di tanti amici e del koninginnedag 2011

Saranno almeno tre settimane che non metto mano al blog, per fortuna Aria è più produttiva di me. Sappiate che talvolta si trattiene dallo scrivere per non pubblicare troppi post rispetto a me, fino a spronarmi quasi fisicamente quando latito da troppo tempo.
Questo periodo è stato però particolarmente ricco di eventi e ospiti, tanto da rendere quasi lecita la mia assenza qui. Dopo la Pasqua trascorsa a Rotterdam, di cui ha parlato Aria nel precedente post, abbiamo ricevuto la visita di 9 tra amici e cugini arrivati dall’Italia in occasione della grande festa nazionale olandese. Nove persone sono veramente tantissime, e con me e Aria si arrivava a un passo dalla dozzina. La sera del loro arrivo siamo riusciti ad organizzare una cena che sfamasse tutti senza eccessive pretese, se non quella di stare insieme. Già per alzarsi dal divano verso fine serata si notava la difficoltà nell’organizzare quella tribù.

Nei giorni successivi il gruppo si divideva a seconda delle mete scelte, tra le quali il Van Gogh Museum, Keukenhof, l’Hortus Botanicus, il museo di Escher a Den Haag, oltre ad un disordinato girovagare per le stupende strade di Haarlem e Amsterdam.

Il 30 aprile siamo riusciti a mettere d’accordo di nuovo tutti e siamo partiti, ovviamente scaglionati, per Amsterdam. Anche quest’anno abbiamo infatti partecipato alla sempre colorata Festa della Regina. Sotto trovate qualche foto scattata sul posto, che comunque non renderà fino in fondo l’atmosfera che si vive solo quel giorno in tutto il Paese. Questa volta non abbiamo avuto problemi con i treni, la stazione di Haarlem era arancione ma non troppo piena; forse complice l’orario, visto che ci siamo mossi da casa attorno a mezzogiorno, sebbene fossimo i primi della combriccola a partire. Usciti dalla stazione abbiamo seguito i grandi schermi LCD che indicano i vari percorsi pedonali – il centro, tra la stazione e l’ingresso principale a nord del Vondelpark, è totalmente chiuso al traffico, anche per i tram – e ci siamo mescolati al fiume arancio. La giornata è stata bellissima e sempre assolata. Ci siamo persi il vrij markt, mercato libero, che si tiene a partire dalle 7 di mattina in molti quartieri del centro città. Per un giorno vige la regola secondo cui ognuno può vendere ciò che vuole (eccezione fatta per qualche sostanza vietata e cibo velocemente deperibile, se non erro) in uno spazio che ha preso qualche giorno prima e segnato con lo scotch per terra, disegnando un rettangolo dell’area desiderata al cui interno si trova la scritta “bezet”, occupato. Si fanno anche degli affari, dicono, ma pensare di comprare qualcosa e doversela portare in giro tutto il giorno mi impedisce di essere un acquirente di questo raro mercatino delle pulci aperto a tutti.
Abbiamo girovagato nuotando nel fiume arancione di persone, per fermarci su un canale ad osservare il carosello di personaggi dei tipi più disparati. Stipati, ma danzanti, su barche (per alcune userei il termine “oggetti galleggianti”) color carota, a bordo delle quali erano installati degli impianti audio di potenza tale da far vibrare l’acqua attorno alle imbarcazioni. Lì abbiamo recuperato la seconda parte della comitiva, per proseguire lentissimamente verso il Vondelpark.
Il Vondelpark è uno spettacolo ogni giorno, meglio se di sole, e quel giorno era uno spettacolo color arancio. Abbiamo trovato un posto semi ombreggiato dove stendere  l’enorme telo portato per l’occasione. Mentre aspettavamo gli altri qualcuno ha  schiacciato un pisolino, all’arrivo del terzo e ultimo gruppo di amici la situazione non è cambiata per un bel po’, distratti tra un gruppo di percussionisti itinerante e il ragazzo dalla bici impossibile da guidare, che passava la giornata scommettendo (e spesso vincendo) che nessuno ce l’avrebbe fatta a domare il suo strano ciclo, mentre lui ovviamente sì. Dopo una sofferta riunione organizzativa abbiamo ripreso il controllo delle nostre gambe e ci siamo diretti verso la stazione, un po’ acciaccati per l’umidità del parco, e stanchi per le camminate di quello e degli altri giorni.

La domenica, primo maggio, solo pochi superstiti sono giunti a Den Haag. Il caso ha voluto che ci incontrassimo con alcuni degli altri ragazzi proprio al binario 1 di Haarlem, mentre loro si spingevano verso Amsterdam per gli ultimi acquisti prima di ripartire verso l’Italia. La sera una cena assieme a Pietro ha chiuso una settimana davvero intensa, pronti per riposarci la settimana successiva in vacanza.

Molti erano già stati qui, per venirci a trovare o prima che arrivassimo, altri vivevano per la prima volta l’Olanda: tutti sono stati entusiasti dell’esperienza e hanno reso noi un po’ più orgogliosi della nostra scelta di vita: viva l’Olanda!

|Ste|

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2 Risposte so far »

  1. 1

    Auro said,

    Ciao ragazzi! Quest’anno il periodo è stato asservito da un clima mai visto a fine aprile! Noi siamo stati dal 23 aprile al 1 maggio e praticamente sempre sole! circa la festa,solo una cosa: non avete avuto l’impressione che rispetto agli anni passati fosse, come dire, un pò più dismessa? Mi è parso che ci fosse molta meno gente per le strade se non concentrata in alcuni punti strategici, mentre anni fa ricordo festa, gente e banchetti ad ogni angolo. Alcuni mi hanno detto che c’è del “malumore” tra il popolo, altri che essendo periodo di ferie molti erano fuori in vacanza, altri ancora che hanno deciso di limitare le zone di mercato e non renderle possibili ovunque….boh? Ciau
    Auro

    • 2

      Aria said,

      Ottimo osservatore, Auro, sia per il clima (che, devo dirlo, è rimasto bello a lungo, anche se un po’ più fresco), sia per quanto riguarda l’atmosfera un po’ dimessa.
      Nei punti strategici c’erano i gruppi di osservazione delle ‘barche’ che transitavano sui canali, ma complessivamente ad Amsterdam c’era meno gente degli anni scorsi; anche per tornare non abbiamo avuto problemi a trovare un treno capiente.
      Indagherò sulle possibili motivazioni.
      Rimane sempre un momento molto particolare per visitare la città, direi unico.


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