandese).

1 anno

1 anno

La cosa importante è che i gemelli stanno crescendo sani e sereni, ciascuno con il proprio carattere e le proprie peculiarità, ma entrambi consapevoli dell’altra/o e a volte quasi rassicurati dalla presenza dell’altra/o.
Ormai i gemelli hanno spento (noi per loro in realtà) la prima candelina, anche se sembra ieri che eravamo in ospedale. Come dice eloquentemente Ste: 365 giorni e 365 notti sono passati (e stiamo tutti bene).

Ste ed io ci siamo dati delle priorità e, tolto ovviamente il primo posto riservato ai gemelli, in questa lista figura anche la ripresa del blog; la posizione occupata fa sì che non ci sia ancora stata la possibilità di metterci mano, ma voglio sperare che prima o poi troveremo il tempo anche per questo.
Ringraziamo tutti quelli che continuano a scriverci e ci scusiamo di non riuscire a rispondere.

|Aria Ste|

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