disoccupazione 2014

Ho cancellato gli ultimi files dal PC e inviato le email ai contatti presso i vari fornitori, per avvisarli che il mio indirizzo non sarebbe stato più valido.
Scrivania dell’ufficio e desktop del PC sono sincronizzati: tutto vuoto, anche i cestini, quello reale e quello virtuale.
Sgancio e lascio sul tavolo le 3 chiavi dell’ufficio, riscoprendo il portachiavi leggero, mentre un uomo ormai provato da troppi anni di convivenza con se stesso ripete frasi di circostanza, che scivolano addosso a chi lo conosce bene.
Saluto i due colleghi rimasti in servizio e chiudo la porta alle mie spalle, mi stupisco della mia maturità (civiltà? stupidità?), quando rinuncio a sputare sulla nuovissima auto da quasi sessantamila Euro, comprata dal titolare coi soldi di una società che licenzia dipendenti per problemi economici.
Ora sento leggero anche me, per qualche istante penso di aver dimenticato qualcosa in ufficio e invece realizzo di essermi liberato di un grosso peso.
La mente viaggia veloce e subito si pone il problema del futuro, ma altrettanto velocemente giungo alla conclusione che non meritavo di spendere ancora del tempo per far ingrassare lui. Trovarsi senza lavoro non è mai facile, ma mi sento positivo. Inoltre non è l’unico lavoro che ho, ne conservo ancora uno di poche ore a settimana che però continua a darmi le sue soddisfazioni.

La fine del rapporto lavorativo è stata un processo piuttosto lungo che merita qualche riga su questo blog, per chi si trovasse nella mia situazione, o per chi semplicemente volesse sapere come funzionano le cose qui oggi.

uwvEssendo il mio contratto a tempo indeterminato, il titolare ha dovuto richiedere all’UWV, l’ente che si occupa di pagare le persone in malattia e quelle in disoccupazione, il permesso per licenziare. È partito un procedimento durato circa 3 mesi e mezzo, durante il quale l’azienda dà le motivazioni, economiche in questo caso, per le quali richiede il licenziamento, mentre il lavoratore, se vuole evitare il licenziamento, deve dimostrare che non ci sono i presupposti per interrompere la collaborazione (quindi, in questo caso, che mancano i motivi economici, o che non viene rispettato il corretto ordine di licenziamento all’interno dell’azienda).
Nonostante le mie pronte risposte, per le quali mi sono iscritto anche al sindacato FNV, dal quale ho avuto quasi subito una consulenza, l’UWV ha dato ragione al titolare, accettando la sua richiesta di licenziare me, ma non è stato della stessa idea per una mia collega che si trovava in una situazione simile alla mia.

FNVLa decisione di UWV, una volta appurata l’effettiva cattiva situazione economica dell’azienda richiedente, si basa sull’unicità o meno della funzione del lavoratore per il quale è richiesto il licenziamento. Se, come nel mio caso, l’azienda è abbastanza piccola da avere solo una persona che si occupa di Acquisti e Logistica, la funzione è quindi unica, e il titolare dichiara di voler rimuoverla (o dichiara di voler prendere lui stesso in mano le funzioni che fino a quel momento spettavano a un dipendente), è libero di farlo, licenziando.
Se, come nel caso della collega, la sua funzione non è unica perché ci sono più lavoratori che la occupano, vale invece la regola “first in, last out”, il primo arrivato è l’ultimo ad andarsene. Essendoci in azienda un’altra persona, più giovane sia di età che di anzianità, con una funzione compatibile con quella della collega (lui è venditore per il mercato olandese, lei per quello italiano, ma sono entrambi venditori), l’UWV non ha concesso il licenziamento.

Non è cambiato moltissimo dal 2011, quando fu Aria a chiedere il sussidio (vedi post) in seguito alla scadenza del contratto, di sicuro però è diminuito il numero dei mesi di disoccupazione: il minimo rimane 3 mesi, mentre il massimo corrisponde ad un mese per anno lavorato (avendo lavorato 3 anni o meno, si ricevono 3 mesi di disoccupazione, avendo lavorato più di 3 anni, si riceve un mese di disoccupazione per ogni anno in cui si è lavorato per almeno 52 giorni).
Le regole per chi riceve il sussidio non sono invece cambiate: rimane l’obbligo di contattare almeno un datore di lavoro a settimana inviando un curriculum, dimostrandosi attivi nella ricerca di lavoro e documentando con report aggiornati tale attività. Se nel 2011 era un work coach in persona a mettersi in contatto con i candidati per verificare come procedesse la ricerca di una nuova occupazione, è ora un computer a prendersi cura di controllare chi riceve il sussidio ed eventualmente stanare i fannulloni.
Il che significa maggiore automatizzazione e riduzione degli sprechi, ma anche che qualche posto di lavoro è stato sacrificato sull’altare della modernizzazione.

Ho deciso che nei primi giorni mi dedicherò a sistemare un po’ di cose a casa, le pareti della camera al primo piano richiedono interventi di manutenzione e questo sembra un ottimo momento per occuparsene.
Nel frattempo mi riorganizzo un po’ le idee e cerco di capire cosa voglio – e posso – fare da grande.
E, naturalmente, aggiornerò più spesso questo blog, trascurato negli ultimi mesi per i motivi citati sopra ed altri di cui parleremo in un secondo momento.

|Ste|

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5 Risposte so far »

  1. 1

    ANNALISA said,

    alla fine cosa ci sta di diverso con ciò che accade in Italia?
    seguo con curiosità da un pò di tempo il vostro blog, speravo che in Olanda andasse meglio, per tutto, compreso il lavoro.
    mi fate capire meglio?
    in bocca al lupo per tutto, comunque!
    ciao Annalisa

    • 2

      Ste said,

      Prima di tutto grazie per il lupo, crepi! :)
      In effetti in periodo di crisi ciò che accade è sostanzialmente lo stesso ovunque: tagli un po’ dappertutto che causano più disoccupazione e meno servizi.
      Premesso che comunque non credo esistano luoghi dove “tutto va meglio che in Italia”, per il momento il lavoro regge meglio in Olanda (disoccupazione dicembre 2013 8,5%, fonte CBS) che in Italia (12,7%, stesso periodo fonte ISTAT), nonostante un fortissimo aumento della disoccupazione in Olanda negli ultimi 6 anni (6,5% nel 2004, 3,8% nel 2008).
      Qui si inizia a parlare di ripresa, non so se sia vero o se sia un modo di convincere i consumatori a spendere, ma te lo saprò dire!

  2. 3

    Maraisa said,

    In bocca al lupo!

  3. 5

    lullary said,

    in culo alla balena allora! :-)


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