200 di questi post

Signore e signori: italiaolanda compie duecento post! Duecento volte grazie ad ogni persona che ci ha seguiti da questo blog!

Ed esattamente il 18 febbraio 2009, 2 anni e 2 giorni fa, io ed Aria partivamo con le nostre valigie di cartone alla volta dei Paesi Bassi. Il blog iniziò quasi un mese più tardi, ma avremo modo di celebrare questo evento più avanti.

Due anni in cui moltissime cose sono cambiate, tutte in meglio se non si conta la lontananza dagli affetti lasciati in patria: elemento difficile da escludere, ma del quale non ci si può meravigliare, essendo l’unico sicuro prezzo da pagare noto ben prima della partenza.
Due anni di scoperte ed  emozioni, di delusioni e rivincite, di solitudine e nuovi modi di comunicare.
L’Olanda ci ha accolti bene: un posto tranquillo e multietnico, con i suoi molteplici pro e gli immancabili contro. Se avesse il sole italiano, per fare un esempio, sarebbe forse il massimo, invece abbiamo dovuto aggiornare il nostro umore affinché non fosse troppo legato alle condizioni meteo. Avremmo smesso di parlarci, in caso contrario: credo che le giornate in cui per tutto il giorno il cielo è terso siano meno di 20 all’anno, per capirci.
Abbiamo avuto modo di riflettere in questo lungo periodo, sulla condizione degli emigrati di altre epoche, che lasciavano tutto per partire e non tornare, se tutto fosse andato bene, mai più.  Stop ai contatti con casa, se non grazie a qualche lettera che impiegava mesi e mesi a cercare l’indirizzo di destinazione. Vedersi di nuovo era sintomo di fallimento o di estrema ricchezza, ora i voli low cost hanno reso tutto più facile.
A noi emigrati 2.0 basta poi solo un click per aprire una finestra nelle nostre vecchie case o in quelle dei nostri amici, attraverso la quale possiamo parlare con i nostri cari e vederli come se li avessimo a due passi da noi. Manca il calore fisico delle persone, ma l’affetto riesce a giungerci anche sotto forma di bit e ci sentiamo meno distanti.

Concludo con un Grazie a chi ha creduto in noi, in Italia e qui, ma complimenti soprattutto a noi due che abbiamo saputo dimostrarci e dimostrare che volere è potere.

|Ste|

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7 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    E bravo Ste! “Volere è potere”: è proprio il motto che meglio si attaglia a voi due.

    È il titolo di un’opera didascalica scritta su iniziativa del Primo Ministro dell’epoca (tal Menabrea, come la birra) da un certo Michele Lessona nel 1869. Ebbe un grande successo e fu distribuita – a cura del giovanissimo Stato Italiano nato nel 1861 – nei paesi d’Europa e del mondo dove si trovavano degli emigranti italiani.

    Roma non era ancora la capitale (lo Stato della Chiesa capitolò l’anno dopo), e Torino non lo era più da poco (1865), così l’opera fu pubblicata nella capitale dell’epoca (Firenze), nonostante fossero in corso importanti opere pubbliche che avrebbero stravolto (inutilmente, visto che di lì a poco la capitale sarebbe stata Roma) il volto del centro storico della città per accogliere l’apparato di Governo.
    Ma sapete com’è: “l’importante è costruire”. Così dicono i fautori della “politica del fare”: dal ponte sullo Stretto di Messina alle centrali nucleari ed alle auto.
    Sulle prime due opere la polemica è aperta; sulla terza di certo si sa solo che i magazzini sono pieni, ma non si vendono. Forse costruiranno magazzini più grandi.

    Perdonate le mie divagazioni, cari ragazzi. Per tornare a noi, insisto sull’ottima scelta del motto da parte di Ste. Infatti “Volere è potere” si ispirava ad un libriccino dello scrittore inglese Samuel Smiles (“Self-help”) da poco tradotto in italiano (1865): una raccolta di conferenze tenute agli studenti frequentanti le scuole popolari (=economiche), per motivarli a migliorare la loro condizione.

