La lunga (ri)costruzione

Ci pensavate dispersi tra le macerie di casa? O magari volati all’estero per scampare al caotico e sporco campeggio che fungeva da casa?
Be’, in effetti l’idea di ‘cambiare aria’ per un po’ ci ha molto tentato, ma non avrebbe incontrato il benestare dei nostri rispettivi datori di lavoro e avremmo avuto anche qualche problema di soldi. Però è stata davvero un’esperienza faticosa.
Ora possiamo finalmente dire che i lavori sono conclusi: abbiamo una vera stanza da bagno, un piccolo bagno di servizio e la nostra camera (attualmente vuota) è un po’ più grande. Manca ancora qualche aggiustamento da fare, ma almeno non ospitiamo più a casa gli operai per qualche ora al giorno e l’aspetto complessivo è ritornato quello di una casa.

Ricordo che durante l’ultima breve vacanza italiana, parlando con mia suocera e cercando di rassicurarmi, le ho detto che avere i lavori in casa non sarebbe stato più pesante del trasloco che avevamo affrontato qualche mese prima. Ne ero certa sia per la durata del trasloco (tra un trasporto e l’altro è durato in effetti 2-3 settimane), sia per la fatica che non avremmo dovuto fare mentre gli operai lavoravano (il trasloco è ricaduto perlopiù su di noi, papiño compreso).
Non ho fatto caso al silenzio di Manu e solo più tardi mi ha chiarito perché non avesse commentato. In realtà, lei sapeva meglio di me che lo stress che accompagna i lavori può essere di parecchio superiore a quello di un trasloco per diversi motivi: non puoi decidere quando finiranno del tutto, né le tempistiche effettive dei lavori; nel frattempo sei costretto a vivere in una specie di campeggio con il tetto, che ti rifiuti di pulire visto che il giorno successivo verrà sporcato nuovamente con lo stesso impegno e la stessa precisione.
Solamente quando ci siamo sentite quasi alla fine dei lavori, Manu mi ha confessato che non voleva contrastare il mio ottimismo e che per questo non mi aveva preannunciato le problematiche a cui saremmo andati incontro.
Già, se posso dare un consiglio: non continuate a vivere in casa se dovete fare dei lavori!
E pensare che questo era lo stesso suggerimento che avevamo avuto dal turco..
Nonostante i lavori siano durati più del previsto a causa di una mancata e continua valutazione (diciamo così..) dei lavori nel loro complesso, lui pensava che saremmo stati in ferie per la maggior parte del tempo! Da chiedersi come avremmo potuto pagarlo poi..

Ora posso dire che ne è valsa la pena: dopo aver fatto un vero bagno nella nuova vasca del nostro bagno.
Wow, quando si pensa alle piccole cose che rendono la vita migliore! Era da più di 4 anni che non facevo un bagno a casa mia (a scapito di malintesi, assicuro che ho sempre fatto la doccia in questi anni) ed è stato quasi emozionante, di certo molto rilassante.

Mentre gli operai lavoravano, eravamo obbligati a tenere i gatti chiusi in due stanze separate perché il papiño non poteva tenere d’occhio anche loro. Così abbiamo preso l’abitudine di ‘liberarli’ non appena gli operai se ne andavano, con una piccola differenza però: Hansje può già uscire in cortile, Spenk deve prima conoscere bene la casa.
Nonostante la nostra attenzione, Spenk si è fatto vedere solamente quando gli operai se ne sono andati, dopo che le coperture di scale e pavimento erano state tolte dall’instancabile Ste: Spenk si è presentato mentre cenavamo per fare un giretto indisturbato al piano terra.
Con il passare dei giorni e l’assenza degli operai, Spenk si è fatto coraggio e ogni sera si presenta al piano terra per verificare se ci siano finestre o porte che sono sfuggite al suo controllo.
Siamo portati a pensare che il suo obiettivo principale sia nuovamente la fuga perché più di una volta, aprendo una finestra a ribalta, abbiamo notato il suo sguardo rapito che andava verso la finestra, seguito poi dal suo corpo, inesorabile.
In compenso, ha imparato a dormire con noi. Da qualche settimana Ste ed io condividiamo la stessa stanza con Spenk e, finalmente, ha smesso di dormire nel suo nascondiglio e la sera si acciambella ai piedi del letto.
Abbiamo anche avuto modo di studiare come i due mici di casa si rapportino tra loro. L’entusiasta Hansje cerca di farsi notare dal serio Spenk in ogni modo: se non è sufficiente miagolare o rimbrottare qualcosa, allora gli dà delle zampate senza unghie. Il pazientissimo Spenk si fa ‘picchiare’ per poco: al terzo attacco generalmente si stufa e restituisce tutto quello che ha ricevuto, sempre senza unghie. La cosa stupefacente è che durante queste attività nessuno dei due emetta il minimo suono; se non vedessimo cosa succede, non sapremmo che in effetti Spenk ha sempre la meglio sul piccolo Hans, che, quando si stufa, ci raggiunge per farsi consolare un po’.

Ora che i lavori sono finiti, potremo anche tornare ad una sistemazione più comoda e tranquilla. Vedremo se sarà possibile far dormire insieme i due felini e se potremo lasciarli liberi di girare in casa, mentre noi non siamo presenti.
I ripetuti attentati al mio adorato Ficus beniamina da parte di Hansje e l’esperienza di vita di Spenk, mi fanno temere cosa potrebbe conseguire dalla loro unione, senza un occhio vigile a controllarli.

|Aria|

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1 Response so far »

  1. 1

    samantha said,

    vi capisco. ho avuto lavori in casa per un mese in un gelido gennaio di tre anni fa ad amsterdam…. mi sono trasferita da una amica. poi qui in italia questo luglio e qui non potevo muovermi…. ed ero anche incinta di 8 mesi!! ragazzi ora godetevi la casa che ve la meritate tutta! bacj


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