foche a nordest

Groningen Centraal

Groningen Centraal

Due settimane fa ci siamo spinti ancora più a nord, precisamente a nordest. Siamo stati a visitare Groningen, capoluogo della provincia che porta lo stesso nome. Un weekend breve ma molto piacevole, il centro storico della città è abbastanza piccolo e non siamo stati molto ad orientarci. La sera abbiamo cenato in un grazioso ristorante messicano, che ci ha sfamati con gustose tapas. Dopo cena abbiamo fatto ancora quattro passi nel centro della città, trovandola carina ma non irresistibile. Forse troppo simile ad altre città olandesi, ma senza qualcosa che la renda particolare e consigliabile, considerando anche che si trova a 2 ore e mezza di treno da Haarlem, con due cambi. Sono però pronto per essere smentito da chi magari ha avuto più di due giorni per visitarla.

Groninger Museum

Groninger Museum

La domenica mattina ci siamo svegliati di buon ora e siamo ritornati verso Groningen Centraal, passando accanto al famoso Groninger Museum, curiosa costruzione parzialmente immersa nel canale. Arrivati in stazione abbiamo preso il treno “Arriva” (NS non ha il 100% dei treni dei Paesi Bassi). Curioso il convoglio di colore bianco e rosso sprovvisto dei pantografi per collegarsi alla rete elettrica ferroviaria. Infatti anche i binari erano sprovvisti dei cavi che corrono sospesi sopra di loro. Dopo una breve consultazione con Ferru, siamo giunti alla conclusione che si trattava probabilmente di una locomotiva diesel-elettrica.

Pieterburen e le altre

Pieterburen e le altre

Fatto sta che siamo partiti verso Winsum. Pian piano il paesaggio cittadino ha lasciato il posto a interminabili distese di nulla. Qualche mucca, pecore quanto basta e campi enormi tracciati da canali di irrigazione perpendicolari tra loro. Dopo una ventina di minuti arriviamo a Winsum. Nella minuscola stazione l’unico punto di ristoro è una pizzeria take away dall’italianissimo allestimento.
Nel piazzale della stazione attendiamo il bus 68, che in realtà è un minibus da 7 posti tappezzato di immagini di foche: siamo sulla strada giusta. Dopo 20 minuti di tragitto in mezzo ai campi affacciati su case di altri tempi, arriviamo a Pieterburen.
Pieterburen è un paesino minuscolo a 3 chilometri dal Waddenzee, mare interno che poco più a settentrione diventa Mare del Nord. In paese (379 abitanti al 1/1/08) non c’è molto. Credo che la principale attrazione nel “centro” sia il cartello stradale con le distanze in km da moltissime città il cui nome contiene la parola Pieter, o similari. Su un altro cartello stradale troviamo le indicazioni per il Zeehonden Creche.

Zeehond

Zeehond

Zeehonden (traduzione letterale cani di mare), in italiano conosciute come foche, Creche (pronuncia francese) che significa nursery. Sostanzialmente un centro di riabilitazione per foche. Foche malate o ferite, tratte in salvo soprattutto nel Waddenzee, ma anche in zone del Mare del Nord più remote da lì: qualche ospite “a quattro pinne” arrivava infatti dal mare antistante Rotterdam, per fare un esempio.
Davanti al centro è parcheggiata un’ambulanza appositamente pensata  per le foche: sia fuori, dove campeggia la scritta zeehonden ambulance, sia dentro, dove il lettino è inequivocabilmente a misura di pinnipede. All’interno dell’edificio si trovano le camere di quarantena, dove le foche malate passano il primo periodo dopo il loro arrivo. Attraverso i vetri che si affacciano su queste stanze, si possono vedere le foche sul pavimento di mattonelle. Questi esemplari non si muovono molto, e sono costantemente sfiorati da un vapore simile a quello di un aerosol, proveniente da una specie di flebo disposta sopra ad ogni animale in quarantena. Sul vetro corrispondente a ciascuna stanza si trova un biglietto con le informazioni sull’animale: il nome datole, la data e il luogo di ritrovamento, oltre alle informazioni sulla possibilità di adottare a distanza la foca malata e contribuire alle spese per le sue cure.

