Giorni, sensazioni e numeri

Anche questo lunedì, come il precedente, è arrivata un’intensa nevicata; sembra che stia diventando l’appuntamento settimanale dell’inverno!
L’ultima neve si è appoggiata su quella precedente che, a causa delle temperature rimaste sotto lo zero, era rimasta ghiacciata ad imbiancare strade, parchi e tetti. Così ora sembra davvero di stare in montagna, se non fosse che siamo nei Paesi Bassi – sotto il livello del mare! -.
Manco a dirlo, NS ha prolungato il suo stato di allarme di giorno in giorno per una settimana; poi ha nevicato di nuovo e subito sono stati diramati gli stessi comunicati riguardanti gli orari ‘modificati’ dei treni, che erano esattamente uguali a quelli della settimana precedente.

Lo scorso lunedì ho scoperto una novità, almeno per me. Stavo ‘leggendo’ il quotidiano gratuito mentre ero inscatolata nella parte d’ingresso del treno (colmo, data la minore quantità di mezzi a causa della neve), quando trovo un articolo che inizia così: Ti senti infelice oggi? Preferiresti stare a letto tutto il giorno nell’attesa che sia presto martedì? Non è così strano. Oggi è conosciuto come il lunedì blu…
Onestamente, credo che chiunque lavori dal lunedì ritenga che questa sia una giornata pesante; penso anche che molti preferirebbero di gran lunga starsene a casa in attesa del martedì, soprattutto in una giornata freddissima, con un manto di neve ghiacchiata che copre tutto. In ogni caso, ho deciso di approfondire l’argomento.
Dal 2005 è stato identificato nel lunedì dell’ultima settimana piena di ogni gennaio il Blue Monday (letteralmente, lunedì blu). Questa giornata è stata definita come la più deprimente dell’anno da Cliff Arnall, un impiegato di un Centro di Educazione Avanzata dell’Università di Cardiff, nel Regno Unito, come risultato di una formula matematica che include diversi fattori tra cui il clima, il tempo trascorso da Natale e dal fallimento dei propositi del nuovo anno (?), una motivazione piuttosto bassa e anche la necessità di agire.
La stessa pagina in cui ho trovato queste informazioni dubitava della scientificità del trattato, portando le critiche di alcuni scienziati.
Io stessa, pur non essendo uno scienziato, ho fatto fatica a tradurre i fattori della suddetta formula; ho anche notato un certo pessimismo, che, proprio per questo, la allontana dalla scienza.

La crisi economica globale ha mietuto le sue vittime anche fra i ciclisti ed il mercato a 2 ruote olandesi.
Nonostante la popolazione complessiva non arrivi a 17 milioni, ogni anno vengono vendute più di 1 milione di biciclette.
Nel 2012 sono state comprate solo 1 milione e poche decine di migliaia di bici, segnando una flessione del 13% sull’anno precedente. Inoltre, i negozi del settore hanno perso una parte dei clienti a causa del proliferare di rivenditori online e dell’economicissimo fai-da-te.
Almeno i ciclisti olandesi possono apprezzare la quasi perfetta percorribilità delle loro piste ciclabili, che sono le prime ad essere pulite dalla neve, prima delle strade e prima addirittura dei marciapiedi!

|Aria|

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1 Response so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Comunque noi espatriati ci diamo da fare a tenere su il mercato; non per consumismo – purtroppo -, ma obbligati da imprese ladresche.


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