Fine d’anno col botto

Gelukkig nieuwjaar allemaal! [Buon anno a tutti!]

Come sono andati i festeggiamenti dell’ultimo giorno dell’anno, o meglio del primo del nuovo? Avete fatto baldoria, mangiato, ballato e bevuto?
Comunque sia andata, spero che ognuno abbia festeggiato seguendo le proprie preferenze.
Noi tre ‘coinquilini’ ci siamo dedicati un piccolo ma serio cenone di fine d’anno, con tanto di spumante della nostra regione di provenienza a mezzanotte.

Nel 2009, al nostro primo ultimo dell’anno in Olanda, rimasi stupita dalla quasi assenza (rispetto all’Italia) dei botti di fine/inizio anno. Intendiamoci, durante il giorno del 31 dicembre sentimmo qualche botto, ma pochi rispetto a quelli cui eravamo abituati (e questa ‘usanza’ iniziava diversi giorni prima). Prima e dopo mezzanotte ci furono diversi botti e fuochi d’artificio, lanciati un po’ dappertutto in giro per la città; in un paio d’ore tutto tornò alla normalità e al silenzio.
Il passaggio dal 2010 al 2011 lo passammo in Italia, quindi rientrammo nelle usanze tipiche dei nostri posti.
L’ultimo Capodanno lo abbiamo trascorso nuovamente in Olanda, ad Haarlem per la precisione, data l’assenza di treni in tutti i Paesi Bassi dalla sera del 31 dicembre alla mattina del 1° gennaio.
La mattina dell’ultimo giorno dell’anno il papiño ed io siamo andati al mercato in cerca di sfiziosità, mentre Ste si destreggiava al supermercato per la spesa grossa. Tutti, sia durante i rispettivi tragitti che a casa, abbiamo notato la costante presenza di rumorosissimi scoppi di botti e petardi più o meno grandi: per tutto il giorno!
Dalle 23 circa hanno inziato a raddoppiare le esplosioni per poi arrivare ad una tempesta di botti, petardi, ma anche bellissimi fuochi d’artificio a mezzanotte e ben oltre. Abbiamo anche visto dei vicini festanti recarsi verso il canale, con un sacchetto con le munizioni e i bicchieri di spumante (?) in mano.
Le esplosioni sono poi proseguite almeno per altre 2 ore.. temevo di non riuscire ad addormentarmi, ma per fortuna non ci sono stati problemi.
Li trovo decisamente cambiati in 2 anni, molto più rumorosi, oppure io sono diventata davvero troppo sensibile.

|Aria|

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1 Response so far »

  1. 1

    babboferro said,

    L’ultimo giorno del 2011 ero da solo nella casa di Haarlem, anche se – dal punto di vista anagrafico – risultava il mio ultimo giorno di residenza nell’appartamento italiano. Quindi ho passato l’intera giornata a cucinare con botti e borbottìi (delle pentole).

    I botti (?!?) haarlemesi li definirei con un’unica parola: esasperanti.

    Va detto che il mio 50% di ‘napoletanità’ ha sempre amato i “botti”, anche se nel tempo questo amore si è spento (letteralmente), vivendo con bambini ed animali. Rispettando quindi le loro paure ed orecchie, specialmente se non sanno che giorno sia. Prima ero più “mascalzone”: confesso di aver bruciato una giacca e di aver forato il tettuccio di una Citroen 2CV (entrambe di mia proprietà, peraltro).
    L’ultima “performance” è stata circa quindici anni fa, quando passai qualche giorno a Graz (A) con una mezza dozzina di amici. L’ultimo dell’anno uscii con uno di loro, buttando qua e là qualche petardino in periferia. Non girava nessuno, ma due poliziotti hanno cominciato a seguirci con aria circospetta, anche perchè tiravamo fuori i petardini da una grossa (e stracolma) borsa della spesa, e li accendevamo con le sigarette (come si DEVE sempre fare: è bene che lo sappiate per la vostra sicurezza). Lo “spettacolino” vero e proprio – se così si può dire – l’abbiamo però inscenato in piazza. C’erano centinaia di persone del posto che facevano esplodere petardini e razzetti in uno spazio libero; di giorno dedicato al mercato e senza abitazioni nè animali intorno.
    Lì abbiamo tirato fuori i nostri “pezzi da novanta” (circa centomila vecchie lire di “botti”; quasi tutti “legali”, comperati in un negozio di nautica). A quel punto gli astanti si sono sistemati ai bordi della piazza per godersi lo spettacolo, lasciando noi due in mezzo al fumo ed alle esplosioni. Erano estasiati; qualcuno si è persino avvicinato per comprarci al doppio del loro valore i “botti” che avevamo in borsa.
    Un grande successo, insomma (ci sono pure stati degli applausi), ed i poliziotti ci hanno lasciato fare, senza portarci in guardina.

    I “botti” (se così si può dire) di Haarlem sono stati esasperanti e patetici perchè (almeno fino a mezzanotte) non hanno mai avuto un crescendo: scoppi isolati e continui, dalla mattina in poi. E spesso anche nel vicolo sotto casa, circondato da molti appartamenti.

    Come dire: le cose si hanno da fare seriamente e nei luoghi (ed – ovviamente – momenti) giusti. L’unica cosa che ho apprezzato di questa esasperante (e patetica, tipo “voio ma no posso”) performance è stata che i ragazzini accendevano i loro razzi e petardini con una sorta di miccia a mano (più sicura), e non con fiamme libere.


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