ritrovato fossile di tastiera

Ho trovato la tastiera.

Può andare come scusa? Suvvia, nei traslochi si perdono sempre un sacco di cose, che vengono poi rilasciate nel tempo da scatoloni-scrigno.
Sarò onesto e dirò subito che l’assenza dal blog non è dovuta all’assenza di tastiera, ma è da ricercarsi nel consumo di energie impiegate nel trasloco.

Ora la nostra casa ha preso forma, il computer ha trovato il suo posto su un tavolo del soggiorno e si fanno più frequenti i momenti di tranquillità per poter scrivere.

In questo periodo ho accumulato una serie di notizie e informazioni su siti internet olandesi che hanno destato il mio interesse e vado, tosto tosto, a proporle sul blog.

www.hetregentbijnanooit.nl è un sito sviluppato da un olandese stufo di sentirsi dire dai suoi colleghi che non vanno a lavorare in bici perché piove sempre. Gerard, gestore del sito, lavora 3-4 giorni alla settimana a 18 km da casa, a Nijmegen, nel sud del Paese. Ogni volta che va a lavorare ci va in bicicletta, a prescindere dal clima.

ga toch fietsen!

Sul sito, totalmente in olandese ma facilmente comprensibile (almeno per quanto riguarda le statistiche giornaliere e mensili – si sappia solo che droog significa asciutto e nat bagnato), emerge qualcosa che non ci si sarebbe aspettati, in Olanda: non piove quasi mai (letterale traduzione del nome del sito). O meglio, il nostro paladino Gerard ha preso e prende la pioggia andando al lavoro o tornando a casa in media solo in un’occasione su 10. Le statistiche cominciano ad avere un certo valore, considerata la distanza non indifferente e la frequenza quasi giornaliera con cui i risultati vengono raccolti dal 2008. Il messaggio che ne risulta è “ga toch fietsen“, e suona tipo: muoviti e pedala (può diventare anche “ma va a pedalare”, se detto in tono un po’ arrogante). Oltre alla statistica accompagnata da grafiche non proprio irresistibili, è notevole il messaggio che si vuole dare: Gerard infatti dice e dimostra sulla sua pelle che il clima non è una scusa per usare la macchina al posto della bici. Dice anche che, se tutti usassimo la macchina per andare al lavoro, si avrebbe un traffico insostenibile e si darebbe un pessimo esempio ai giovani, i quali diventerebbero a loro volta degli adulti automobile-dipendenti, rendendo ancora più grave la situazione traffico (gli ingorghi in autostrada sono quotidiani). Qualora la questione educativa non fosse sufficiente, Gerard non esita a insistere sugli altri fattori positivi: ci si mantiene in forma, si protegge l’ambiente da emissioni dannose e, per toccare gli olandesi nell’intimo: si risparmia geld, denaro.
Sul sito affiliato, www.knurft.net si trova anche un’interessante grafico (© Peter Sigmund), che rappresenta le possibilità di prendere la pioggia in Olanda. Sull’ascissa si trova il tempo di permanenza all’aperto, prima in ore (in nero) e poi in giorni (rosso), sull’ordinata invece si trova la probabilità di prendere la pioggia, in percentuale. Le misurazioni sono effettuate a De Bilt, presso Utrecht, al centro dell’Olanda (ma non proprio al centro dei Paesi Bassi) . Effettivamente, una pedalata media casa – lavoro dura meno di mezz’ora (complimenti a Gerard che impiega solo 40 minuti per fare 18km!) e le probabilità di arrivare a destinazione bagnati variano dal 9% al 16% a seconda delle stagioni. Il nostro ciclista di riferimento vive a sud e si bagna un po’ di meno, ma il grafico ne conferma l’esperimento, tutt’ora in corso.

Altro sito che mi ha colpito è www.werkspot.nl, che ha come intento quello di mettere in contatto i proprietari di case e appartamenti con carpentieri, artigiani e idraulici. Il privato che vuole restaurare, sistemare o ampliare casa accede al sito e indica le sue necessità, in maniera precisa ed esauriente, allegando disegni e fotografie. A questo punto le informazioni vengono messe a disposizione dei professionisti, che rispondono velocemente (leggenda narra che si ricevano in media 3 risposte nelle prime 24 ore successive alla richiesta), inviando un preventivo. L’utente riceve così le proposte e può valutarle in base a diversi fattori, quali prezzo o velocità nel completamento del lavoro, ma anche in base alle esperienze di altri utenti. Ogni professionista ha infatti una scheda “social” in cui si possono leggere tutte le segnalazioni e trarre le proprie conclusioni, preferendo un operaio ad un altro.
Proprio come avviene in Italia, infatti, anche qui non è così facile avere risposte veloci e concrete da muratori e artigiani. Di conseguenza, mentre attendiamo da 2 settimane di ricevere il preventivo da un professionista consigliatoci da un’amica, cominciamo a cercare altre strade e questa sembra la più allettante, visto che la concorrenza, come sempre, porta vantaggi per i consumatori.
(update: il servizio esiste da inizio 2015 anche in Italia, con il nome di Instapro)

Terzo argomento di questo succoso post è l’elezione dell’aeroporto di Schiphol (AMS, Amsterdam) a miglior aeroporto europeo 2013 nella categoria “più di 25.000.000 di visitatori all’anno” da parte di ACI Europe, figlia di ACI (Airport Council International). ACI Europe cura gli interessi di 400 aeroporti in 46 Paesi, pari al 90% del traffico europeo, con un totale passeggeri che raggiunge il miliardo di unità.
Una giuria di esperti indipendenti, ha votato lo scalo della capitale olandese come migliore del continente (a pari merito con Heathrow, Londra) perché “offre ottimi servizi e strutture all’avanguardia, senza perdere d’occhio l’ambiente”. Niente da dire, Schiphol è un ottimo aeroporto che usa solo energie rinnovabili, è illuminato a led con sensori di movimento, è enorme da passarci una giornata a visitarne i negozi e la piccola filiale del Rijksmuseum, ma molto facile da girare per i passeggeri, grazie anche alle famose infografiche ad opera dell’architetto olandese Paul Mijksenaar, che ha curato anche quelle dell’aeroporto JFK di New York.
Tuttavia, leggendo i giornali e scambiando qualche parola con colleghi ed amici, ho scoperto che anche Schiphol ha le sue macchie: ai fini di garantire la sicurezza dei voli, è in atto, e si è in parte già consumato, un vero e proprio sterminio di oche, circa 10.000.
I volatili, per la possibilità che finiscano nelle turbine degli aerei, sono la maggiore causa di incidenti in fase di decollo. E sembra che la popolazione delle oche sia aumentata a dismisura negli ultimi anni, rendendo potenzialmente pericoloso il traffico nel grosso scalo nordeuropeo. La causa dell’aumento nel numero dei volatili sembra sia il loro cambio di abitudini: mentre un tempo queste migravano più a nord, ora si fermano nelle piatte terre olandesi. Non sono mancate le proteste degli animalisti, tra cui Marianne Thieme, del Partij van de Dieren, partito per gli animali, che propone alternative quali togliere le coltivazioni di vegetali ricchi di proteine dai campi vicini all’aeroporto e installare dei radar per seguirne la migrazione. Voglio credere sia che si stiano considerando le alternative pacifiche, sia alle voci di corridoio che narrano si sia giunti alla concessione di licenze ai cacciatori per la cattura degli esemplari selvatici. In questo modo, qualche esemplare finirebbe sulla tavola di un olandese anziché essere cremato in un inceneritore.

|Ste|

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: