A pensarci bene

I nostri familiari ed amici in Italia ci parlano di un’estate caldissima e afosa; i più fortunati riescono a trovare un po’ di sollievo andando al mare, ma chi deve lavorare è praticamente legato al funzionamento del condizionatore.
Questo dilemma non si pone qui al nord, dove, per sbaglio ogni tanto, può capitare di avere un’oretta apparentemente primaverile, oppure un giorno afoso a causa del vento quasi assente. I percorsi per andare e tornare dal lavoro sono quindi salvi e generalmente gli uffici sono attrezzati con sistemi di refrigerazione (in caso ce ne fosse bisogno) più o meno ortodossi.
In conclusione, in Olanda c’è il clima ideale per lavorare, ma in caso di una fuga al mare, ci si deve accontentare delle temperature miti dell’aria e fredde del Mare del Nord.

Dai primi mesi di vita olandese ho sempre identificato nell’atteggiamento gentile e rispettoso degli olandesi uno degli aspetti della sostanziale differenza culturale rispetto agli italiani.
Credo di aver metabolizzato quest’idea ed ora ritengo che ci siano ancora degli spazi di miglioramento. Probabilmente le ultime esperienze personali (vedi la 27enne del papiño ed il trattamento ricevuto da 2 meccanici olandesi) mi hanno fatto vedere le cose più in profondità e, devo dire, sono un po’ delusa (dalle mie stesse aspettative, ovviamente!).
Con le dovute eccezioni e senza generalizzare troppo, ho notato un attaccamento fortissimo ai soldi e scarsa elasticità. Guardando alla tradizione culturale dei Paesi Bassi, riesco anche a trovare le ragioni del pragmatismo e dell’attaccamento al denaro, ma non riesco a spiegarmi la seconda; con un bacino d’utenza dei media, soprattutto internet, così ampio e con così poca censura, con la loro storia di navigazione e di commerci e di immigrazione, non riesco davvero a trovare le ragioni a sostegno della rigidità.

C’è un aspetto, invece, che ho notato nel tempo: adorano scavare, sporcarsi (come bambini) con la sabbia o la terra e costruire, per poi magari disfare e ripetere daccapo.
I lavori di ammodernamento della stazione degli autobus di Haarlem sono quasi giunti al termine; manca l’ultimo marciapiedi di collegamento esterno tra le due gallerie dell’antistante stazione dei treni. Abbiamo scoperto ultimamente per caso che 4 anni fa, c’era una galleria sopraelevata di collegamento esterno dalla stazione dei treni fin quasi al palazzo antistante. Hanno buttato giù tutto prima del nostro arrivo ad Haarlem e dall’anno scorso hanno intensificato i lavori.
Ad Amsterdam West (ovest), stanno costruendo la nuova stazione degli autobus a fianco della stazione dei treni e della metro di Lelylaan. Ci stanno lavorando da diversi mesi: scavano, rimuovono corsi d’acqua e li ‘nascondono’, appiattiscono la sabbia e ci mettono le ‘mattonelle’ di diverse dimensioni.
Da un paio di settimane, nel piazzale antistante la stazione è comparsa l’installazione che si vede nelle foto. Non so chi sia l’autore, ma viene chiamato Kunstobject, oggetto d’arte. Conferma dello spirito ‘da scavatori’ degli olandesi.

|Aria|

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5 Risposte so far »

  1. 1

    Auro said,

    Beh, secondo me quello che provi “a sensazione” è forse la cosa più giusta. Nel senso che se hai la sensazione di gente più cordiale e gentile (cosa che condivido), è una cosa generale e non specifica. Poi in tutto il mondo abbiamo gente maleducata o indisponente, oppure al limite della disonestà. Io per esempio ho avuto l’esperienza opposta con un meccanico, che a fronte di un preventivo salatuccio, si è poi accorto che il danno era minore ed al posto di 400 Euro preventivati ne ho pagati 110. Ciauuu!
    Auro

  2. 2

    babboferro said,

    L’esperienza negativa che ho avuto con i meccanici olandesi non fa testo: so bene da tempo che non ha senso generalizzare, come dice giustamente Auro, e come sono convinto la pensi Ari.

    Quello che mi incuriosisce è altro; in particolare cercare di capire il perchè di certi comportamenti. Per far questo credo sia giusto farsi delle domande e rifletterci sopra, magari insieme agli interessati. Del resto sono venuto nei Paesi Bassi per mia scelta (non cercavo nè cerco lavoro), e per me conoscere la gente del luogo è fondamentale.

    Avevo notato anch’io quello che dice Ari riguardo ai cantieri di lavoro in genere. Poi sono relativamente piccoli rispetto a quelli che vedevo in Italia (ad esempio, ma anche in altri paesi del nord), salvo le grandi dighe o lavori del genere; in compenso sono un po’ ovunque e fanno periodiche manutenzioni, come è giusto che sia. Lavorano con calma, ma con molta cura, rispettando (quasi) sempre i tempi di consegna che sono esposti fuori dai cantieri stessi. O finiscono anche prima.

    Sicuramente c’entra la passione di giocare con la sabbia che tantissimi piccoli olandesi hanno: dev’essere innata e dura a morire.
    Aiuta molto – di sicuro – anche il fatto che tutto il paese è in pianura, e che il terreno sul quale si lavora è costituito da sabbia: con queste caratteristiche, si può costruire una strada (o una linea ferroviaria) con ‘paletta e secchiello’! Quindi l’installazione fotografata è perfetta.

