Parijs

[Parigi]

Per la seconda volta nella vita sono stata in Francia, questa volta a Parigi; ci siamo regalati un fine settimana nella città probabilmente più visitata al mondo e tra le più famose per storia e monumenti.
Un paio di giorni non sono molto, d’accordo, ma almeno possono rendere una fotografia della vita della città.
Inoltre, per la prima volta ho viaggiato su un treno ad alta velocità, che in alcuni tratti raggiunge più di 300 km orari! Prima della partenza pensavo che forse avrei beneficiato anche di un trattamento ‘stira-rughe’ omaggio: non è successo ovviamente e mi sono ricordata la celebre frase di Anna Magnani (“Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele.“).

La capitale francese è decisamente enorme e tutti i monumenti che la ornano, oltre che molto belli, rispecchiano la sua grandezza; anche la quantità di popolazione, di turisti e di traffico ricorda in ogni momento che ci si trova in una capitale europea. Io mi permetto di aggiungere che i cantieri stradali, di manutenzione delle opere pubbliche e dei monumenti sono innumerevoli e, apparentemente, non molto temporanei.

Quello che mi ha colpito è la vita in sé della città, il comportamento della gente. Abbiamo camminato per alcuni dei 20 quartieri (arrondissements) parigini, quindi ho avuto una visione limitata, ma praticamente ovunque c’erano barboni. E molti vicoli, per non parlare delle fermate delle metropolitane, emanavano lo stesso olezzo di sporco e urina. Peccato, perché generalmente le entrate della metropolitana sono pittoresche, con una specie di arco floreale in ferro battuto color verde scuro.
Altra nota dolente – e ribadisco il mio stupore -, la maleducazione dei parigini. Non bisogna solamente evitare le spallate di quelli che ti passano accanto senza scusarsi, ma, sulle strisce pedonali, bisogna evitare le automobili di conducenti beffardi.
A questo punto, mi sembra di dover constatare che ho iniziato a guardare l’estero con degli occhi più olandesi che italiani.
Tra lo sciame dei turisti del sabato mattina (ce la siamo cercata!), ci siamo fatti una passeggiata per Montmartre e, dopo una visita alla Chiesa del Sacro Cuore, abbiamo trovato il café dove sono state girate alcune scene de Il favoloso mondo di Amelie.
Per concludere il breve ma intensissimo giro francese, oltre alla mastodontica Tour Eiffel, agli enormi Champs-Élysées, siamo andati a visitare il cimitero di Montparnasse, dove sono sepolti Charles Baudelaire, Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir.
Quanta storia, comune e non, tutta insieme. Sicuramente Parigi ha un enorme fascino, oltre che bellissimi monumenti, ma credo che le darò una seconda possibilità tra un po’; prima vorrei andare da qualche altra parte.

|Aria|

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