raccolta mele

Ora siamo molto impegnati nel nostro trasloco, che è brevissimo negli spazi, ma non altrettanto nei tempi e presenta la fatica fisica e mentale che un trasloco comporta.

Una decina di giorni fa, prima che iniziassimo a spostarci, durante il pranzo parlavo con i miei colleghi delle mele. Avevo notato un adesivo con la bandiera olandese sulla buccia di una Elstar. Non pensavo che l’Olanda le coltivasse, abituato come sono a trovare al supermercato prodotti provenienti dal sud, dell’Europa o del mondo: quando l’ho detto, i miei colleghi olandesi mi hanno guardato sgranando gli occhi, come se l’Olanda fosse l’esportatore di mele per antonomasia; orgogliosi di riuscire a coltivare qualcosa che non sia patate o fiori. Per darmi una prova tangibile, mi hanno subito parlato di un luogo a pochi chilometri da Amsterdam dove si possono raccogliere le mele, abbuffarsene tra gli alberi dei meleti e portarne via un poche pagandole un prezzo onesto.

Incuriosito da questo racconto contadino, ho cercato il sito internet dell’Olmenhorst, questo il nome della tenuta dove si svolge la raccolta, e mi sono informato sui tempi e sui luoghi. Da metà settembre al 23 ottobre gli sterminati frutteti aprono i battenti ai visitatori. Il posto è molto tranquillo anche se in certi momenti un po’ affollato. C’è un grande parcheggio, i campi con le mele e la baracca dove le pesano per venderle. Camminando qualche minuto ci si addentra tra le viuzze tra i frutteti, ad un certo punto le mele lasciano il posto alle pere su distese altrettanto estese. Si arriva ad un agglomerato di una mezza dozzina di case contadine, qualcuna adibita a negozietto di artigianato e, attraversato questo, si arriva ad un altro gruppo più numeroso di grandi e caratteristiche abitazioni dove c’è un vero e proprio mercatino. I prodotti che vengono venduti lì non sono necessariamente prodotti nel posto, ma sono tutti biologici e spesso contengono le mele.

A pochi passi di distanza dal mercato c’è un ristorante self service, dove vengono servite bevande e dolci a tema, succhi di mela e pera, birra alle mele, muffin con mele o cioccolato e la tradizionale torta di mele olandese (non perché l’abbiano inventata loro, ma perché si trova davvero ovunque nei Paesi Bassi). Tutto attorno al ristorante un grande prato e uno spazio dove i bambini sguazzano per terra, per potersi sporcare come piace a loro. Amano sporcarsi, davvero.

Noi siamo arrivati nel primo pomeriggio e il posto chiude alle 17 quindi, dopo un assaggio presso il ristorante, qualche acquisto al mercatino e piacevoli passeggiate tra i profumi della terra, abbiamo fatto una breve escursione sul campo per raccogliere qualche frutto con le nostre mani. Abbiamo portato via una decina di mele e, arrivati alla baracca per pagare, abbiamo aggiunto qualche pera presa da un cesto lì vicino al montepremi: pagati 2 euro siamo andati via con un sacchetto pieno di frutta. Un’esperienza da fare, soprattutto per chi si trovasse in zona e non avesse mai avuto occasione di avere qualche albero da frutta da spogliare a mani nude.

Vicino a Lisse, info sul loro sito qui. Vedo però che il sito è solo in olandese, quindi vi riassumo qui i dettagli utili:

Landgoed De Olmenhorst
Lisserweg 481, Lisserbroek.
+31252 41 31 65
info@olmenhorst.nl
fino al 23 ottobre
mercoledì e venerdì 13 – 17, sabato e domenica 10 – 17
tra il 15 e il 23, ogni giorno 10 – 17

|ste|

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3 Risposte so far »

  1. 1

    olandesina76 said,

    wow! prendo nota allora,chissà mai che un giorno ci possa andare :-)
    Un caldo saluto dalla calda toscana..previsti 29 gradi anche oggi…. :-(

  2. 2

    babboferro said,

    Una trovata geniale – secondo me – questa di offrire alla gente di venire a raccogliersi la frutta da soli! Pensate ai vantaggi, ad esempio:

    1. In una dozzina di giorni [stante l’affluenza e l’impegno dei raccoglitori volontari], una buona parte del raccolto aziendale è già fatto e venduto senza spendere niente, cioè ‘gratis’. Tale termine è fondamentale per gli olandesi, anche se lo pronunziano in modo un po’ sconcertante.

    2. I raccoglitori volontari e le loro numerose famiglie (in Olanda il tasso di natalità è piuttosto alto: http://www.indexmundi.com/map/?l=it&r=eu&v=25) possono comperare mele/pere di qualità ad un prezzo che è circa la metà di quello praticato dai supermercati.

    3. Il beneficio derivante dai servizi correlati (ristorazione, affitto di spazi ai venditori del mercatino, pubblicità, ecc.) non è trascurabile.

    4. Il costo per gli organizzatori consiste alla fine nel fornire spazi attrezzati (già disponibili) ed un paio di dozzine di ragazz* addett* al parcheggio ed alla pesa per un po’ di giorni. Ad orario limitato, inoltre.

    Anche da noi ( in Friuli-Venezia Giulia) e nell’Italia tutta ci sono aziende agricole adatte a fare cose così o migliori: io stesso ne conosco alcune.

    Ma – vi prego – immaginate lo steso scenario in Italia: un centinaio di macchine (per fornire un dato approssimativo) sforna due-trecento passeggeri [ma noi tre eravamo in autobus con sosta abusiva, ad esempio]: tutti vengono forniti di sacchetti e si dedicano alla raccolta (o al pic-nic, ecc.). Alla fine tutti si presentano alla pesa e pagano il dovuto.

    I ragazzi del controllo si occupavano solo del parcheggio delle vetture; tant’è che anch’io ho avuto il permesso di occupare una loro sedia.

    Pensate che in Italia nessuno avrebbe caricato la frutta in bagagliaio senza pagarla per niente e se ne sarebbe andato? Io credo di no.

    Comunque – per quanto mi riguarda – l’unico dispiacere per me è stato non potere bere nè il sidro (= vino di mele), nè la torta di mele: erano piatti finiti (naturalmente) da tempo.

  3. 3

    olandesina76 said,

    Specifico e preciso come sempre! :-)


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