La tenacia di Juno

Juno al tavolo verde

Prima di tutto, un augurio a lei, piccola creatura maltrattata, perché sia forte come è sempre stata verso il suo destino: che lo sia anche adesso, che il destino le si è messo contro.

Incontrai questa gattina (allora non aveva ancora un nome) 3 anni fa; aveva circa 6 mesi di vita. Era stata salvata da una generosa famiglia che abitava nei dintorni della zona in cui vivevo col papiño.
Le avevano fatto amputare una zampa, seguendo il consiglio del veterinario, dopo che la gattina era stata trovata con un moncherino di zampa (probabilmente a causa di una tagliola). La aiutarono a partorire i cuccioli di cui era gravida e nacquero tutti già morti; la gatta era probabilmente troppo giovane per la gravidanza. Inoltre, solo alla conclusione del parto, si accorsero che quello che rimaneva da ‘partorire’ non era un altro cucciolo, bensì una specie di ernia causata presumibilmente da un calcio ‘umano’ (solo per intendere il genere di appartenenza del mandante).

Quando la incontrai la prima volta, Juno era piuttosto sana (in convalescenza post-operatoria) e sembrava una punkabestia, perché aveva il lato sinistro del corpo appena ricoperto di pelo (l’avevano rasata per l’operazione).
Decisi subito di prenderla con noi (il papiño era già abituato a ‘trovatelli’, che trovavano in casa nostra il primo soccorso.. In alcuni casi, da primo si trasformò in permanente, tanto che un giorno mi arrivò un secco ultimatum: al prossimo animale che entra, tu esci. A quel punto decisi di quietarmi per un po’, fino a 3 anni fa).
La gattina poteva camminare da sola, non seguiva alcuna terapia particolare, non dava segni di sofferenza ed era pure molto carina.
Decisi che si sarebbe chiamata Juno, ricordando l’omonimo film (2007) di Jason Reitman, come augurio a vincere la sua personale battaglia in un mondo che era stato decisamente ostile nei suoi confronti.
La portai a casa. Per i primi giorni rifiutò il cibo, anche i pesciolini freschi che il papiño le aveva comprato apposta. Scoprimmo che l’unico pesce che la signorina ‘poteva’ (per sua scelta) mangiare era il tonno; per il resto, solo carne.
Con il passare del tempo, iniziammo a trovarle dei soprannomi adatti alle sue smorfie, a farle assaggiare la pasta (cotta e scondita) e lo yogurt (bianco, giusto una leccatina al coperchio), a farle provare la comodità di Pablo (una radice di albero.. una lunga storia..).
Juno iniziò a tranquillizzarsi e noi a conoscerla.

L’anno successivo al suo arrivo da noi, Ste ed io partimmo per l’Olanda. Il papiño si offrì di stare con Juno, in attesa di portarla a vivere con noi in Olanda. Ovviamente mi spiacque lasciarla, ma sapevo che avrebbe avuto ottima compagnia e attenzioni, rimanendo nell’unica casa che conosceva.

In questi ultimi 2 anni, Juno è diventata una specie di budino, grazie alle attenzioni e all’affetto del papiño. Lui è stato in grado di mostrarle la parte veramente umana degli uomini; e Juno ha imparato a fidarsi di nuovo. Ha iniziato a godersi la vita. Ha avuto un maestro d’eccezione, lo so per esperienza.

Purtroppo ora sappiamo che Juno non verrà mai in Olanda.

Nell’ultimo periodo non stava bene e le hanno diagnosticato la leucemia felina (FeLV). Non c’è rimedio e le poche terapie che ci sono (molto pesanti per l’animale), non risultano efficaci.
Non c’è rimedio all’amara impotenza di fronte alle cose, bisogna accettarle e vivere al meglio ogni momento che viene dato.
Per andare avanti, si deve riconoscere ciò che è stato fatto per Juno. Ha vissuto gran parte della sua vita in salute e nell’amore.

Per adesso, Juno sta abbastanza bene ma non migliora. Apprezza le piccole gioie quotidiane, che il papiño subitamente le fornisce, e mangia da sola. Non è molto, ma sono certa che lei lo apprezzi davvero.
La piccola è davvero tosta!!

|Aria|
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4 Risposte so far »

  1. 1

    Quando poco piu’di tre anni fa mi trasferii qui in Olanda lasciai Kaya, la mia cagnetta, in custodia a mia madre aspettando di trovare una sistemazione adatta a lei e portarla qui con me. Purtroppo dopo poco tempo ci siamo resi conto che non avrebbe mai potuto raggiungerci dato che, nonostante per noi fosse sempre una cucciolotta, aveva oramai 13 anni e dava i primi segni di vecchiaia.

