fuori i pattini!

Dopo due inverni al nord, il terzo è in pieno svolgimento.
Dopo due inverni di neve e ghiaccio, questo sembrava essere il più mite della storia, fino a domenica. Da sabato notte si è alzato un vento gelido che ha portato le temperature sotto lo zero in poche ore. Domenica pomeriggio sono riuscito a fare la oramai consueta corsetta in bici fino a Zandvoort ma in certi momenti, quando il vento soffiava contrario a noi, sembrava di essere su una pista da sci, non fosse stato per il mare che si intravedeva alla nostra sinistra, immerso nel buio.

Lunedì mattina ci siamo svegliati con la neve. Pochi centimetri hanno coperto ogni cosa ma, al momento di uscire di casa, ne rimaneva traccia solo sui tetti. Quella poca neve è rimasta lì fino ad ora, ed è destinata a rimanervi dal momento che almeno per 7 – 10 giorni non si prevedono temperature sopra lo zero, nemmeno a mezzodì.

Oltre al freddo clamoroso che si riesce a provare pedalando, camminando o anche solo respirando in città, mi sono subito preoccupato dei treni, che sono solitamente i primi ad avere dei problemi in caso di neve e ghiaccio. Invece no, tutto procede tranquillo al momento, tanto che sui giornali si parla sì dei 300 km di code in autostrada del lunedì mattina, ma anche e soprattutto di tirar fuori i pattini!

Come in ogni vignetta che rappresenti uno scorcio di vita olandese in inverno, infatti, gli spilungoni si dilettano a sfrecciare sulle spesse lastre ghiacciate che ricoprono l’acqua dei canali appena possono. Per ognuno dei canali di Amsterdam, almeno per quelli del centro, esiste un “mastro ghiacciaio” che ha il compito di verificare lo spessore dello strato di ghiaccio, tramite carotaggio, per garantirne la “pattinabilità” ai cittadini che gradiscono farsi quattro piroette sulle lame affilate.

la, curiosa, bandiera della Frisia

Non contenti di una pattinata nel canale del quartiere gli olandesi hanno ben pensato di organizzare una gara seria. Dal 1909 esiste, infatti, la tradizione dell’Elfstedentocht (il giro delle undici città). È una corsa sui pattini da ghiaccio in Friesland, regione a nordest con una curiosissima bandiera, che potete ammirare a sinistra. Si corre ogni qualvolta tutti i canali che collegano le 11 città di Leexuwarden, Sneek, IJIst, Sloten, Stavoren, Hindeloopen, Workum, Bolsward, Harlingen, Franeker, Dokkum raggiungano uno spessore di almeno 15 cm su tutto il percorso, di 200 chilometri. Se ogni mastro ghiacciaio dà l’ok per il tratto di sua competenza, viene dato il via all’organizzazione della gara, al grido di “it giet oan!“, che in lingua frisona significa qualcosa tipo “si può fare!”.
L’evento, avvenuto l’ultima volta nel 1997 e prima nel 1986 (la pausa più lunga tra le edizioni del 1963 e del 1985), conta in media 15.000 partecipanti ed è una festa per tutta la nazione, oltre che per la Frisia.

Non credo che il 2012 sarà l’anno giusto per questo evento, ma se dovesse capitare saremo a festeggiare tra i frisoni a Leeuwaarden, visto che la nostra preparazione atletica non ci permetterebbe di pattinare per 200km.
Questo non vuol dire che non pattineremo nelle terre olandesi, visto che Aria vorrebbe imparare e io vorrei mettere a frutto gli anni di pattinaggio artistico fatti da bambino, ma opteremo per delle ruote e, soprattutto, per una temperatura più gradevole.

|Ste|

qui sotto il giornale di oggi, in copertina la frase magica che potrebbe arrivare dalla Frisia, It giet oan!

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1 Response so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Nel mio immaginario di bambino/ragazzino, grazie al mix di alcuni disegni che conoscevo, fantasticavo su piccole/i olandesi che scivolano felici sul ghiaccio con zoccoli, abiti tradizionali e sciarpe svolazzanti. C’erano sempre mulini ma non canali, probabilmente perchè le immagini mancavano del piano lungo, delimitate com’erano dal logo di qualche marca di cacao in polvere che mi stavo preparando. E dopo, assaporando la calda (ed anche rara, per me) bevanda, mi immaginavo di essere appena tornato a casa proprio da quei posti incantati, anzichè dal prato nella mia via. Infreddolito e felice.

    Nei quasi tre anni di frequenza – prima periodica ed ormai definitiva – di questo Paese sto rivedendo l’immagine di fantasia che avevo, come è naturale che sia. Ad esempio le sciarpe sono rimaste, e pure in tutte le stagioni: è molto raro vedere in giro un/a olandese senza sciarpa, salvo che in spiaggia, direi. Può darsi che la indossino anche in casa.

    Costumi tipici e zoccoli la fanno da padrone nell’ambito turistico, ma non escluderei che in qualche orto/campagna i secondi siano ancora in uso. Sono perfetti per fornire un solido appoggio su terreni fangosi e/o innevati, basta l’acqua per pulirli, sono eterni e costano pure poco!

    E il pattinaggio sul ghiaccio? Be’, la passione per questa pratica è rimasta nel cuore della popolazione locale di tutte le età, come dice Ste nel suo bellissimo post. Canali, fiumi, laghetti e lagune sono presenti ovunque [tranne che nelle scatole di cacao], ed ogni inverno si trasformano del tutto o in parte in piste ghiacciate. E pure gratuite!
    Ma vi rendete conto di cosa voglia dire per un olandese potersi muovere più libero e veloce che se fosse in bicicletta? Uno sballo!

    Quindi al ghiaccio non si resiste da queste parti; infatti già domenica scorsa gli abitanti del nostro quartiere si sono appropriati di un pezzo di canale, costringendo folaghe, anatre selvatiche ed anche un paio di cigni ad allontanarsi dal loro habitat quotidiano, nel parco a noi vicino.

    Infatti, a meno di cento metri da casa nostra, il canale forma un’ansa che era gelata in superficie già alcuni giorni prima della nevicata. Poi la neve – sia pure di un solo giorno, ma molto abbondante – ed il permanere stabile della temperatura ben al di sotto dello zero hanno fatto il resto: ormai l’intera ansa era (ed è tuttora) una solida lastra di ghiaccio di due-trecento metri quadrati. Non tantissimi, certo, ma già sufficienti per la gioia di un paio di dozzine di pattinatori di ogni età.
    Una sorta di “eenstadtocht”: il “viaggio in una sola città”, parafrasando la corretta citazione di Ste, ed in attesa che siano pronte le altre dieci.


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