fette biscottate con topolini

Non è la ricetta di una pietanza da film horror, ma un’usanza tipica olandese.
Sono i beschuit met muisjes (letteralmente “fette biscottate con topolini”), semi di anice ricoperti di zucchero, di colore rosa/bianco e azzurro/bianco, con la forma che ricorda lontanamente un topolino (o una goccia), sparsi su fette biscottate imburrate.

Le ho conosciute grazie ad un collega che è diventato di recente padre per la seconda volta.
Jaap è arrivato in ufficio e ha celebrato la nascita della secondogenita come tradizione olandese vuole: ha preso delle fette biscottate di forma rotonda, le ha ricoperte con uno spesso strato di burro e vi ha fatto piovere sopra questi semini zuccherosi. Come calamitati dalla grassa colla, i muisjes sono rimasti attaccati dando vita a una fetta biscottata coperta da uno strato bianco e rosa. I manufatti sono stati quindi donati a ciascuno dei colleghi, i quali hanno iniziato presto a sgranocchiare rumorosamente. Io ho fatto lo stesso.
Una prelibatezza? Tutt’altro, per me. Mi sembrava di mangiare pan e liquirizia: vi sembrerò strano, ma vi confido che non è il mio piatto preferito.

È una tradizione che va avanti dal XVII secolo, la scelta dei semi di anice è dovuta al fatto che questi sono ritenuti utili nella produzione di latte materno.
Una volta era cosa riservata ai ricchi, ma anche i meno abbienti non si facevano mancare il rito, usando pane anziché fette biscottate.
Il colore dipende dal sesso del neonato: mentre una volta i muisjes erano bianchi per i maschi e rosa per le femmine, ora sono bianchi e rosa per celebrare la nascita di una bambina o bianchi e azzurri per quella di un maschio.
In rarissime occasioni sono stati prodotti i muisjes arancioni, il colore della casa reale olandese. L’ultima volta è successo nel 2003 per festeggiare la nascita di Catharina-Amalia Beatrix Carmen Victoria Prinses der Nederlanden, Prinses van Oranje-Nassau (Cate, per gli amici di scuola), figlia del principe Willem Alexander e quindi nipote della Regina. Sebbene sia così giovane, Caterina è la seconda in linea di successione dopo il padre, che è il primo erede maschio al trono dal 1884 (non ditelo a Guglielmo, ma io spero in un’altra donna sul trono dei Paesi Bassi).

Tornando alla tradizione olandese di cui vi parlavo, l’unico produttore di muisjes, acquistabili presso la maggior parte dei supermercati olandesi, è de Ruijter (dal 1860), famoso anche per la vendita di altri prodotti di uso simile, abbinati cioè a burro e fette biscottate, ma a mio avviso più interessanti: scagliette di cioccolato di tutti i tipi, come quelle che in Italia si usano per farcire le torte, da appiccicare su una superficie imburrata prima di ingurgitare il tutto.

Curioso modo di celebrar nascite o di far merenda, ma non mi ha convinto: io sono un tradizionalista e, su pane o fette biscottate, spalmo ancora burro e marmellata, o Nutella!

|Ste|

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1 Response so far »

  1. 1

    Ahahaha, che ricordi. Mio figlio è nato a Rotterdam, e le gentilissime infermiere, mentre compilavano i documenti di nascita mi hanno portato una bella tazza di caffè, ed un beschuit met muisjes bianco e celeste. Dopo 31 ore di travaglio era buonissimo. L’ho ricevuto (di plastica) sui mazzi di fiori….che ricordi…..ho lasciato un pezzetto di cuore in quella bellissima nazione.


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