Fin qui tutto bene

Disgelo a parte (e povere folaghe e anatre, che non riescono ancora a capire quali parti dei canali, o dei laghetti artificiali, siano ghiacciate e quali no), direi che questa ripresa ‘sopra lo zero’ ha portato non pochi cambiamenti.
Innanzitutto, per questioni stagionali, le ore di luce stanno aumentando e, credetemi, è un gran sollievo. Alla fine di dicembre, iniziava ad essere chiaro tra le 8:45 e le 9:00 ed il buio tornava tra le 16:30 e le 17:00. Ora, la luce fa capolino dopo le 7:30 e se ne va dopo le 18:00: stiamo parlando di 2 ore di luce in più, mica cosa da poco!

Il papiño è entrato perfettamente nella collocazione di cuoco e aiuto tuttofare per la casa. Inoltre ci offre gentilmente il suo bagno al 1° piano, quando la mattina Ste ed io non ci siamo organizzati bene.
Tutto perfetto, se non fosse per l’autocaro (la Volvo 26enne, ormai non fida compagna di viaggio del papiño), che da un mesetto ha deciso di fermarsi dove si trovava e cioè in un parcheggio pubblico ‘un po’ nascosto’ di Haarlem.
Il meccanico che è andato a prenderla ha trovato un guasto in prima istanza; ma poi, una volta riparato questo, ha informato che si trattava di mancata compressione: in poche parole, prospettava una spesa importante per verificare quale fosse la causa dell’impossibilità di mettere in moto l’automobile.
Il papiño ha quindi deciso di lasciare il mezzo (con il quale avrebbe poi rifatto, ben carico, il viaggio inverso) ad Haarlem e di tornare in Italia con l’aereo.
Per fortuna non aveva impegni per la sera, perché il suo volo è partito con 2 ore di ritardo. Una volta imbarcati tutti i passeggeri, il comandante si è accorto che c’era uno spiffero (?!) dal parabrezza anteriore e che quindi era necessario sistemare il problema prima della partenza. Così, dopo un’oretta di manodopera, il guasto era risolto: pronti, attenti, via? No, perché ha iniziato a nevicare e, di conseguenza, tutti gli aerei dovevano essere spruzzati con l’antigelo prima di accingersi al decollo. L’aereo del papiño si è quindi messo in coda, pronto per la doccia: ecco un’altra oretta di ritardo prima del decollo.

Il giorno successivo, i nostri ospiti del fine settimana Manu e Livio, che hanno potuto assaporare gli ultimi giorni di vero inverno, dovevano partire da Schiphol. Grazie alla previdenza di Manu, avrebbero avuto una coincidenza piuttosto lunga a Milano, perché un ritardo può sempre capitare.
Né lei né alcun altro potevano immaginare cosa sarebbe capitato quel giorno nel 5° aeroporto d’Europa: un attentato bomba. Ad essere onesti, non ho ancora trovato notizie di un reale pericolo (la bomba non risulta trovata, forse mai esistita, da quanto riporta Dutch News Schiphol. Bomb threat), fortunatamente. Sono state attivate comunque tutte le misure di sicurezza e l’aeroporto è rimasto bloccato per alcune ore, creando ritardi anche ai nostri due intrepidi visitatori, che sono riusciti a prendere l’aereo a Milano senza problemi.

Abbiamo fatto un piacevole incontro: due ragazzi italiani, stufi del Belpaese e delle troppe incertezze che offre, che desiderano trasferirsi in Olanda. Stanno sistemando le cose in Italia e si stanno già informando sulle possibilità qui, al Nord.
Sono rimasta colpita dall’entusiasmo e dalla perseveranza che dimostrano, nonostante una patria in cui non si riconoscono (come la maggior parte dei giovani) e l’abitudine a non veder rispettati i propri diritti. Ho pensato che ci sono tanti giovani simili a loro, a noi qualche anno fa, nella stessa situazione e sono solidale con tutti loro; e ho pensato a quante risorse umane stia perdendo la nostra povera Italia.

|Aria|

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6 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Non preoccupatevi, Ari e Ste! L’Italia non si dimentica di voi, e vi manda i suoi tipici e fragranti rifiuti urbani: È l’Olanda ne ha bisogno!

    http://it.finance.yahoo.com/blog/linkiesta/emergenza-rifiuti-napoli-la-situazione-due-anni-dopo-120728704.html

    [Magari ti arrivano quelli di qualche lontano parente napoletano]..

