le strade nuove

La vita procede qui al nord, tutto tranquillo e, come vi preannunciavo, è stato un periodo ricco di visite. Ogni volta che qualcuno viene a trovarci, è un’occasione buona per mostrare e rivedere i posti più belli che abbiamo scoperto attorno a dove viviamo. Tanta bici e parecchie camminate in giro per i centri storici di Haarlem e Amsterdam, assieme a vecchi e nuovi amici. Molti di loro hanno fantasticato di rimanere qui, alcuni hanno iniziato a chiedere informazioni più pratiche, in vista di un possibile progetto, altri il progetto già ce l’hanno e arriveranno qui a settembre.

Tre anni fa siamo partiti tuffandoci a testa nell’avventura olandese, senza nessun vero contatto utile qui. Nel frattempo abbiamo visto nuovi arrivi, amici della bisiacaria già conosciuti, amici di questi ultimi conosciuti qui, nuovi amici incontrati tramite il lavoro, o le pagine del blog. Esperienze molto diverse tra loro: qualcuno ha iniziato la sua avventura qui come squatter, occupando case sfitte, qualcun’altra ha iniziato lavorando nel quartiere a luci rosse e ora si occupa della pulizia e della gestione di un complesso di monolocali in affitto, un altro ha già girato un paio di locali della zona e lavora attualmente come pizzaiolo, un altro insegna musica a sud e un’altra ha da poco comprato casa. Quelli che devono ancora iniziare la loro avventura, hanno già un bar in gestione in Italia ma vorrebbero aprire un locale in Noord o Zuid Holland.

Tutti sembrano resistere, per il momento, all’avvilente situazione meteorologica che non lascia molto spazio all’entusiasmo nemmeno a giugno inoltrato, se non per la durata delle giornate, che affascina sempre: in questi giorni, vicini al solstizio d’estate, alle 23 è ancora possibile scorgere la pallidissima luce del sole nel cielo, che ricompare il mattino successivo prima delle 5.

È un piacere ogni volta che posso dare una mano o un consiglio a persone partite come noi con pochi soldi ma tanto coraggio e determinazione, lasciando le certezze della strada vecchia per assorbire tutte le energie che un mondo nuovo offre. Tanti testimoni del fatto che prendere in mano la propria vita è possibile, non facile ma molto importante per crescere e imparare che un’altra realtà esiste. E poi chissà, non so quanti di noi arriveranno alla vecchiaia qui e quanti, più istintivamente, torneranno verso le proprie radici.
Dopo 40 mesi dalla partenza, la nostra si è rivelata una scelta azzeccata. La strada vecchia è ancora parecchio accidentata, addirittura peggio di come l’abbiamo lasciata quella volta, e non ci sono grandi segni di miglioramento all’orizzonte.
Per il momento, le radici possono aspettare.
Per il momento, continuiamo ad aspettarvi qui.

libreria nel parco, Haarlem

libreria nel parco, in occasione del Kleverparkdag – Haarlem

|Ste|

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9 Risposte so far »

  1. 1

    Marcello said,

    Ciao
    ho trovato il vostro blog qualche giorno fa ed ho letto tutta la vostra avventura. L’ho trovata estremamente ispirante e motivante; da anni pensavo alla possibilità di trasferirmi in Olanda, spinto anche da mia madre che è nata e cresciuta ad Amsterdam.
    Ora sto cercando un lavoro via internet, in attesa di finire il ciclo di studi, ma la mia condizione non è assolutamente complessa come quella che avete affrontato voi e questo è di conforto sia per me che per la mia ragazza, che è comprensibilmente più intimorita.
    Che dirvi se non “continuate così!!” :-)

    • 2

      Ste said,

      Grande Marcello, ti sei sorbito quasi trecento post, non posso astenermi dal ringraziarti e dal chiederti di farci sapere come proseguirà il tuo progetto olandese, immagino che parli già la lingua: che invidia!!! :)
      In bocca al lupo, anzi “succes”!

  2. 3

    Auro said,

    “La strada vecchia è ancora parecchio accidentata, addirittura peggio di come l’abbiamo lasciata quella volta….” e questo è quanto mai vero!! Se verso fine luglio ci siete vengo a trovarvi per scroccarvi un caffè!!! Mia moglie ed i miei figli sono già lì definitivamente, io farò ancora un pò il pendolare fino a quando sistemerò le cose qui. A presto!! Auro

    • 4

      Ste said,

      Oh, ma ciao, Auro!
      Quanto tempo e quante notizie..ben fatta! A luglio dovremmo essere entrambi in zona e il caffè è più che d’obbligo!
      Fammi sapere i dettagli tramite la mail del blog, ci si vede presto!

  3. 5

    Gli Bini said,

    E’ sempre un piacere venire accolti dai vostri sorrisi e dalla vostra cortesia :)
    Molte sono le cose che accadono durante un vaggio, alcune si dimenticano, altre però rimangono impresse per sempre, perchè le si è condivise con altre persone, ed è proprio questo a renderle delle esperienze indimenticabili…come il favoloso zuccotto di Stè! ahahhahaha!
    Grazie ancora per la compagnia, per le storie che ci avete raccontato, per la cena deliziosa, per l’allegria che trasmettete, per il coraggio che sapete infonderci nell’ avviare i nostri progetti.
    Abbiamo “conosciuto” la vostra casina ritrutturata, il vostro amato terrazzino, le piantine di Aria, la vostra cucina…beh, la prossima volta speriamo di incontrare anche l’ormai famoso babboferro! :D

    Buon proseguimento ragazzi…un abbraccio e buona fortuna!

  4. 7

    babboferro said,

    Mi hai fatto riflettere, caro Ste, ma non ne è venuto fuori un pensiero chiaro e definito. Provo ad esprimerlo, comunque.

    La nostra specie [Homo Sapiens Sapiens] è comparsa dopo millenni di nomadismo con i suoi amati orticelli, a volte decorati da nani di gesso, praticelli di erba rasata, recinti, piscine e barbecue(s) supertecnologici.
    Quasi a ricreare il luogo di sosta ideale per dei nomadi (appunto).
    Il richiamo ai tempi passati è più forte di noi, mi viene da pensare.

    Eppure i nomadi vengono considerati fastidio e/o pericolo, da tempo.
    Specie dalla famiglia Giovanardi, anche se ci guadagna sopra.

    Il nomadismo – che millenni fa caratterizzava i nostri antenati – è ormai diventato un genere di consumo per i nostri coevi, che sognano di abbandonare barbecue(s), nani e prati di casa per vivere una [finta] avventura di viaggio. Cercando barbecue(s), nani e prati esotici.
    E ci restano pure male se non trovano il panettone in Thailandia.
    Ma sono pronti a condannare chi “ci porta via il lavoro”.

    I nostri amati blogger (e le generazioni di italiani che li hanno preceduti) sanno quanto sia difficile “guadagnarsi il pane” solo con la dignità di un lavoro onesto e ben fatto. Sono un “orgoglio italiano” e non “rubano” il lavoro a nessuno, ma aiutano l’Olanda a crescere.

    Grazie ragazzi! (Retorico, sicuramente, ma mi andava così. Perdonate).

  5. 8

    Gli Bini said,

    vi avevo scritto un commento meraviglioso…è sparito!


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