Pregiudizio e realtà

Più volte mi è capitato di annotare le differenze tra Italia e Olanda, soprattutto riguardo alla cultura, al costume e al modo di vivere.
È chiaro che il mio modo di vedere le cose era – è – condizionato dalla cultura in cui sono cresciuta, sia italiana che locale (lo stivale è lungo e ogni regione ha le proprie tradizioni), e questo può creare dei pregiudizi.

Per esempio, ho rivisto il mio rispetto nei confronti delle istituzioni, degli uffici: gli impiegati olandesi sono generalmente educati ed efficienti e hanno gli strumenti per fare il loro lavoro; il risultato è che, nonostante le lamentele degli olandesi, la burocrazia è piuttosto veloce ed ‘indolore’.

Gli stipendi in Olanda sono mediamente più alti di quelli italiani (la stessa situazione si riscontra anche nel resto del nord Europa), ma ogni azienda attua le proprie condizioni salariali, basandosi su diversi criteri come la quantità di dipendenti, la tipologia di mercato, la creazione o la modifica di leggi fiscali, …
L’assenza della liquidazione accomuna tutti: in Olanda non è previsto il cosiddetto trattamento di fine rapporto. Di conseguenza, però, non sono previste nemmeno le trattenute sullo stipendio, che viene decurtato di circa un quinto tra tasse e previdenza.
Ho scoperto solo poco tempo fa che l’adeguamento all’inflazione, che generalmente è di poco inferiore al 2% dello stipendio mensile e comincia ad essere accreditato all’inizio dell’anno, non è obbligatorio per legge. Non so se in Italia invece lo sia, di sicuro so già che non lo riceverò per il prossimo anno.
In compenso, l’azienda ci ha fatto gli auguri di buone feste dandoci il consueto bonus di Natale – quasi il 20% di una mensilità – con lo stipendio di dicembre, come sempre anticipato di qualche giorno rispetto agli altri mesi dell’anno.

Nonostante la lontananza, ci teniamo piuttosto informati su quello che succede in Italia; sappiamo che le elezioni sono previste per il 24 febbraio e ci sembra che non ci siano molte – quasi nessuna? – facce nuove tra i candidati al ruolo di primo ministro.
Però questa volta sarebbe possibile delegittimare con il voto popolare quei conclamati delinquenti che, sappiamo per esperienza, si arricchiscono sulle spalle degli onesti; quei risaputi immondi politicanti che si comportano in modo indecente ed inqualificabile.
Questa sarebbe l’occasione anche per fare una bella figura all’estero e per evitare a noi espatriati di vergognarci dell’ennesima scelta impresentabile.

|Aria|

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1 Response so far »

  1. 1

    Diego said,

    Credo il problema in Italia sia nella non-volontà di cambiamento. Le facce saranno le stesse, le ingiustizie anche. Il populismo continuerà ad essere realtà imperante del vivere quotidiano nella nostra penisola, purtroppo.


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