  2. 2

    babboferro said,

    P.S.: L’entusiasmo che mi ha preso alla pubblicazione della notizia mi ha fatto dimenticare un “che” (… ne ha bisogno …).

    P.P.S.: Viste le bizze della Volvo, forse potrei organizzare un trasporto delle ultime cose facendolo passare per rifiuti napoletani, in fondo.

  3. 3

    Diego e Bina said,

    Eccoci qui, finalmente!
    in diretta dalla Biblioteca di Scienze della formazione di RomaTre, i due Connazionali si presentano: Bina lei, Diego lui.
    Ammetto che ero un pò nervosa nel sapere che stavamo per incontrarci: avrete notato che sono un pò timida (e mi scuso per qualche momento di assenza dal nostro discorrere) ma avere Diego vicino devo dire che è una buona terapia.
    Nonostante la tensione iniziale, quella sera sono tornata ad Amsterdam veramente felice di avervi conosciuti, e soprattutto di Aria mi ha colpito l’energia inesauribile e la necessità innata di esaminare tutto nel dettaglio, la capacità di guardarsi intorno, la voglia di capire. E credo siano stati questi gli ingredienti che le hanno permesso di fare questa scelta importante, e di portarla avanti. “alle persone che mi dicono di voler emigrare qui chiedo sempre: ‘perchè?'” Questa frase mi ha fatto pensare ancor di più, e continua a farlo.
    Con un pò più di rilassatezza e meno timidezza avrei voluto approfondire le motivazioni, ma credo che non mancheranno occasioni :-)
    Di Stè continuo ad ammirare il suo romanzare, che detta così sembra una cosa brutta, ma non lo è: con la stessa passione con la quale leggo i tuoi post, ho ascoltato i tuoi racconti sulla vita quotidiana degli olandesi, degli expat, dell’aria che si respira.

    Per allentare un pò il discorso passiamo alle cose nuove che ho scoperto con i miei occhi, sull’olanda e si suoi abitanti:

    1) adorano scavare. per strada, sulla spiaggia, nei parchi, loro scavano.
    2) con la stessa passione, traslocano.
    3) il loro interesse per il tempo che scorre è circosritto nel momento della guida su due ruote: per il resto del tempo, fanno tutto con una lentezza assurda, visto che finiscono di fare quel che devono fare in un tempo notevolmente ridotto rispetto al nostro. E’ contro le leggi della fisica, e non me lo spiego.
    4) Adorano salutare cantando e sorridendo che sembra di essere nel bosco dei sette nani, e il test dell’autista* continua a rivelare quanto siano civili e rilassati rispetto a noi (ovviamente nel dire noi intendo noi italiani, perchè l’italia è il paese in cui vivo e che osservo, ma niente esclude che esista in altri mille posti nel mondo)

    *del test dell’autista vi parlerò in seguito, scappo a lezione!
    buon proseguimento e buona fortuna!

    ^_^

    • 4

      Aria said,

      Cara Bina, sto ancora gongolando per le belle immagini che hai dato di noi, grazie! (Dimentico forse qualche precedente accordo? Scherzo!)
      Riguardo alle tue scoperte, concordo sulla 1a e sulla 4a (anche noi abbiamo raccontato un aneddoto riguardante un autista) e sono proprio curiosa di conoscere il test; la 2a mi ha fatto riflettere su un aspetto che non avevo mai considerato, nonostante le case in affitto/vendita destino sempre il mio interesse. Arrivando alla 3a, se intendevi dire che la maggior parte degli olandesi corre in bici come sulle piste, sono completamente d’accordo; non ho pensato che fossero particolarmente lenti nel resto delle attività, però.. ma forse non ho capito bene..
      Ribadisco il piacere di avervi conosciuto, state bene, a presto!

