Amsterdam museumnacht 2012

3 novembre 2012, la notte dei musei di Amsterdam.
50 musei aperti dalle 19 alle 2 di notte.

Dal primo inverno qui ne abbiamo sentito parlare, ma non ci siamo mai decisi a comprare i biglietti per partecipare.
Quest’anno ci siamo organizzati meglio e abbiamo seguito i consigli dei locali, accaparrandoci due posti quando mancava quasi una settimana.

museum n-acht

Più che posti, braccialetti. Infatti, al primo museo, il foglio di carta stampato a casa veniva scambiato con un braccialetto di stoffa, di quelli che si possono solo stringere, rendendo impossibile scambiarlo con un’altra persona. Con questo braccialetto si ha accesso a tutti i cinquanta musei, agli eventi all’interno dei musei e a gli after party, presso 9 locali della zona. Per tirar tardi con l’alibi dei musei, una volta tanto.
Tra i musei ci si muove con i mezzi pubblici della capitale, della biancoazzurra GVB: tram, bus e bus notturni erano gratuiti ai possessori di braccialetto dalle 6 del pomeriggio alle 6 della mattina successiva.
Ce n’è per tutti i gusti: dall’immancabile Van Gogh, al museo della borsette, da quello della scienza e della tecnica, fino al museo del cinema, passando per il museo dei tatuaggi e della navigazione.

druktemeter

Davvero tanta gente sui tram e per strada, tanto che dei  colleghi, che vivono dalla nascita nella città, mi hanno raccontato di situazioni di panico per il traffico ciclistico spropositato, complice anche il normale viavai del sabato sera amsterdamese. I braccialetti disponibili, a 17,50 € l’uno, erano questa volta 27.000. La manifestazione è, contrariamente ai consueti eventi della capitale, dedicata perlopiù agli indigeni: siti e brochure sono tutte in olandese, senza spazio per l’inglese, se non in brevi trafiletti introduttivi. Nei musei, tuttavia, tutte le didascalie, i filmati, le guide sono in inglese e olandese.
Gli ultimi biglietti sono stati venduti la mattina del 3 novembre dopo un “tweet-ultimatum” di @n8news, account twitter dell’evento che informava i partecipanti sulle numerosissime opportunità della serata.
Con l’applicazione per smartphone “museumnacht” era addirittura possibile visualizzare il druktemeter degli 8 musei più famosi, ovvero l’affluenza in tempo reale, rappresentata graficamente come nell’immagine a lato. Il Rijksmuseum, nostro primo obiettivo, era così pieno di gente, che la coda per entrare iniziava una via più in là, dopo essersi snodata ordinatamente nella strada adiacente, chiusa per lavori.

Abbiamo così rinunciato alla visita del Rijks, ma poco male perché questo riaprirà i battenti super rinnovato nel 2013, assieme al museo di Van Gogh, che si trova a pochi metri di distanza dal primo, anch’esso chiuso per riaprire in primavera. Ha invece da poco  riaperto lo Stedelijk museum, chiamato “vasca da bagno”, dopo la ristrutturazione in chiave piuttosto moderna di un lato dell’edificio (sul curioso aspetto del museo rinnovato, consiglio questo breve video con sottotitoli in inglese). Anche qui la coda alle 20 era notevole ed abbiamo preferito ritornare in un altro momento.

esibizione all’Hermitage

Abbiamo visitato l’Amsterdam Museum, dove esponeva DNA Amsterdam, una visione storico-statistica sulla capitale e sulle sue particolarità. Sapevate, per esempio, che la città è tuttora chiamata, dai locali, Mokum? Un divertente quadro, nella foto in basso, mostra la rappresentazione di Amsterdam, Mokum appunto, assieme ai principali personaggi che ne hanno fatto la storia. E sapete che il numero dei matrimoni omosessuali tra donne è pari al doppio delle unioni tra uomini? C’era anche questo.

Spettacolare l’Eye, nuovo museo del cinema affacciato sull’Ij, il tratto di “mare” che tocca la stazione sul lato nord. Qui c’è stata l’apertura della museumnacht: dalle 18.30 luci colorate hanno iniziato a riempire la grande sala – auditorium, con DJ set e un’atmosfera niente male. Tema della serata per l’Eye era la suspense, con proiezione dei migliori titoli sul genere, per chiudere con Psyco di Hitchcock, a mezzanotte. Interessante, a mio parere, l’esposizione dal nome Expanded Cinema (all’Eye fino al 3/12), in cui tre artisti – Fiona Tan, Isaac Julien e Yang Fudong – hanno rivisitato il concetto di cinema, proponendo una sorta di terza dimensione: non quella visibile tramite speciali occhiali, ma fatta di diversi schermi e proiettori, che permettono al visitatore di camminare tra di essi. Il filmato muto in bianco e nero di Yang Fudong, Fifth Nights, dura 10 minuti ed è mostrato da 7 punti di vista differenti, contemporaneamente, da 7 differenti schermi disposti uno accanto all’altro. Merita un’occhiata il video seguente, che presenta Expanded Cinema.

Belli, per bambini ma non solo, anche gli eventi all’Artis Zoo, sia all’Aquarium, storico edificio del 1882, dove per l’occasione si poteva visitare una sezione dedicata alla fauna che popola i – torbidi – canali di Amsterdam, sia al Planetarium, dove è possibile simulare un viaggio nello Spazio e, per l’occasione, anche vedere le stelle dal vivo, grazie ai telescopi che di giorno non potrebbero essere utilizzati.
Davvero tantissimi musei, impossibili da visitare tutti. Forse meglio scegliere uno dei 10 percorsi a tema, da 5 musei l’uno, disponibili sul sito e sui depliant. Unico neo, i musei che abbiamo visitato erano piuttosto pieni di visitatori e il clima era più di festa che da museo.
La serata è servita a farci assaggiare i molti musei a portata di mano che Amsterdam offre, tra l’altro è compresa nel costo della museumnacht una visita a uno dei musei entro il 31.12! Credo che lo spenderemo assieme a Ferru per visitare lo Scheepvaartmuseum, museo della navigazione, per la quale gli olandesi sono famosi.

Abbiamo anche fatto un pensierino alla museumkaart, carta musei del costo di 50 €, valida in 400 musei d’Olanda (link alla pagina dei musei su Holland.com).

|Ste|

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2 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Bello bello bello il post di Ste! Complimenti!

    Come si sarà capito, io non ho seguito i ragazzi nell’avventura; infatti ho pensato che se ho tutto il tempo – ogni giorno – per visitare i musei di Amsterdam, non vedo perchè farlo proprio di notte, e con la folla.

    Solo due riflessioni:

    La prima riguarda l’iconografia scelta dall’organizzazione per informare sull’ affollamento dei musei, cioè i pallini bianchi e neri; mi sono chiesto come l’avrei rappresentata come contenuto in vino rosso di un bicchiere [bicchiere = museo; vino rosso = pubblico). Io la vedrei così, non so voi:
    Ferru's Druktemeter
    Quindi con una scelta iconografica opposta a quella olandese, per intenderci.

    Quanto alla rappresentazione di Amsterdam con il familiare (a quanto pare) appellativo ebraico di Mokum, l’immagine lasciva contrasta con la serietà nordica, ma probabilmente è in sintonia con l’immaginario collettivo.

  2. 2

    una bellissima trovata, è bello vedere come basti poco per fare emergere la propria creatività


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