evitare le code all’olandese

Evitare le code. A tutti i livelli.

Il territorio dei Paesi Bassi è già piccolo di suo. Se poi si considera che la maggior parte della popolazione vive nelle province Noord Holland, Zuid Holland e Utrecht, è facilmente comprensibile la formazione di ingorghi dovuti agli spostamenti per raggiungere il lavoro o per tornare a casa. Milioni di persone in movimento più o meno negli stessi momenti, nelle stesse fasce orarie.
La maggior parte inizia a lavorare tra le 8.30 e le 9.30, per finire tra le 16.30 e le 18: questo dà origine ad un intenso traffico di pedoni e ciclisti, ma soprattutto bus, tram, treni e automobili.

Senza un opportuno controllo del traffico, tutti i pendolari si ammassano nei punti nevralgici: i mezzi sulle autostrade, seppure siano spesso spaziose, rallentano fino a fermarsi; gli altri mezzi pubblici ritardano e si riempiono di passeggeri all’inverosimile. Anche una rete di trasporti molto avanzata e funzionale come quella olandese (non si dimentichi la facilità nel costruire strade e ferrovie, dovuta all’assenza di dislivelli!), dimostra i suoi punti deboli se non vengono presi opportuni accorgimenti.

Dal 2005, a questo proposito, entra in vigore il primo sistema che cerca di mettere ordine durante le spitsuren (le ore di punta, volendo tradurlo in italiano).
La prima associazione ad occuparsene è stata Transumo, che si proponeva di trovare il modo di persuadere i pendolari ad evitare le ore di maggiore traffico.

Il caposaldo del metodo Transumo, seguito poi da altri, era “premiare l’utente per qualcosa che lo si vuole far fare, invece che punirlo per non fargli fare qualcosa”.
Si è quindi cercato di trovare un modo per premiare i pendolari che non avessero percorso il tragitto tra casa e lavoro (la mattina) e viceversa (il pomeriggio), durante gli orari di più intenso traffico. Premiarli come? Soldi, ovviamente! GELD!

Il pendolare che decide di partecipare al progetto ne fa richiesta, dà il suo numero di targa all’ente di ricerca e illustra le sue abitudini negli spostamenti quotidiani.
Il pendolare dichiara di percorrere ogni giorno l’autostrada A1 per recarsi al lavoro e per ritornare a casa. Grazie all’utilizzo di apposite telecamere in grado di leggere le targhe, presenti su gran parte della rete autostradale olandese, è possibile tracciare il percorso, completo di frequenza e orari, di ogni macchina circolante. Diventano quindi chiare e verificabili le abitudini del pendolare osservato ed è possibile accertare quante volte alla settimana questo viaggi negli orari di punta sul percorso oggetto dello studio.

Dai controlli risulta effettivamente che l’utente è solito percorrere l’autostrada A1 tra le 7.30 e le 9 del mattino e tra le 17 e le 18.30 la sera per 5 giorni alla settimana. In totale, l’utente analizzato percorre quindi ogni settimana 10 volte quel percorso in orari di punta. Nel mese successivo, l’utente decide di partecipare al progetto e si impegna a non usare l’A1 negli orari più “caldi”. Dalla comparazione tra le abitudini prima dell’esperimento e quelle durante l’esperimento, si ottengono gli incentivi. Per ogni tragitto effettuato fuori dagli orari di punta, l’utente riceve una ricompensa.
Ad esempio, se il pendolare riuscirà a raggiungere il lavoro e tornare a casa al di fuori degli orari più trafficati ogni giorno, per una settimana riceverà la ricompensa moltiplicata per 10 volte, 2 volte al giorno per 5 giorni.

Questo esperimento si è dimostrato molto utile fin dalla prima prova, sul tratto Zoetermeer – Den Haag (L’Aia): i partecipanti riuscirono a ridurre del 50% la loro presenza sulla A12 durante le spitsuren.
Considerando che già il 5% di traffico in meno nelle ore di punta permette una riduzione apprezzabile delle code, è evidente che l’esperimento abbia avuto buon esito.
Tra 2008 e 2009 la sperimentazione si è estesa al tratto tra Gouda e Den Haag, per un anno intero.
Da ottobre 2009 nella zona di Rotterdam è attiva la promozione SpitsScoren: chi viaggia spesso durante le spitsuren sull’autostrada A15 tra Vaanplein e Rozenburg, può iscriversi al programma e guadagnare 3,00 € per ogni giorno in cui percorre quella strada non prima delle 9 di mattina e 3,50 €, viaggiando al di fuori delle ore di punta del pomeriggio.
Ogni partecipante riceve uno smartphone con il quale deve scrivere, per ogni giorno lavorativo, se e come è riuscito a muoversi prima e dopo le ore di punta. Un’apposita applicazione legge i dati del GPS per verificare che il partecipante abbia effettivamente percorso quella strada e convalida il pagamento del premio.

