Come una gazza ladra

Ricordo che da bambina mi aveva colpito una storia che mi avevano raccontato.
Una volta, una gazza ladra particolarmente audace si era affacciata alla finestra della cucina ed aveva rubato un piccolo cucchiaino in argento, che in quel momento luccicava sotto un raggio di sole. Mi spiegarono che le gazze sono particolarmente attratte da tutto ciò che luccica, che riflette luce, come l’argento appunto.

Anch’io ho sempre subito il fascino delle cose luccicanti: il riflesso e la rifrazione della luce sul vetro, su alcuni metalli, mi hanno sempre ipnotizzato.
Da bambina, quando andavo al mare nei lidi rocciosi in estate, passavo le ore sul bagnasciuga (dopo il bagno, s’intende) a setacciare con lo sguardo le pietre e i sassolini; ero alla ricerca dei pezzettini di vetro che il mare restituisce ‘smerigliati’.
Non luccicavano, ma erano di tantissimi colori diversi e mi sembravano dei gioielli, doni del mare.

Crescendo,  come forse la maggior parte delle donne occidentali, da adolescente iniziai ad appassionarmi alle pietre ed ai metalli preziosi. Probabilmente in quel momento, scoprii la luminosità e la luce che i diamanti (visti solo in foto e nelle vetrine delle gioiellerie) riflettono e mi innamorai di questa pietra preziosa.
Forse mi lasciai condizionare anche dai messaggi pubblicitari, oltre che da quella regola non scritta per cui, se una donna riceve un diamante, significa che il suo valore è inestimabile quanto quello della pietra. Molto meno poetico, messo in questi termini, ma comunque efficace. Per non parlare di quello che suggeriva Marylin in Gentlemen prefer blondes, film del 1953, di Howard Hawks.
Pensavo che, al momento giusto, la persona giusta mi avrebbe regalato un diamante per dimostrare il suo illimitato amore nei miei riguardi.

Non ho approfondito il mio pensiero fino a poco tempo fa.
Quando ho sentito che forse era arrivato il momento di realizzare il mio desiderio, l’ho manifestato a Ste (che aveva già subodorato qualcosa, grazie ad una terapia di lento avvicinamento all’obiettivo, portata avanti dalla sottoscritta per qualche anno.. diabolica!!) e poi alle persone più care.
Non l’avessi mai fatto!! Mi sono piovute addosso una serie di informazioni, di articoli di giornale, di film sul tema del ‘mercato nero’ dei diamanti.
Senza accordarsi, il papiño e la mia amica Marijke hanno inizato una campagna di informazione vera sull’estrazione e il mercato delle tanto sospirate pietre preziose.
Risultato: disgustata dalla violenza, dalla criminalità, dallo sfruttamento ambientale ed umano che il commercio dei diamanti ancora oggi esercita, ho deciso non solo che non desidererò mai più un diamante, ma che farò il possibile per informare chiunque su cosa c’è dietro a quel gioiello.

A tal proposito, lascio qualche approfondimento:
La Domenica di Repubblica 4/02/2007, Nell’officina segreta che crea i diamanti, articolo di Paolo Rumiz.
Blood diamond (2006), film di Edward Zwick.

|Aria|

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3 Risposte so far »

  1. 1

    Luca, Manu & 8 said,

    Buon giorno Arianna!!! Saluti anche a Ste!
    State bene nella vostra verde e fresca Olanda? Qui a Venezia ma non solamente qui, le temperature e soprattutto l’umidità, rendono queste giornate d’estate non molto piacevoli. La sera ancora si respira un po’ ma per il resto del giorno la situazione è abbastanza calda…

    E così vorresti avere come regalo un diamante? Ah si? Un bella pietrona da incastonare su un misero anellino o due orecchini brillanti?
    Ferruccio e Marijke hanno fatto bene ad informarti su come vengono ricavate queste pietre “preziose” e su tutto quanto gira loro intorno.
    Io ho ben poco da aggiungere se non segnalarti questo sito web, http://www.ethicaldiamond.com/, di una gioielleria milanese che vende diamanti e altri gioielli ottenuti nel rispetto della natura e di chi ci lavora. Così se la tua indole da Gazza Ladra dovesse continuare a premere per avere una di queste pietre, magari lì trovi qualche suggerimento…
    Il tutto grazie, come sempre o quasi, a Radio Popolare di Milano. Una delle cose che ancora mi legano alla città meneghina che mi ha visto nascere. Le altre sono poche ma comunque i ricordi rimangono vivi e piacevoli [per quanto un ricordo possa esserlo….] e sono: i Casino Royale, il quartiere Isola e il Cento sociale Garibaldi. Due di questi sono ahimè o spariti perché chiusi, il Garibaldi, o stanno subendo una profonda trasformazione, il quartiere Isola.
    I Casino Royale invece continuano a fare grande musica condita da testi molto riflessivi e attenti alla realtà milanese e non solo.

    Con questo piccolo excursus fuori tema vi saluto e vi auguro una buona domenica al fresco. Beati voi!!!
    Saluti dall’Isola delle Foche [se ci fossero davvero sarebbero bollite……]
    Luca, Manu & 8

    • 2

      Aria said,

      Caro Luca, grazie molte della dritta sull’acquisto del diamante eco-sostenibile.
      Nonostante anche Marijke abbia tentato di far vacillare la mia decisione ragionata, indirizzandomi verso l’acquisto di seconda mano perché in quel caso la pietra è già in commercio, sono ancora decisa a non volere alcun diamante.
      Certo, se ne trovassi uno per terra, credo che lo terrei.

      Abbiamo notizie del clima italiano e ci godiamo il fresco dei 10° in meno, ma pensiamo sempre a voi..

  2. 3

    babboferro said,

    Sono in ambasce per la sorte della mite gazza (Pica Pica, secondo la denominazione binomiale di Linneo): non ha fatto mai nulla di illegale, se non cercare materiali per l’elaborato nido dei suoi cuccioli.

    È stato il “bon-vivant” (secondo tradizione) Gioacchino Rossini ad appiccicarle la fama di “ladra” per la sua famosa opera. Infatti il Devoto-Oli cita anche la dicitura di “gazza” (e basta) in italiano.

    Nel noto melodramma la cameriera Ninetta (innamorata del suo padrone, promesso sposo ad un’altra), viene accusata della sparizione di un cucchiaino d’argento. Da cui lo scandalo; e vi risparmio i dettagli.

    Va anche detto che i diamanti (artificiali) sono un materiale fondamentale nelle industrie metalmeccaniche: duri come nessuno.


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