La vacanza premio e l’inaugurazione

Come anticipato, a gennaio scorso, durante un inverno già molto freddo e apparentemente infinito (in effetti l’impressione si è poi rivelata realtà..), Ste ed io guardavamo i nostri rispettivi ‘pallori’ e bramavamo un po’ di luce, sole e calore. Dovendo pianificare le ferie in anticipo, abbiamo pensato di prenotare una vacanza di una settimana al caldo e al sole di Tenerife, con la speranza di fare magari anche un bagno in mare. Prima di prenotare, consapevoli che avremmo cambiato casa ma completamente all’oscuro di una qualsiasi data, abbiamo considerato che verso la fine di maggio ci saremmo trovati in una situazione abitativa stabile nella casa nuova, o nella vecchia.
Più si avvicinava la data della partenza, più realizzavo che non saremmo riusciti a traslocare una (due) casa intera prima di partire. Ste mi dava avvisi delicati per farmi familiarizzare con l’idea che le tempistiche sarebbero state più lunghe del previsto; sono riuscita a strappargli la promessa che avremmo dormito nella casa nuova prima di partire per la nostra vacanza e l’ha mantenuta.

Siamo partiti con l’idea che lo sforzo più grande sarebbe stato girarsi sull’altro lato per abbronzarsi uniformemente. Di solito non abbiamo questo genere di preferenze, ma questa volta dovevamo recuperare già un paio di settimane di intenso trasbordo di mobili e scatole, quindi la parola d’ordine era relax.
In conclusione non ci siamo smentiti e, presa un po’ di confidenza con le vicinanze del nostro alloggio (trovato grazie a Viviana, madre di Marco, che ritroveremo più tardi), abbiamo noleggiato un’auto e ci siamo lanciati alla scoperta di una parte dell’isola, quando le nuvole e il vento non invitavano a stare in spiaggia.
Viviana ci ha detto che siamo stati un po’ sfortunati con il clima, perché generalemente c’è qualche grado in più e sole tutto il giorno; invece abbiamo trovato ‘solo’ 22°C e, d’accordo, quasi ogni pomeriggio era nuvoloso. Essendo Tenerife un’isola è piuttosto ventosa, soprattutto sulla costa dove ci trovavamo, quindi il fresco percepito era un po’ troppo frizzante per il nostro abbigliamento estivo.

Siamo arrivati quasi in cima al Teide, il vulcano spento, alto più di 3700 metri sul livello del mare: ci siamo trovati sopra le nuvole, anzi le abbiamo superate via via che ci avvicinavamo alla base della teleferica, che abbiamo preso per arrivare quasi in cima. Prima gli sbalzetti nel vuoto della teleferica, quando passava uno dei due snodi tra la base e la cima, poi la mancanza d’ossigeno.. devo dire che se non fosse stato per il panorama (altrettanto mozzafiato), sarei rimasta lassù anche meno!
Scendendo dal Teide abbiamo salutato il Pino gordo (letteralmente pino grasso), il cui diamentro supera gli 8 metri. È davvero enorme!

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Abbiamo girato perlopiù la costa sud-est e sud-ovest dell’isola, alla scoperta di splendidi panorami naturali deturpati da enormi villaggi vacanze e residence da ultimare, o terminati e in vendita.
Con Viviana abbiamo fatto un bel giro dell’isola in giornata, ci ha guidato verso i luoghi più caratteristici: Los Gigantes, Masca, Garachico e Puerto de la Cruz.
Non ci siamo fatti mancare nemmeno un pomeriggio in una piccola SPA, per uscirne con i polpastrelli lessati e una gradevole sensazione di rilassamento fisico.

Al rientro nella freddina e piovosa Olanda, sapevamo che ci aspettavano un trasloco da finire e la festa di inaugurazione della casa da organizzare.
Per la prima parte, il papiño, Ste ed io abbiamo superato noi stessi; per la seconda, oltre al nostro indispensabile apporto, è stato notevole anche quello di Marco, grande amico di Ste, che è venuto a trovarci proprio il giorno prima della festa. Si è improvvisato chef creativo e insieme a Ste ha sfornato una serie di piatti e tartine, che, nonostante le dosi fossero decisamente abbondanti, sono terminati entro la fine del ritrovo.
È stato davvero un bel pomeriggio, con circa una ventina di persone tra amici, colleghi e anche una vicina di casa, che sono passati per un saluto, o sono rimasti più a lungo: ci hanno riempito di doni, fiori e piante e credo che abbiano apprezzato i suddetti manicaretti.
Il giorno successivo, tanto per gradire una domenica primaverile, abbiamo ultimato il trasloco. Ma questa è storia (del post precedente).

|Aria|

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