      • 5

        babboferro said,

        In effetti, Aria cara, c’è un continuo fiorire di avvisi sulle case del tipo “te huur” e “te koop”; qundi movimento abitativo pare che ci sia. Del resto i vostri ex vicinanti, almeno per il periodo che li avete avuti come tali, mi pare abbiano traslocato più velocemente di voi. Poi – io che ho più tempo per girare – ho visto più volte la sequenza: casa con cartello (tipo i già citati) abitata – casa vuota – casa abitata nuovamente (da altri). Le case più belle e grandi (quelle che adocchi tu, ad esempio) sono indubbiamente più “ferme”. Ma forse è questione di quota di mercato immobiliare accessibile a pochi (legalmente).

        Quanto all’altra osservazione, anche la lentezza veloce non è un ossimoro inspiegabile: lavorano lentamente, ma con metodo e progetti – secondo me – molto precisi e dettagliati. Non li ho mai visti buttare via un lavoro a metà per rifarlo: tutto è previsto.

        Come i treni in caso di nevicata dei quali si parlava in un altro post: se non sono sicuri che arrivino a destinazione, non li fanno partire; non è che ci provano e poi cercano di rimediare.

  4. 6

    Bina e Diego said,

    Ohi ragazzi!
    Niente accordi cara Aria, io sono una gran romanticona! ahahhaha!
    Ecco, il Babbo ha capito esattamente cosa volevo dire: ho notato che quando pedalano (e quando mangiano, avevo dimenticato) sembra che scappino da chissà quale pericolo imminente, poi però li vedi lavorare (e solo a gruppetti di tre, non sia mai che ci siano due braccia in più inutilizzate), dal muratore, alla cassiera, all’impiegato della banca, all’autista, e ti rendi conto di quanto siano lenti, rilassati, ma, come dice il babbo, metodici. l’osservazione che secondo me, scherzosamente, era contro le leggi della fisica veniva dal confronto con la realtà in cui vivo: qui vedo 10 operai all’opera (piu che altro, intorno ad osservare) per fare una buca, ci mettono 15 giorni e la buca non la finiscono mai. Eppure se li vedi, sembrano correre (quelli fermi scrivono velocemente).
    Poi vedi gli olandesi, solo 3, tutti all’opera, mentre lavorano cantano, chiacchierano, mordono un panino, qualcuno balla pure, e in un terzo del tempo hanno finito.
    Questione autista.
    Aneddoto: in uno dei giorni del nostro soggiorno io e Diego abbiamo preso il tram (sbagliato, tra l’altro) ma salendo ci siamo accorti di non avere più monete, ma solo banconote. l’autista non aveva resto da farci, e ci ha detto “non c’è problema, se scendete un attimo a cambiarli qui davanti vi aspetto”. Io stavo per piangere (la romanticona). Certo, adesso ho capito perchè il tram non è mai affollato.

    Riguardo il test dell’autista, ricorderai quella conversazione riguardo la buona educazione: buongiorno, grazie per favore. Vi avevo detto che mi aveva colpito il fatto che gli autisti olandesi (ma non solo loro, ovviamente) salutino sempre sorridendo, a differenza dei nostri (più che altro delle linee periferiche o regionali) che quando sali, se li saluti, ti bofonchiano qualcosa guardandoti col sospetto di chi immagina tu voglia chiedere qualcosa alla quale non sapranno rispondere,
    ho fatto il test per tre settimane da 5 giorni (sabato e domenica vado a lavorare con la macchina)
    prima settimana: 5 saluti, nessuna risposta.
    seconda settimana: 5 saluti, 1 risposta con sorriso
    terza settimana: 5 saluti, 1 risposta sospettosa.

    poi mi sono fermata nell’analisi, riprenderò da lunedi.

    Si lo so, sono un pò malata!

    ora doccia e lavoro, vi auguro un sereno Fine Settimana!

    a presto!

    Bina


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