In pratica si invita ogni pendolare ad accordarsi personalmente col suo titolare, al fine di cambiare gli orari di lavoro, o proponendogli di lavorare alcune ore da casa.
Ma il sito spitsscoren.nl (solo in olandese, ovviamente ma purtroppo), viene incontro anche a chi ha il titolare irremovibile, proponendo altre opzioni per muoversi alla stessa ora, sul medesimo percorso, ma senza la macchina:

  • Con moto o scooter, purché si comunichi la targa di questi agli organizzatori
  • Park & Ride: si parcheggia la macchina in uno dei parcheggi sulla A15 e si prosegue il viaggio a bordo dell’auto di un collega (il premio viene diviso con quest’ultimo)
  • Car pooling: ovvero ci si mette d’accordo per fare lo stesso tratto assieme. Chi si iscrive a SpitsScoren, può accordarsi con altri pendolari attraverso il proprio account e direttamente dallo smartphone
  • Col bus: utilizzando i mezzi pubblici che viaggiano sulla A15. Attraverso l’applicazione dello smartphone (e il GPS integrato), sarà possibile provare che si sta percorrendo quel tratto a bordo di un mezzo pubblico anziché con la propria auto e guadagnare comunque i 6,50 € al giorno

Con questo sistema, tuttora in attività, è possibile guadagnare fino a 130 € al mese (6,50 € x 20 giorni lavorativi) e si tratta di una situazione di doppio vantaggio, perché il risultato finale è essere pagati (cosa che fa piacere a tutti) per non stare in coda (cosa che nessuno apprezza).

Nell’ultimo mese i treni delle ore di punta sono davvero pieni, vuoi per la riduzione del numero delle corse per la costruzione della stazione di Halfweg, tra Haarlem e Amsterdam, vuoi per motivi che ignoro. E per pieni, intendo fino all’orlo: no posti a sedere, no posti in piedi, ma soprattutto no posti “a respirare”. Mi piace chiamare questi treni carri bestiame.
Da poco sono comparse nelle stazioni delle pubblicità dal nome piuttosto eloquente: spits mijden met de trein, ovvero “evitare le ore di punta col treno”.
Il meccanismo è lo stesso della macchina, ma vale su tratte ferroviarie anziché su autostrade. Qui non ci sono molte possibilità di guadagnarsi i premi, se non evitando di salire sul treno al di fuori degli orari più caldi.
Dopo l’esperienza positiva in piccola scala sul tragitto Gouda – Den Haag, la ricerca (o promozione, visto che si risparmiano soldi) si è ora estesa a cinque regioni: Amsterdam, Utrecht, Den Haag, Haarlem, Nijmegen, Den Bosch, Hengelo, Maastricht e tante città minori sono coinvolte nel progetto.
I meccanismi sono del tutto simili a quelli per le autostrade: sempre lo smartphone per comunicare ogni giorno il modo in cui si è riusciti a evitare, o meno, le ore di punta, ma il controllo dei tragitti effettuati non avviene col GPS, ma semplicemente con i “check-in” e “check-out” delle OV-chipkaart associate al partecipante. Il calcolo del premio per i pendolari su rotaia dipende dalla distanza percorsa e può arrivare ad un massimo di 30 € alla settimana, 600 € per l’intero periodo di promozione, di 20 settimane.

|Ste|

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1 Response so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Anche se sono rimasto un po’ deluso, perchè il suono di “spitsuren” mi aveva fatto pensare ad incontro davanti ad uno “spritz” (tradizionale bevanda a base di vino delle nostre parti), antesignano della moderna “happy hour”, devo dire che l’iniziativa mi pare lodevole; oltre che spiegata da Ste con dovizia di particolari molto precisi ed interessanti.

    Molto pregevole – come sempre – il modo di affrontare i problemi della popolazione da parte delle autorità preposte: si progettano le soluzioni praticabili con gli strumenti a disposizione, le si sperimentano – incentivando la partecipazione della popolazione -, si tirano le somme … ed alla fine si decide. Così eventuali proteste avranno pochi argomenti.

    Qualcosa di simile è accaduto durante la crisi petrolifera del 1973: il traffico automobilistico dell’occidente (anche dei Paesi Bassi) era in ginocchio, o comunque ad una svolta. Siccome negli anni precedenti c’era stato un picco di incidenti per i ciclisti (specie ragazzini), a seguito anche di una grande manifestazione di protesta, il Governo olandese decise di puntare sulla diffusione delle piste ciclabili.
    E da allora è partita alla grande la ciclizzazione dell’Olanda.

    Altri paesi hanno puntato su soluzioni diverse; in Italia non si è fatto pressochè nulla. Dalle ultime statistiche sugli incidenti, risulta che il nostro Paese ha conseguito una drastica riduzione di mortalità per incidenti d’auto (e sfido: le auto assomigliano sempre di più a carri armati imbottiti), ma è aumentata significativamente quella dei ciclisti.


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