La funivia più lunga che ci sia

Nella lunga estate olandese che, ad essere realisti, è terminata già da qualche giorno, abbiamo colto l’occasione irripetibile di visitare Floriade.
Da ‘quasi olandesi’ (organizzatissimi, quindi), abbiamo pianificato la gita con anticipo e, sapendo che la visita all’immensa esposizione ci avrebbe preso quasi una giornata intera, Ste ha prenotato una notte in un albergo a Venlo.
Un viaggio in treno di circa 2 ore e mezza ci ha portato a sud, nella cittadina limburghese vicinissima alla Germania.
Dalla stazione dei treni ci siamo diretti verso il centro; nel percorso abbiamo trovato quel che rimaneva di una mostra di veicoli d’epoca: delle piccolissime e strane automobili, addirittura un furgoncino atto ai piccoli trasporti.
Abbiamo percorso a piedi i confini del centro e siamo arrivati fino al Maas, il fiume che Venlo condivide con Maastricht (appunto). Il centro è decisamente grazioso e caratteristico e i due parchi delle vicinanze sono, come sempre, ben tenuti.
La città è ovviamente molto coinvolta nella promozione del vicinissimo expo e, durante il pomeriggio, abbiamo notato alcune corriere riportare i ‘turisti’ ai loro alberghi.

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La mattina successiva abbiamo preso l’autobus dalla stazione dei treni per Floriade, che si trova nella zona industriale di Venlo.
Fin da prima dell’apertura dei cancelli, c’erano almeno una cinquantina di persone in attesa alle casse. Dopo aver attraversato un ponte, siamo arrivati al primo punto di accoglienza e di partenza: un edificio bianco alto almeno una dozzina di piani (Innovatoren). Nell’atrio un pianista intratteneva i turisti prima che venissero aperte le porte all’immensa esposizione.
Ognuno veniva dotato di mappe indicanti i diversi settori in cui era suddiviso l’enorme parco, provvisto anche di qualche zona boschiva, visitabile integralmente a piedi, oppure godibile nella sua interezza dall’alto della funivia.
Abbiamo saggiamente (ed economicamente) optato per girare quanto possibile a piedi e poi prendere la funivia al ritorno. Non abbiamo impiegato una giornata intera a visitarlo ma qualche ora, decidendo di vedere qualche ‘stand’ di ciascun settore. Dal primo, che potremmo identificare con un’esibizione dei giardini del mondo, siamo passati a quello più ecosostenibile, adiacente a quello dell’innovazione ‘verde’; ci siamo poi addentrati nel settore in cui le piante ed il verde in generale compongono fisicamente parti della vita quotidiana ed abbiamo concluso il giro con il settore dedicato al rapporto tra natura e benessere.
Ci siamo diretti verso l’entrata della funivia e ci siamo messi in fila. Mentre eravamo lì, ci è balzata agli occhi la pubblicità della ditta austriaca che ha probabilmente fornito l’intera realizzazione del mezzo; traduco letteralmente la scritta olandese della foto sopra: Funivia di Floriade: la più lunga funivia nei Paesi Bassi.
Ci credo, i Paesi Bassi sono famosi per essere piuttosto piatti!

|Aria|

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1 Response so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Non sono andato a Floriade con Ari e Ste, perchè preferisco eventi meno faticosi ed anche perchè (diciamolo) è giusto che non abbiano sempre dietro un vecchio gufo pedante e presuntuoso come me. Comunque le immagini ed i loro resoconti mi sono piaciuti molto.

    Naturalmente la mia passione inveterata per i veicoli storici si è accesa alla vista delle fotografie, e sono partito per la tangente con i ricordi.

    Sono andato indietro nel tempo e li ho rivisti con gli occhi di allora: erano anni cruciali per me; in quanto si tratta di veicoli che furono prodotti dal 1953 [la “biposto con portiera frontale”] al 1969 [l’auto in secondo piano rispetto al “kleintrasporter biposto”], entrambe fotografati da Ari. In quegli anni l’auto è diventata ‘abbordabile’ per me.

    Già; perchè il sogno di un italiano come me, allora era l’automobile per potersi muovere in libertà. Nel 1950 meno di un italiano su cento aveva l’automobile personale [439,610 veicoli su 47,224,000 abitanti], mentre – già nel 1971 – eravamo al 27% [circa 2,000,000 di veicoli su 54,136,547 abitanti] ( http://www.comuni-italiani.it/statistiche/popolazione.html + http://cronologia.leonardo.it/mondo01.html).
    Ultimamente abbiamo esagerato – direi – , e siamo i primi in Europa, con 37,128,990 veicoli per 61,261,254 abitanti [vari siti; in particolare http://www.autopromotec.it/ew/stampa/2012-06autoogni100abitantiItaliaOK-def.pdf%5D, pari a circa il 61% della popolazione, battendo di dieci punti la Germania; ferma al 51% circa.

    Pur essendo il maggiore Paese produttore d’auto d’Europa! La favola di Esopo – rivista da J. de La Fontaine – si rivela sempre attuale: ci sono formiche che producono e vendono, e cicale che consumano!
    Ma le formiche non sono molto simpatiche a nessuno, me compreso.

    Mi auguro perdonerete la lunga digressione; comunque il successo dei veicoli citati si è concentrato in un periodo relativamente breve (1953 – 1969); ed il più longevo (1955 – 1969) – nonchè più venduto (più di 284mila pezzi) – si è dimostrato il prodotto Glas-Goggomobil.

    I due veicoli con minor successo furono il Messerschmitt KR175/KR200 (raffigurato in foto) e l’ACMA-Vespa 400 (non raffigurato in foto), nonostante il Messerschmitt fosse il più longevo e quello a più alte prestazioni (diciotto anni e numerosi record mondiali).

    Comunque erano veicoli particolari; in cerca di successo cercando di interpretare le aspirazioni di popoli (europei) che cambiavano faticosamente le loro abitudini, dopo il disastro appena superato.

    Si trattava di motociclette modificate [il motore era lo stesso, per lo più con qualche comfort in più]. Ma iniziava la motorizzazione di massa.


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