il sabato rosa di Haarlem

Il 7 luglio 2012 il Roze Zaterdag (sabato rosa) è tornato ad Haarlem dopo 16 anni. Una vera festa in rosa per tutta la città, e non solo.
Una sorta di gay pride in versione olandese che ogni anno trova posto in una città diversa dei Paesi Bassi (esiste anche il Roze Zaterdag belga, ma è sempre a Bruxelles) dal 1977.
Il “vero” Gay Pride, con la celebre parata sui canali, si svolge sempre ad Amsterdam in agosto, quest’anno dal 3 al 5.

Un giorno per festeggiare le diversità (questo il motto della manifestazione 2012), con carri allegorici e concerti ma anche con incontri, discussioni e la partecipazione di varie istituzioni.

Così è la banda delle NS (le ferrovie olandesi) ad aprire i festeggiamenti, nel piazzale antistante la stazione centrale di Haarlem, e non mancano i componenti della banda che indossano la maglietta riportante la scritta NS gay mee (un’ulteriore apertura delle ferrovie nei confronti degli omosessuali, passeggeri o ferrovieri che siano).
Alle 11 la festa è iniziata, con la incredibile (per un italiano) celebrazione aperta a tutte le religioni presso la cattedrale di San Bavone, chiesa calvinista, per l’affermazione della libertà di orientamento sessuale a prescindere dal credo religioso. Alla stessa ora cominciava anche la celebrazione più frivola e colorata, nel piccolo parco di Kenaupark, rinominato per l’occasione (e per assonanza!) gay now park.  Nel parco, da un palco corredato di impianto audio di tutto rispetto, un’appariscente drag queen bionda e alta teneva caldo il pubblico in attesa della partenza della parata: alle 13 sono stati in moltissimi ad animare il corteo che ha bloccato per un’ora le principali vie del centro di Haarlem.
Diverse bande, personaggi più o meno eccentrici, ma anche rappresentanti di partiti politici (D66, SP) e della polizia, che con il motto “roze in blauw” (rosa in blu, il colore della divisa), celebrava la libertà di orientamento sessuale delle forze dell’ordine, oltre a trasmettere un invito a chi ancora fosse discriminato per le sue scelte sessuali, affinché questi soprusi vengano sempre più denunciati e perseguiti.
Alcune vie del centro storico erano addobbate con vari indumenti di colore rosa appesi a cavi sospesi tra le finestre, alcuni pali della luce e certi alberi erano rivestiti di lana, mentre le statue indossavano, per l’occasione, graziosi gilet rosa e lilla lavorati a mano: l’intera città era diventata una vera e propria installazione artistica.

La piazza centrale era piena di gente che, dopo la parata, andava ad assistere a concerti ed esibizioni dal vivo presso il grande palco. Altri sei palchi più piccoli, sparsi per la città, assicuravano un programma completo per tutti. Quest’anno, per la prima volta, uno dei palchi (quello di Botermarkt) era interamente gestito dai più giovani per i più giovani.

Gli info point, nei punti più caldi della città, distribuivano volantini per meglio informare tutte le persone presenti in merito ai traguardi raggiunti dalle lotte per la libertà sessuale e a quelli ancora da raggiungere.

Vicino alla stazione di Haarlem Spaarnwoude era stato aperto il roze camping, area attrezzata dove potevano pernottare tutti i partecipanti alla manifestazione in arrivo da altre città.

Non ero abbastanza pronto e non sono andato in giro vestito di rosa (per mero disguido organizzativo), ma questa mobilitazione della città mi ha fatto riflettere. Inevitabilmente il pensiero va alle prime sei lettere del titolo di questo blog, a quell’Italia che di queste celebrazioni avrebbe decisamente bisogno. Non solo una festa dell’eccentrico e dell’eccesso, ma un vero momento di convivenza gioiosa tra persone differenti solo per i gusti sessuali, la vittoria dell’informazione contro i pregiudizi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ancor più rifletto dopo aver sentito le ultime di Giovanardi sulle stanze separate per i commilitoni omosessuali (solo per citare l’ultima notizia che ho sentito), e credo che politicanti come questo sarebbero spariti dalla faccia della terra da tempo, se solo in Italia si respirasse un clima di uguaglianza e libertà, di informazione. E così, se cerco “notte rosa” in italiano su google, scopro che nel mio Paese non è altro che la celebrazione del capodanno d’estate (3…2…1…eeeeh! buon anno d’estate!) nella riviera romagnola. Sul loro sito e sulle locandine si fa a malapena riferimento al rosa come colore femminile e, quando speravo che questo fosse almeno un segno per richiamare alla mente la condizione della donna e le violenze che ancora subisce, scopro che la parola donna è associata solo alla parola simpatia.

