quattro giorni

Da quattro giorni sono da solo qui ad Haarlem, mentre Aria si fa coccolare dal papiño e dal calore dell’estate italiana. Una dozzina di giorni di solitudine che passerò in gran relax, immerso nel mio disordine che, sebbene faticosamente ridimensionato negli anni, ritorna fuori vivacemente non appena spariscono possibili testimoni.
Forse riuscirò a vedermi con Pietro, Jacopo o Francesco, i miei tre compaesani (concittadini dovrei dire) che vivono ora tra Noord Holland e Noord Brabant. Vedremo se riuscirò a scucir loro un appuntamento, visto che stanno diventando tutti un po’ come gli olandesi, che non si muovono senza un preavviso di almeno un paio di settimane (e conseguente appuntamento in agenda). Se non si faranno sentire poco male, ne approfitterò per studiare un po’ di olandese, visto che il corso che sto seguendo è sospeso per due settimane.
Nell’attesa di sapere le mie sorti e la mia agenda della prossima settimana, vi racconto di un evento curioso che ho scoperto con solo 95 edizioni di ritardo. Ne ho letto per caso l’altro giorno mentre aiutavo Aria a trovare un taxi sostitutivo che dalla stazione di Nijmegen la portasse all’aeroporto di Weeze da dove avrebbe preso l’aereo verso Trieste.

Ed è dal mio comodissimo divano rosso che vi racconto, per assurdo, della Internationale Vierdaagse Afstandsmarsen Nijmegen, conosciuta come la “quattro giorni di Nimega” . Si contrappone infatti al mio ozio sul divano, la fatica immane che si concentra nella manifestazione: quattro giorni per quattro maratone. In realtà la distanza da percorrere quotidianamente in questa quattro giorni non competitiva varia secondo la categoria, stabilita in base a età e sesso: 30, 40 o 50 km a tappa. In più ci sono i militari, che sono liberissimi di scegliere tra 40 km al giorno con zavorra da 10 kg oppure 50 km tondi tondi, ma liberi come farfalle.
Nessuna competizione, l’unico cimelio da portare a casa è una medaglia che viene consegnata a chi completa le tappe entro il tempo limite, che va da 9 a 14 ore a seconda della categoria.
Nei giorni precedenti e in quelli della manifestazione, è usanza fare una grande festa a Nijmegen, la Vierdaagsefeesten. Inizia il sabato prima della settimana delle marce e si conclude assieme alla ultima corsa, dove il pubblico attende festoso i sudatissimi partecipanti. I militari percorrono gli ultimi chilometri in divisa, cambiandosi d’abito in appositi spazi lungo il percorso, come vuole  la tradizione.

È infatti dal 1909 che questa manifestazione ha luogo, arrivando nelle ultime edizioni a un milione di visitatori, tra corridori e pubblico festante. Fu sospesa solo negli anni della guerra e nel 2006, anno in cui un’ondata di caldo assolutamente sopra la norma per l’Olanda (35°C) mise k.o. i partecipanti,  al punto che 300 furono coloro che necessitarono di cure mediche e due persone addirittura non sopravvissero all’avventura.

Ora mi concedo un po’ di riposo perché solo a parlarne mi sento un po’ stanco. Accaldato no, visto che il 24 luglio 2011 ci regala 13,5°C

|Ste|

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