arrivederci Zio

Sono stato in Italia nei giorni scorsi.
Ci sono stato per portare il mio saluto a una carissima persona che non c’è più, dopo mesi di dolore.
E alle persone che lo amano, per cui il dolore ora è più vivo che mai.
Non trovo molti altri pensieri in questi giorni, mi sono anche chiesto se fosse opportuno scriverne su queste pagine italo olandesi. Ho deciso che qualche riga in suo ricordo deve esserci in questo blog, è una pagina della mia vita troppo importante per non lasciare traccia anche qui. Per lo meno i primi tre pensieri che mi vengono in mente se penso a lui.

Un pensiero a zio Elvi per l’esempio di bontà verso il prossimo e per il senso di pace che mi infondeva, forse perché ricordo ancora la sua voce mentre narrava le storie a me e a suo  figlio Francesco quando eravamo entrambi piccoli, per farci addormentare, le rare volte in cui mi fermavo a dormire da loro. Era così dolce da far venire i brividi, non lo scorderò mai.
Ricordo poi con estrema lucidità quanto fosse morbida la sua barba durante la mia adolescenza e quante volte ho schiacciato il mio viso contro il suo per dargli un bacio, e per sprofondare nel suo morbido profilo. Ci rimasi un po’ male quando se la tagliò, era un pezzo della mia giovinezza che si perdeva e finiva dalla realtà ai ricordi, dove rimarrà per sempre folta e soffice.
Ricorderò sempre anche la sua estrema tenacia e la sua voglia di vivere, godendo dei piaceri semplici della vita e della natura, dal mare all’amato orto dietro casa, perfetto quasi come il suo giardino che gli era valso onori e premi. Sento ancora la fatica se penso a quando scendevamo in percorsi scoscesi aiutandoci a volte con corde, vestiti in maniche corte e boxer da mare, a farci frustare dagli alberi della boscaglia dentro la quale si nascondeva il sentiero con cui si raggiungeva il mare tra Sistiana e Trieste. Dalla Strada Costiera si arrivava alla spiaggia dopo 10 minuti di discesa più o meno ripida, che si presentava uguale e contraria al ritorno, ma allora era un’interminabile salita e noi, dopo un’intera giornata passata a sguazzare tra le onde sotto il sole cocente, eravamo stanchi già prima di partire. Sento ancora il sudore che letteralmente zampillava dalla mia fronte: da quando si facevano gli ultimi passi sui grossi ciottoli che ricoprivano la spiaggia, fino all’arrivo presso l’automobile parcheggiata a lato della strada, una sessantina di metri più su. E avevo vent’anni, se non meno. Lui a 62 anni alternava queste imprese a sessioni di pallavolo, assieme a prestanti giovani. Inimitabile.

Spero che Dio o chi per esso aiuti a superare il vuoto che circonda ora le vite di chi è rimasto, di chi ha lottato con lui da vicino in questi 6 mesi. Lo spero, anche se in certi momenti il cielo sembra dare il contrario delle risposte che oggettivamente parrebbero ovvie.

Un forte abbraccio, Zio..

|Ste|

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2 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Tutti noi sperimentiamo la vita quotidianamente, eppure possiamo scoprire ogni giorno cose inaspettate, se il nostro spirito è vivace ed il cuore è aperto.

    Gioie e dolori – come si suol dire – ma anche noia, rabbia o stanchezza.

    Ancor meno – per non dire nulla – sappiamo su cosa c’è oltre la vita che conosciamo. Nonostante secoli di religioni e/o teorie filosofiche in genere.

    Io credo (pur con umiltà e dubbi) che sia dovuto nel nostro passaggio terreno comportarci nel modo più umano possibile, cercando di essere presenti e vicini ai nostri compagni di strada come meglio possiamo. Con semplicità, dignità e affetto.

    Dalle poche parole della tua testimonianza, evidentemente tuo zio ha fatto questo ed ha lasciato traccia in chi lo amava. Un uomo di valore. Da ricordare. Grazie.

  2. 2

    manu said,

    Leggo questo articolo e le lacrime scendono.
    Il ricordo dello “zio Elvi” è nel cuore di tutti noi.
    Persona speciale, attenta, mai sopra le righe.
    Difficile da dimenticare.
    E a Ste grazie per averlo ricordato.


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