Non soddisfatti ma rimborsati

Vi scrivo dall’inverno inoltrato; se non fosse per la luce, che accompagna più ore delle giornate rispetto a quelle invernali, il mio corpo penserebbe che siamo tornati a febbraio. Meno male che ci sono i fiori già sbocciati a ricordarci che effettivamente un po’ tutti ci aspettavamo la primavera..
Certo, la decina di giorni di sole e temperature primaverili era un po’ troppo per la fine di marzo, ma tornare indietro di 2 mesi è davvero eccessivo.

Un paio di settimane fa, gran parte del trasporto ferroviario attorno ad Amsterdam è rimasto bloccato dalla mattina presto per diverse ore, a causa di un guasto al sistema di segnalazione.
Quando mi sono recata verso la stazione per prendere il solito treno della mattina, appena arrivata mi sono accorta che c’era qualcosa di strano: moltissime persone affollavano la stazione degli autobus ed altrettante uscivano da quella dei treni verso quella antistante degli autobus (generalemente il flusso va in direzione opposta).
Entrata nell’ingresso di una delle 2 gallerie della stazione, ho sentito gli annunci che informavano che non erano previsti treni verso Amsterdam almeno per le successive 3-4 ore e ho visto quasi tutti i treni cancellati sul display informativo.
Mentre chiamavo il mio problem solver personale (Ste), ho cercato di trovare qualche informazione su come raggiungere Amsterdam Sloterdijk (lo snodo prima di arrivare ad Amsterdam Centraal), ascoltando le risposte del personale di NS che forniva informazioni su come raggiungere le varie destinazioni con gli autobus. Poi, in meno di 2 ore, ho visto arrivare gli autobus per sostituire i treni.
Fortunatamente, poco dopo ho incontrato alcuni miei conoscenti nella stessa situazione ed in gruppo abbiamo cercato una soluzione. Per circa un’ora e mezza abbiamo cercato di salire su dei mezzi già affollatissimi, aspettando il nostro turno in una fila che sembrava più una macchia senza contorno.
Alla fine siamo riusciti a prendere l’autobus che generalmente usiamo per andare all’aeroporto, dato che sembrava che da lì avremmo potuto prendere un altro autobus in direzione di Amsterdam.
È andata così, però tra un mezzo e l’altro ho impiegato 2 ore per arrivare al lavoro, mentre di solito ci impiego meno della metà del tempo.

Pochi giorni più tardi, a me e credo a tutti i pluri-abbonati NS, è arrivata una mail in cui si scusavano del disagio causato e fornivano un modulo per chiedere la restituzione dei soldi del biglietto di quel giorno.
Voglio essere onesta: quel giorno non ho pagato la corsa di alcun autobus, ma io ho l’abbonamento mensile quindi non ho avuto una reale perdita.
Nonostante questo (e credo di non essere stata l’unica ad agire in quel modo), mi offrivano il rimborso della tratta che avrei dovuto percorrere in treno. Non ho usufruito della possibilità (atteggiamento forse poco olandese), ma ho apprezzato molto il gesto.

|Aria|

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4 Risposte so far »

  1. 1

    sa said,

    da qui la formula è “non soddisfatto e punito per non esser tornato a casa!”XD
    Atteggiamento poco olandese perchè tu un gesto simile non te lo aspetti. credo che gli olandesi siano un pò troppo coccolati da questo punto di vista e non si rendono conto di quel che hanno. oppure son io, che mi emoziono per poco.

  2. 2

    Bina said,

    è uscito un “sa”, ma ero io! XD

  3. 3

    Bina said,

    vabbè è impazzito qualcosa O_O
    dicevo…da qui la formula è “non soddisfatti e puniti per non esser tornati a casa!”
    il tuo atteggiamento è forse poco olandese, ma credo che ciò che ti ha fatto apprezzare il gesto è ciò che manca agli olandesi: un pò di sana disorganizzazione. credo che da quest punto di vista siano coccolati al punto di non rendersi conto di quel che hanno. o forse siamo noi che ci emozioniamo per poco!

  4. 4

    babboferro said,

    Sono sempre interessanti i comportamenti di gruppi numerosi di individui messi di fronte ad eventi inattesi. Spesso, in questi casi, la reazione individuale si adegua a quella della maggioranza. Alla faccia di presunti istinti soggettivi. Intendo dire che gruppi di italiani (nel caso specifico) avrebbero reagito diversamente, avendo una diversa organizzazione sociale.

    E ancora più interessante sarebbe conoscere il comportamento dei datori di lavoro, specie se si tratta di società medio-grandi, quindi entità dove conta meno l’iniziativa personale rispetto a quella del Capo.


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