    Ben diverso fu il sacro fuoco che spinse il nostro Michele Lessona, zoologo dell’Università di Torino [sì, avete letto bene: zoologo. Lo Stato Italiano era nato da poco, ma già mostrava la curiosa propensione a scegliere i suoi esperti in modo alquanto bizzarro]: in 14 (quattordici) ponderosi capitoli descriveva le meravigliose gesta compiute da geni italiani delle varie regioni del Paese emigrati all’estero.

    Se fosse vissuto ai giorni nostri, le vostre non gli sarebbero certo sfuggite.

  2. 2

    manu said,

    Cari ragazzi,
    volere è potere vi si addice perfettamente!
    E dopo due anni il vostro bilancio è più che positivo!
    Un grosso abbraccio con bacio

  3. 3

    Luca, Manu & 8 said,

    Buon dì Olandesini!! Noi qui nell’Isola delle Foche si era “distratti” da un altro anniversario, ma comunque 200 post sono un numero direi ottimo [esagero?].
    Come si dice: “Bene!! Bravi!! Bis!!” Ahahahah?!?!

    A parte tutto, complimenti davvero. Avremo modo di complimentarci con voi in occasione del prossimo anniversario [in realtà già scaduto, ma il blog è in ritardo sui tempi…battete la fiacca?] ma per ora un commento era d’obbligo.
    “Se avesse il sole italiano [..]” invece dei 20 giorni l’anno….e vi lamentate!!! Ricordatevi che c’è chi vi invidia a manetta [solo io Luca, Manu e 8 no…ahimè] per questa vostra fortuna!! Vento, tanto vento, nuvole, freddo…che culo!!
    Vabbé basta se no mi sale la tristezza…chissà che magari la fortuna non voglia guardarmi un attimo e offrire a Manu un lavoro ben pagato in Olanda o Svezia a studiare le palificazioni locali….io continuo a sperarci.

    Per ora mi accontento dell’inverno veneziano e della [sempre e comunque poca] Bora invernale.
    Un abbraccio caloroso dall’Isola delle Foche
    A presto
    Luca, Manu 6 8 [chi tifa a favore e chi contro………………]

  4. 4

    Daniele e Michela said,

    Complimenti ragazzi, anche io e mia moglie stiamo facendo un percorso simile al vostro, iniziato da poco più di un mese ad Amsterdam.
    Mi conforta avere un’ulteriore conferma che tutto puo’ andare per il meglio e che in olanda c’è spazio anche per qualche italiano che vuole provare qualcosa di diverso dal proprio paese d’origine.
    Complimenti per questi due anni, per il blog e auguri per tutto il resto.
    L’olanda è un paesotto, son sicuro che prima o poi ci incroceremo.

    Daniele

  5. 5

    CHIARA said,

    yyyyyyyyyyyyyeeppppppaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa …complimenti davvero siete i miei eroi ma questo già lo sapete ….complimenti anche per il medio opponibile me go pisà de rider pensando al tuo colore cadaverico…… durante l’altro intervento del tuo sfortunato pollice ……………. i love you…………….

  6. 6

    sara said,

    concedimi un sorriso, io sono partita esattamente un anno dopo di te, il 13 febbraio 2011….

    ps in macchina il percorso è quelle 3-4 ore di tortuosa ma stupenda svizzera, e poi ore ore ore ore (7)in Germania, autostrada infinita, lunghissima, senza curve, tutta identica….e poi sei arrivato. :)

    • 7

      Ste said,

      Ciao Sara! Ti dirò che né io né Aria abbiamo mai raggiunto l’Olanda via terra, ma prima o poi chissà!
      Un dettaglio: tra meno di un mese saranno 3 anni qui in Holland, era il 2009!


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