Montagna di reti

Montagna di reti

Superate due grosse porte è possibile raggiungere la parte esterna del centro, dove invece si trovano altri esemplari di foche più vispi, questa volta in piccole piscine e in compagnia di altri mammiferi marini come loro. Qualcuno si lamenta, o forse vuole solo attirare l’attenzione dei visitatori. Nel campo adiacente, si nota una “montagna” molto colorata di 5/6 metri di altezza, composta da reti. Basta avvicinarsi un po’ per poter leggere che quella non è un’opera d’arte, ma un cumulo di reti da pesca rotte, che sono state ripescate in questi anni. Reti che sono un po’ il principale nemico delle foche e quindi dei veterinari che sono costretti a vederle in condizioni terribili, a causa dei rifiuti che l’uomo lascia in giro.

Una lezione di civiltà e un aiuto importante a questi animali dallo sguardo dolcissimo.

Focambulanza

Focambulanza

Dopo la breve visita al centro abbiamo ripercorso a ritroso il viaggio fino ad Haarlem, più di tre ore su 5 mezzi diversi per raggiungere casa, ma ne è valsa la pena.

|Ste|

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4 Risposte so far »

  1. 1

    Samantha said,

    Bellissimo post e bellissime le foche, nessun dubbio in nerito. Mi permetto di fare pero’ una leggera polemica: questi centri li paghiamo noi con le nostre tasche, ovvero tasse, comprese anche le dieren ambulances… mentre l’assicurazione sanitaria la paghiamo ogni benedetto mese, di tasca nostra ad un’assicurazione che non ha la minima idea di cosa significhi salute, piu’ un eigen risiko pari a 170 Euro/anno, e il governo aumentera’ ancora i premi. Onestamente continua ad essere per me una cosa alquanto anomala e illogica….

  2. 2

    babboferro said,

    Le foche mi ricordano i circhi che ho smesso di frequentare molti anni fa: animali simpatici, capaci di applaudire (pinnatamente) e giocare a palla.

    Ho smesso a Casablanca – in Marocco – quando un gorilla triste mi ha guardato negli occhi: mi sono reso conto che non sapevo chi veramente fosse in gabbia.

    Ma le foche “emarginate” mi fanno molta tenerezza: animali docili e divertenti, perfetti per distrarci e divertirci; eppure hanno una loro vita.

    Potrebbe essere una riflessione su come impieghiamo animali a nostro consumo.

    Dà fastidio – lo so – ma accade. Scusatemi se vi ci faccio pensare.

  3. 3

    manu said,

    Molto bello e dolce questo post sulle foche.
    E capisco anche l’arrabbiatura di Samantha sulla sanità olandese.
    Preciso che – vivendo in Italia – non conosco la vostra realtà sanitaria olandese.
    Ma ti assicuro che – anche da noi – le cose sono mollto cambiate.
    Bisogna solo sperare in ….. una salute di ferro!

  4. 4

    Samantha said,

    Ciao Manu,

    piacere di conoscerti, anche se solo virtualmente, su questo bellissimo blog che seguo con grande attenzione e affetto.

    Certamente la sanita’ italiana funziona male ormai, ne so qualcosa anche personalemente, ma come ho gia’ avuto modo di spiegare in altri post, la nostra e’ una sanita’ in rosso e quindi fa acqua da ogni parte… mentre in Olanda la sanita’ e’ in attivo e viene trattata come una vera e propria azienda…e questa e’ pero’ una visione che non condivido affatto perche’, proprio perche’ in attivo, se proprio dobbiamo farne una questione di soldi… dovrebbe funzionare MOLTO meglio… Non voglio pero’ star qui ad elencare alcuni malservizi, si parlava di foche appunto!
    Una serena settimana a tutti.


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