Elezioni comunali 2014

Nei Paesi Bassi, ogni 4 anni si tengono le elezioni comunali (gemeenteraden); dato che quest’anno sarebbero coincise con il Mercoledì delle Ceneri (lo scorso 5 marzo), sono state posticipate al 19 marzo.
Nella stessa data nei Comuni più grandi si vota anche per le singole municipalità.

Quattro anni fa non andai a votare perché mi sentivo ancora troppo ‘straniera’ per sapere chi e quale partito avrebbe fatto davvero il bene della città; quest’anno, però, ho deciso di sentirmi più haarlemese e di votare per la mia città: in definitiva ormai posso considerarla tale, dopo 5 anni passati qui e l’acquisto della casa lo scorso anno.
Non parlando ancora fluentemente la lingua (lo so, ormai dovrei tenere lezioni di italiano in olandese..), ho dovuto documentarmi sulle modalità di voto e sui diversi punti di forza dei partiti che si erano presentati (mi è molto più facile leggere l’olandese che parlarlo).
Sapevo che le elezioni si sarebbero tenute in un unico giorno e un po’ ovunque (scuole, centri di ritrovo dei quartieri, stazioni NS, ogni locale pubblico praticamente). Nella parte anteriore del foglio esplicativo, del tutto simile alla lista dei candidati, che ci è arrivato a casa, erano indicati tutti i posti della città dove si poteva andare a votare dalle 7:30 alle 21:00.
Tra i vari siti da cui ho preso le informazioni, ho trovato che per legge almeno il 25% dei seggi deve essere abilitato ai disabili.

Circa un paio di settimane prima, ad ogni elettore è stato consegnato al proprio indirizzo anche lo stempas (il documento personale di voto), su cui era già presente la delega: se qualcuno avesse voluto mandare qualcun altro a votare al posto suo, avrebbe solo dovuto compilare i dati del delegato sullo stempas e lasciare che questo si presentasse con il proprio documento di identità presso il seggio.
La questione rimaneva a chi dare il voto.
Fortunatamente a Ste è stato consigliato un sito per verificare le posizioni dei vari partiti riguardo a questioni inerenti economia, cultura, ambiente, assistenza sociale nell’intera città e in alcune aree specifiche. Il sito proponeva 30 quesiti a cui rispondere, dopo aver scelto la città ed il quartiere di appartenenza, ed alla fine indicava in un semplice grafico la posizione dell’elettore rispetto ai singoli partiti.
Inoltre, permetteva anche di verificare cosa avesse risposto il singolo partito riguardo ad un quesito in particolare.
Ho risposto a tutte le domande e, con un po’ di sorpresa, mi sono ritrovata molto vicina all’Ouderenpartij, ovvero al partito degli anziani.
Ovviamente, il sito dava un’indicazione di voto ed io, non considerandomi poi così anziana, ho deciso di non seguirla.

Il giorno successivo alle elezioni, i vari risultati erano già noti: sia ad Amsterdam che ad Haarlem hanno vinto i D66, che sarebbero i democratici di centro.
Dopo una lunga tradizione di sinistra in entrambe le città, hanno quindi vinto quelli di centro.
I Paesi Bassi ci hanno già abituato a cambiamenti repentini di tradizioni politiche; anzi, per dirla meglio, gli elettori sono abituati a cambiare i propri governanti se questi non soddisfano le promesse per cui sono stati votati.

|Aria|

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