Che ne è dei resti?

Nonostante la svolta ‘ciclistica’ olandese verso la fine degli anni ’70 (vedi video sottostante) e il conseguente primato di Stato europeo (apparentemente) meno legato al petrolio, nonostante le loro dimensioni contenute, i Paesi Bassi non si possono definire ecologici né troppo attenti all’ambiente circostante. Inoltre credo rientrino tra i primi Paesi europei più inquinanti; vengono salvati dal vento che, soffiando costantemente e non trovando ostacoli, sparpaglia nel resto d’Europa le emissioni olandesi (vedi articolo).

C’è una sottile differenza tra il rispetto degli spazi – più o meno verdi – comuni e un atteggiamento collettivo profondamente ecologico; lì si trovano la maggioranza degli olandesi.

Più volte mi sono chiesta come funzionasse la raccolta dei rifiuti urbani, non notando contenitori nelle strade per differenziare la spazzatura, né avendo mai visto degli operatori o dei camion impiegati alla raccolta; anzi, una volta vidi un camion adibito alla raccolta di residui differenziati, ma non feci in tempo ad annotarne il nome.
Come sapranno i più affezionati, da poco anche i quartieri di Haarlem sono stati dotati di contenitori sotterranei per la raccolta dei rifiuti indifferenziati delle vicine abitazioni; finora, la raccolta aveva cadenza settimanale e veniva effettuata da giovani e robusti operatori che gettavano i sacchi dai vari punti di raccolta nella parte posteriore del camion che li accompagnava.
Ora, vedremo chi verrà a svuotare i contenitori sotterranei e quando.
Ad Haarlem (a differenza di Amsterdam, da quello che mi dicono, dove i contenitori sono vicini alle abitazioni) i punti di raccolta differenziati – esterni – per plastica, carta e vetro si trovano vicino ai supermercati, o in apposite piazzole comunali.

Altra questione pungente visto l’argomento, sono gli alberi di Natale dismessi.
Per il 4° anno consecutivo, noto questa brutta consuetudine di abbandonare gli alberi (la maggior parte delle volte si tratta di quelli recisi, altre addirittura di quelli in vaso), nei primi giorni dell’anno per strada. Ho dedotto che quelli che li lasciano vicino ai contenitori sotterranei, si aspettino che gli alberi vengano portati via insieme agli altri rifiuti; non so se funzioni, perché vedo ‘dormire’ gli alberi per strada per più qualche giorno.
Cercando in qualche sito, ho scoperto che ogni Comune gestisce a proprio modo la raccolta annuale degli alberi di Natale: per esempio, il Comune di Haarlem organizza due pomeriggi per la raccolta/consegna degli alberi da parte dei ragazzi (fino a 16 anni) in cambio di 0,40€/l’uno; la somma raggiunta viene suddivisa in diversi premi per una lotteria i cui partecipanti sono gli stessi ragazzi.
E cosa se ne fanno i Comuni con tutti gli alberi di Natale dismessi?
Stando al sito del Milieu Centraal (letteralmente la centrale dell’ambiente), un’azienda scientifica che si occupa di ambiente e di ecosostenibilità, gli alberi dismessi non artificiali vengono raccolti e destinati in parte all’incenerimento per produrre energia ed in parte alla produzione di compost e di prodotti per la copertura del terreno e la coltivazione.

|Aria|

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3 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Concordo in pieno con quanto dice Ari: la raccolta differenziata sembra poco o niente incoraggiata nei Paesi Bassi (o almeno ad Haarlem). Com’è scritto nel suo post; da poco abbiamo ricevuto la tessera magnetica per utilizzare i cassonetti collocati sottocasa, quindi non siamo più obbligati a preparare i sacchi la domenica sera. Ottimo!

    Però sui cassonetti c’è scritto chiaro “restafval” (rifiuto, alla lettera); cioè rifiuti indifferenziati: il secco residuo, destinato alla discarica.

    Come può un cittadino attento all’ecologia smaltire le altre frazioni in modo differenziato? Be’; ha qualche problema. Una semplice e pratica procedura è diffusa per le bottiglie in polietilene (PET), insieme alle bottigliette di birra da 33 cL in vetro (ma non di tutte le marche): il sistema a cauzione. Quando si acquista al supermercato uno di questi contenitori si paga una cauzione (da 10 a 25 eurocent); quando si torna al supermercato (non necessariamente lo stesso), introducendo le bottiglie in un marchingegno, se ne ricava uno scontrino pari al valore della cauzione, che viene infine scontato sulla spesa. Perfetto.

    E le altre frazioni? Un po’ più laborioso, in effetti. Per carta, cartone e vetro in genere ci sono altri cassonetti liberi quà e là, ma non molti.

    Per la plastica in genere mi pare di aver visto un unico cassonetto nella zona centrale, ma non so se fosse disponibile per tutti. Utilizzo il condizionale perchè non sono più riuscito a ritrovarlo: forse era un miraggio. Per la frazione umida peggio che andar di notte: zero tondo.
    Non si vedono nemmeno contenitori per pile e farmaci, ma i cestini non mancano e pertanto li utilizzo, in mancanza di indicazioni precise.

    Poco dopo essermi stabilito ad Haarlem ho scaricato la relazione del National Waste Management Plan olandese del 2004 (187 pagine in inglese!) per capirci qualcosa. Confesso che ci ho solo dato una scorsa, almeno per ora. Ma l’entusiasmo del documento mi sembra un tantino eccessivo: i Paesi Bassi abbondano di inceneritori e discariche (camuffate da graziose collinette verdi dei parchi pubblici), tanto che sono stati ben lieti di bruciare i rifiuti di Napoli a pagamento. Senza differenziarli, naturalmente. Anche a Napoli ce l’avrebbero fatta. Credo.

    • 2

      Aria said,

      Come sempre un prezioso intervento, grazie.
      Una piccola correzione alla raccolta di pile e farmaci: le prime vengono raccolte insieme alle bottiglie di plastica o vetro, presso i supermercati; i farmaci scaduti vengono invece raccolti in appositi contenitori nelle farmacie.

  2. 3

    Alice said,

    Ho vissuto in due famiglie olandesi (quattro mesi in una, due nell’altra) e sono rimasta disgustata dal fatto che entrambe buttassero di tutto e di più nel sacco nero (plastica, vetro, carta, organico, pannolini ecc). L’olio avanzato nelle pentole lo rovesciavano direttamente nel lavandino! E non intendo tre gocce, ma una o due tazzine di caffè!
    Che esperienza…


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