    Quanto alla gentilezza e cortesia della popolazione in genere, sono caratteristiche piacevolmente diffuse; perciò se mancano si resta male.
    È molto piacevole anche il generale rispetto della vita degli altri, anche se ha il rovescio della medaglia; ma che comportamento non ce l’ha?

    Un esempio di questi giorni. Ho portato su dall’Italia due stampe alle quali tenevo molto; per poterle portare in aereo ho deciso di smontare le cornici, lasciare il vetro ed inserirle in un robusto tubo di cartone. Ho presupposto che ad Haarlem (150mila abitanti circa), avrei trovato con facilità da un vetraio dei vetri su misura per poterle riassemblare.
    Niente di più sbagliato! L’ho trovato appena oggi, dopo varie peripezie ed incomprensioni. Ho trovato diversi vetrai – in realtà -, ma trattavano solo vetro colorato, per creare le tipiche finestre decorative. Ho trovato anche due corniciai, ma uno trattava solo cornici (senza contenuto) ed un altro vendeva sue stampe, con cornice o senza.

    Non discuto sulla (per me) curiosa specializzazione portata agli estremi: avranno i loro buoni motivi. Quello che mi ha colpito [e che è quello che definisco “il rovescio della medaglia” della riservatezza] è il fatto che nessuno sapeva indicarmi dove trovare un vetraio! Eppure tutti loro – in un modo o nell’altro – hanno certo a che fare con il vetro!
    Uno si aspetta che possano farti il lavoro, o almeno indicarti chi lo fa.

    Perciò io penso – ma posso sbagliare, naturalmente – che sia una questione di riservatezza/disinteresse per quello che fanno gli altri. Si interessano soltanto a quello che li riguarda: il resto non è affar loro.

  3. 3

    lyllyput said,

    La manualita’, l’artigianato in genere sono cose quasi inesistenti ormai in Olanda. Il tutto e’ stato abbandonato gia’ da qualche decennio. Anche io ho avuto le stesse esperienze bizzarre in Olanda, qundo ci vivevo, domandandomi spesso perche’ non si trovava un vetraio, un corniciaio, oppure un fabbro o un idraulico, ecc… semplicemente non ci sono – quasi – piu’, e per una cornice bisogna andare da Gamma, piuttosto economica e ben fornita, ma pur sempre un grossa catena. Gli artigiani sono rari e il capitalismo delle grandi compagnie avanza a grandi passi. Il liberismo senza limiti e’ anche questo, Sono convinta che anche l’Italia si stia incamminando su quella strada, pero’ ritengo bello e piacevole poter scegliere (forse ancora per poco) tra un Leroy Merlin in periferia e un artigiano di qualche piccolo borgo o quartiere…. un abbraccio!

    • 4

      babboferro said,

      Sono lieto di poterti dare una buona notizia, gentile lyllyput: ho trovato ad Haarlem il vetraio/corniciaio ‘giusto’ [almeno tale si è mostrato alla prova]! Si tratta del terzo che ho contattato, dopo le esperienze negative con altri (vedi commento precedente).

      Sono entrato nel suo “Atelier” un po’ guardingo: già l’appellativo della sua bottega non prometteva molto bene, almeno sotto il profilo dei prezzi. Che infatti non comparivano da nessuna parte.

      Comunque ho trovato una persona simpatica e cordiale, sulla cinquantina; decisivo per me è stato il fatto che fosse in bella mostra davanti al suo “Atelier”, una moto BMW R100 RT degli anni ’80 in condizioni impeccabili. Quando gli ho spiegato cosa mi serviva mi ha chiesto se la stampa la volevo montata, o se mi bastava solo il vetro. Allora gli ho detto che avevo già la cornice smontata e che avrei preferito usarla, anche perchè nella sua bottega c’erano per lo più cornici di gusto barocco: non adatte quindi alla mia stampa. Poi siamo arrivati al punto dolente (anche in Olanda, purtroppo): ho chiesto una stima della spesa. Mi ha risposto molto gentilmente con una lunga sparata nel suo inglese fluente (molto più del mio), e non ho capito molto; ma sicuramente cifre non ne ha dette, in quanto trattavasi di una somma irrilevante (così almeno ho capito). Si sa: gli artisti!

      Sono tornato all’attacco con una domanda trabocchetto (così confidavo): “Ma che differenza di prezzo c’è fra il solo taglio del vetro ed il montaggio della stampa sulla mia cornice?”. “A barrel of wine”, è stata l’ineffabile risposta. Ma sono stato al gioco, chiedendogli da quanti litri voleva la botte di vino: 20, 54 … o 800? Molto meno – mi ha risposto – mi bastano due o tre litri.

      L’ho preso in parola, e quando sono andato a ritirare la stampa [perfettamente incorniciata, per inciso] mi sono portato dietro un cartone da tre litri di vino “tinto” (solo EUR 7,99, ma buono); poi ho messo mano al portafoglio e gli ho detto: “Bene. E adesso quanto le devo per il vetro?”. “Wine is enough, thanks”, è stata la risposta insperata!
      E mi ha pure fornito il necessario per impacchettare la stampa, aiutandomi a fissarla sul portapacchi della bici in sicurezza!

      Non so se si possa definire questo un “pagamento in nero”, visto che il vino “tinto” spagnolo lo chiamo abitualmente “rosso”.

  4. 5

    lyllyput said,

    grazie Babboferro! La notizia e’ davvero bella e il racconto di come e’ andata ancora di piu’! Un salutone!


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