Isola Sinuaria* e vicinanze

È nota a tutti la bellezza della Sardegna, delle sue terre e delle sue acque, dei suoi paesi e dei suoi porti e porticcioli.
Da anni sognavo di poterla visitare, di rendere veri ai miei occhi i racconti e le immagini che la riguardavano.
Ho realizzato parzialmente il mio sogno. Parzialmente perché abbiamo visitato solo la parte nord-ovest delle isole (Asinara compresa), ma siamo rimasti completamente incantati da quello che siamo riusciti a vedere.

La Sardegna è un’isola ricca di storia e di tradizioni popolari che si tramandano da secoli. È una terra circondata dal mare, ma diversi fiumi bagnano anche l’interno; i colori della vegetazione, delle case a ridosso dei porticcioli, del mare, dei fondali, delle insenature rocciose, rappresentano appieno la forza della natura, un incrocio in cui si trovano tutti gli elementi: acqua, terra, aria e fuoco (il sole).

Non so se ho capito lo spirito del popolo sardo, ma ho notato molto rispetto per la propria terra; mi ha colpito la tenacia dell’ultimo ‘cassaintegrato’, della altrettanto famigerata ‘isola’ all’Asinara, rimasto da solo con la moglie. È lì da più di 2 anni; gli altri hanno mollato la protesta contro la cassaintegrazione (perché vogliono lavorare, come stabilito dal 1° principio fondamentale della Costituzione Italiana), perché non è facile vivere in un’isola disabitata, ancor di più se le prospettive continuano a latitare. Poco fa è stata rinnovata la cassaintegrazione; la frustrazione di operai esperti impossibilitati a lavorare cresce e sembra che a nulla valgano tutte le dimostrazioni che finora sono state fatte.
Come succede quasi sempre in Italia quando si tratta di questioni importanti.

Tutta la mia stima agli italiani onesti che combattono intelligentemente e pacificamente solo per vedere rispettati i propri diritti; a quelli che rimangono in patria e vivono quotidianamente i molteplici controsensi del Bel Paese.
Se l’Italia verrà ‘salvata’, il merito sarà anche di ciascuno di voi.

|Aria|

* Il nome dell’isola Asinara deriva probabilmente da un’errata trascrizione di ‘Insula Sinuaria‘, che significava ‘isola sinuosa’. Molti pensano che il suo nome derivi invece dagli asini albini che la popolano, che sono degli incroci tra asini portati dall’uomo sull’isola.

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