L’inesorabile Spenk

Al fine di preservare un minimo di tranquillità, durante i lavori Ste ed io siamo andati a trascorrere qualche giorno in Italia, ‘a casa’.
In realtà, lo facciamo per essere accolti come re e regina, per stilare a fatica una lista di appuntamenti per pranzi e cene (con reciproco accordo di ingrassare sanamente di qualche chilo) e per mangiare e degustare tutto quello che di bello offre la nostra terra: l’Isonzo e i suoi snodi, il Carso, i cieli, la strada costiera per Trieste e i panorami.
Per non parlare dell’affetto che tutti mi dimostrano, nonostante siano passati anni e situazioni: una delle mie ‘sorelline’ mi ha fatto la sorpresa di farmi rivedere Ciro, che si è immediatamente offerto di farmi pervenire un paio di bottiglie della sua salsa.
Mi sono commossa più volte rivedendo persone che non vedevo da tempo e mi ha riempito il cuore poter passare un po’ di tempo con loro, anche se la piaga della disoccupazione e della crisi sembra dilagare nella vita di tutti.

La mattina della partenza, stavamo andando all’aeroporto quando ho ricevuto una chiamata da un gentile signore; aveva trovato Henk la sera prima, nei pressi di IJmuiden, una dozzina di chilometri a nord-ovest di Haarlem, e mi chiedeva di andarlo a prendere. Gli ho spiegato la situazione e ho chiesto di portare il gatto all’asilo dove l’avevamo preso: sarei andata a prenderlo al mio ritorno in Olanda.
Sono rimasta per un po’ imbambolata a cercare di realizzare quello che mi avevano appena comunicato, ne ho parlato con Ste, perché la situazione domestica attuale è decisamente un caos e stiamo appena facendo ambientare Hansje, e abbiamo deciso che l’avremmo riportato a casa non appena rientrati.

Al rientro non abbiamo trovato il bagno al piano terra finito, come garantito dal turco una settimana prima, ma almeno il water era utilizzabile ed era già stato montato definitivamente.
La porta che originariamente chiudeva il minuscolo bagno era (ed è) appoggiata agli stipiti alla fine della cucina ed è possibile accedere al bagno comodamente dalla porta che dà sul cortile esterno (fortuna che le giornate sembrano primaverili). Il futuro bagno è provvisto solo della vasca e del water ed è collegato all’acqua solo quest’ultimo; una parte del pavimento è stata cementata, l’altra verrà sistemata la prossima settimana. Dal water c’è una bella vista sulle stanze superiori e posteriori delle case che stanno sulla strada parallela; ora più che in giardino, sembra di stare in campeggio!
La doccia è ancora funzionante al 1° piano, dove inizieranno i lavori una volta terminato il bagno al piano terra.
Il problema della mancanza di biancheria pulita si è ripresentato, anzi, la mia sensibilità ‘tutta femminile’ ha evitato che la questione diventasse più grave, e i miei due uomini hanno risolto allo stesso modo (vedi post precedente): estrarre la lavatrice, adagiata su un carrello, dal casotto di legno in cortile e trasportarla all’interno del futuro bagno, collegarla con acqua ed elettricità ed informarmi con aria trionfante che era perfettamente funzionante.
Mi hanno avvisato di staccare la presa della lavatrice a fine lavaggio stavolta, e non quella generale: l’ultima volta, ho staccato proprio quella, da cui si alimentava anche la caldaia, e il caro Pier se n’è accorto proprio mentre si accingeva a fare la doccia.. fredda!

Ste aveva chiesto ad un’amica che vive qui di prestarci la sua auto per andare a prendere Henk più agevolmente, così, dopo aver pagato il conto dell’asilo che lo aveva ospitato durante la nostra vacanza in Italia, l’abbiamo caricato in auto e siamo tornati a casa. Abbiamo scambiato un po’ di miagolii con lui e, all’arrivo e su consiglio del personale dell’asilo, lo abbiamo messo in una stanza solo per lui, quella deluxe per gli ospiti di riguardo, al 2° piano, facendogli vedere di tanto in tanto Hansje. Ci hanno detto che per Spenk, (Ste gli ha dato questo soprannome), socievole con gli altri gatti e per nulla aggressivo, Hansje potrebbe essere motivo di attaccamento, quindi li abbiamo fatti incontrare.
Spenk è praticamente indifferente alle mille attenzioni che il piccolo Hansje gli riserva, sembra capire che il piccolo è impetuoso e curioso.
L’approccio di Ste e mio nei confronti di Spenk è diverso da un mese e mezzo fa: lo avviciniamo e lo prendiamo in braccio a fatica, a causa della sua resistenza passiva e del suo peso (4-5 chili), e lui si appiattisce al suolo; si lascia accarezzare e, dopo poco, comincia a strisciare lentamente verso una via di fuga, ovvero un qualsiasi nascondiglio da noi.
Secondo me, anche lui è un po’ cambiato; tra una carezza e un’altra gli è anche scappata qualche fusa, ma poi lo spavento ha preso il sopravvento.
Sebbene la sua stazza sia corpulenta, il suo modo di ottenere quello che vuole è la testa.
Infatti, non graffia, non soffia, non morde, ma usa la propria testa come un ariete, per liberare la strada per il suo passaggio.
Nonostante il caos complessivo e l’ulteriore pagamento del rifugio di IJmuiden per il servizio di monitoraggio e consegna dell’inesorabile Spenk all’altro rifugio, siamo proprio contenti di averlo ritrovato!

catsHaveStaff

|Aria|

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