    Il 21 ottobre dell’anno scorso avevo pianto come un bambino vedendo il film “Io e Marley” e il giorno dopo, chiamala ironia della sorte, neanche arrivo in ufficio che mia madre mi chiama per dirmi che Kaya era morta. Inutile dire che invece di andare in ufficio sono andato a Schiphol e dopo 3 ore ero in Italia.

    Ci sarebbero tanti altri piccoli dettagli che io ricordo come se fosse oggi, ma te li risparmio, ti chiedo, pero’, una carezza a Juno da parte mia! In bocca al lupo!

    • 2

      Aria said,

      Grazie da parte mia e di Juno.
      Mi spiace per la vostra Kaya. L’unica cosa che mi ripeto tutte le volte (ce ne saranno anche altre, perché l’amore per cani e gatti non ha fine) è: per tutto il tempo che è stata con noi, ha vissuto nell’amore e nelle cure di persone attente.
      È il massimo che possiamo fare, dovuto, secondo me.

      Succes met jou!!

    • 3

      babboferro said,

      Juno ringrazia, e da un paio di giorni rosicchia pure croccantini. Forse cerca un gusto più semplice, stufa delle raffinatissime pietanze che le sto propinando.

      Alla mia età – avendo avuto fin da piccolo confidenza con animali da compagnia – so bene che hanno vita più breve di noi, e me ne sono fatto una ragione. Per Juno soffro di più, perchè nella sua breve vita ne ha viste proprio tante. Ma faccio quello che posso; quello che ogni umano può (e dovrebbe) fare: essere accanto a chi soffre, e fargli sentire il proprio affetto.

      Grazie, AmsterdamForFree.

  2. 4

    Luca, Manu & 8 said,

    Cari Olandesini e Cara Juno.
    Noi tre qui dall’Isola delle Foche vi siamo molto vicini in questi momenti perché 8 ben si ricorda con piacere la settimana o poco più trascorsa in villeggiatura natalizia a Monfalcone in quella che ora è la casa di Juno.
    Ovviamente la sua presenza fu molto meno discreta e silenziosa di quella di Juno essenzialmente perché io [Luca] ho forse ecceduto nel concedergli libertà sin dai primi mesi di vita.
    8, oramai va per i 10 anni, è con me e anche con Manu da quando ha 2 mesi e mezzo e ne ha sempre, ma proprio sempre, combinate di ogni. Dal tentare di distruggere lo studio della veterinaria che lo castrò [forse aveva intuito cosa ahimé lo attendeva….], dall’entrare ripetute volte nella cucina di un ristorante accanto a casa alla ricerca di qualche boccone aggiuntivo, dal trasferirsi per 2 mesi e mezzo in una nuova casa in Giudecca dove, per avere il cibo, picchiava la gatta padrona di casa. A Monfalcone per sua [e soprattutto mia….] fortuna si limitò a leccare pentole e salire sui fornelli e lavabo sempre e costantemente alla ricerca di cibo.

    Juno, io e Manu abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscerla prima della vostra partenza per l’Olanda, ha dovuto affrontare da subito grosse difficoltà per colpa della stupidità e della barbarie di noi umani. Per sua fortuna ha però incontrato te Cara Arianna e il tuo papà che le hanno fatto sicuramente cambiare idea e le hanno fatto apprezzare i piaceri di una vita in appartamento e del buon cibo preparato e acquistato con amore per lei.
    Sicuramente ve ne sarà grata e il vostro volerle bene e starle accanto in questa situazione nuovamente difficile, la farà sicuramente stare un po’ meglio e soprattutto la renderà tranquilla e rilassata senza stress o paure inutili.

    8 per primo la saluta e le manda una leccata sulla testa da buon felino [anche se burbero]. Io e Manu ci aggiungiamo e le mandiamo tante tante coccole.
    Un abbraccio caloroso a voi in Olanda e al buon Ferruccio a Monfalcone.
    A presto
    Saluti
    8, Luca e Manu [prima i felini poi gli umani……………………..]


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