Forse perché parlare di cose troppo serie potrebbe rovinare le vacanze agli italiani?

|Ste|

Annunci

2 Risposte so far »

  1. 2

    babboferro said,

    Caro Ste: hai perfettamente ragione, se ti riferisci al fatto che i media italiani sono seguiti solo se parlano di “politici giovani” & “politici vecchi”; “delinquenti” & “forze dell’ordine”; evasori & Guardia di Finanza, ecc. Aggiungerei soltanto che questo non accade solo in tempo di vacanze, ma in tutte le stagioni dell’anno.

    Ma il nostro popolo non è nuovo a questi confronti, sia nel campo motoristico (“vespisti” & “lambrettisti”; “alfisti” & “lancisti”, ecc.), che in quello sportivo (“milanisti” & “interisti”; “bartalisti” & “coppisti”, ecc.). E questo accade da secoli – quando non esisteva la stampa -: mi riferisco alle contese fra Guelfi e Ghibellini [ed altre] più volte citate da Dante nella sua “Comedia” [per la cronaca, l’attributo di “Divina” fu coniato da altri, cinquant’anni dopo la morte del Poeta]. E quando fu scritta, mancava quasi un secolo e mezzo alla scoperta della stampa in Europa [anche se in Asia esisteva già]!

    Ho volutamente virgolettato quasi tutte le fazioni elencate, perchè le stesse non aiutano affatto nella comprensione della vastissima gamma di elementi diversi caratterizzanti le singole persone, ma li ammucchiano alla rinfusa sotto un’unica etichetta. Il risultato che ai capi-fazione interessa – ovviamente – è di aumentare diffidenza (o addirittura odio) verso i “diversi” di ogni genere, in nome di una presunta superiorità di “appartenenza”.

    I potentati economici mondiali hanno sempre sfruttato le opportunità offerte dall’odio per arricchirsi, con una forte intensificazione a partire dal secolo scorso. È abbastanza emblematico il fatto che, se si va a consultare l’elenco delle dodici guerre combattute nel mondo (e che hanno causato un milione o più vittime presunte) dal 58 a.C. (romani contro galli) al 1989 d.C. (irakeni contro iraniani), se ne trovano ben nove dal 1912 al 1989, con un numero di morti totali superiore agli 80 milioni di persone; mentre nei quasi duemila anni precedenti, i morti erano stati fra i 4 ed i 5 milioni.
    E da queste dodici guerre sono volutamente escluse le guerre di conquista dei territori coloniali, con sottomissione e massacro degli indigeni. Che sono “esseri inferiori”, si sa (!?).

    Buona parte degli italiani (anche se non siamo di certo gli unici in questo) è sempre stata portata a seguire più la “pancia” che la “testa”, il che offre più possibilità di manovra a chi decide veramente della nostra vita. E non sono (solo) i partiti politici, purtroppo; ed i media, che (con rare eccezioni) sono controllati dai potentati economici ci sguazzano, evidenziando certe notizie.

    Se poi ci aggiungiamo il richiamo continuo (da vent’anni? Non saprei) a tenere un comportamento definito da un ossimoro [“politicamente corretto”], siamo sistemati.

    Così, la periodica “ca***ta” sparata da Giovanardi [immagino che presto anche questo termine verrà trasformato nel più politicamente corretto “giovanardata”], si trasforma in prese di posizione opposte fra un vecchio senatore e chi la pensa diversamente. E così si rafforzano due fazioni opposte, anziché cercare di capire le ragioni degli uni e degli altri in un confronto aperto.

    Come tanta gente nel mondo cerca di fare, con umiltà e tenacia.
    Gente che dai potentati economici è vista come fumo negli occhi, nel migliore dei casi.


Comment RSS · TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: